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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

The Ramones - The Ramones (1976)

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di Silvano Bottaro MC5, New York Dolls, Iggy Pop con gli Stooges. I punti di riferimento sono chiari: nei laboratori del rock'n'roll nulla nasce dal nulla. Ma questa mezz'ora di musica urlata, schitarrata senza pietà (e senza assoli: come ha fatto notare Tom Verlaine, questo è l'inizio della musica dei bianchi, della musica che non deve quasi nulla al blues) e senza un filo di grasso, da dove spunta? E lo stesso sgomento di chi vide dal vivo i ragazzi di Forest Hills, Queens, suonare al CBGB quell'anno: venti minuti, mezz'ora al massimo di canzoni una dietro l'altra, introdotte giusto da un «Hey Ho Let's Go» o da un scanditi da Dee Dee, vocalist originario della band e primo a decidere di chiamarsi Ramone, ispirandosi, pare, al cognome che Paul McCartney dichiarava registrandosi in incognito in albergo. Ben presto arriva Joey e tutti i tasselli vanno a posto: quella voce un po' stridula è perfetta per un gruppo cresciuto dentro la cultura pop ameri...

Banco Del Mutuo Soccorso - Canto Di Primavera (1979)

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Nella Domenica di Pasqua (Auguri e un grande abbraccio) il disco "primaverile" della serie di Aprile ci porta nell'Italia del 1979. Un paese dilaniato dalla tensione politica, con la paura del terrorismo, il radicamento delle questioni, con il culmine nel rapimento e l'omicidio di Aldo Moro e gli uomini della sua scorta. Ma dal punto di vista musicale fu un anno fecondissimo: dischi come Lucio Dalla, Banana Republic dello stesso Dalla con De Gregori, Buona Domenica di Antonello Venditti. E sebbene all'estero fosse ormai scomparso sotto le sferzate arroganti del punk, perfino il progressive regala gemme. Come il disco di oggi, ad opera del Banco del Mutuo Soccorso. La band si era formata 10 anni prima a Marino, in provincia di Roma quando i fratelli Vittorio e Gianni Nocenzi mettono su un primo gruppo, con Franco Coletta, Fabrizio Falco e Mario Achilli. Registrano un provino per la RCA che comparirà in una compilation su nastro, tesoro dei collezionisti, Sound 70, ...

Fabio Treves

 Milanese, classe 1949, l'armonicista e cantante Fabio Treves è uno degli esponenti di punta della scena blues italiana, scena che ha contribuito a fare crescere non solo come musicista, ma anche nelle vesti di fotografo, giornalista, scrittore, organizzatore di eventi e, per lungo tempo, responsabile dell'ufficio Progetto giovani del Comune di Milano. Discografia e Wikipedia

The Mercy Seat - Nick Cave and the Bad Seeds (1988)

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Con un suono che reinventa ogni stilema della musica popolare fino a trasformarlo in rimbombo, e con un'abilità nei testi da puro scrittore, Cave è il totem di chi chiede alla musica una rappresentazione vera, che può anche sfuggire alla benedizione evangelica del lieto fine e che contempla la tragedia, non solo la commedia. I suoi brani sono piccole maledizioni, raggruppano il senso della minaccia incombente e dell'immanente disastro che conferma il presagio. The Mercy Seat gioca su due registri antitetici: morte e benedizione, sacro e profano. La «mercy seat» è la sedia elettrica che aspetta l'io narrante, ma è anche il trono di Dio dell'Arca dell'alleanza, la cui costruzione fu ordinata a Mosè per dimostrare la potenza di Yahveh e la sua presenza in mezzo al popolo. Nick Cave cita il Vecchio Testamento, il Levitico e il Vangelo: «Occhio per occhio / dente per dente / ma io ho detto la verità / e non ho paura di morire». Cave ha dichiarato in un'intervista che...

The Magnolia Electric Co. - The Magnolia Electric Co. (2003)

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Iniziamo da questo disco, con un gufo disegnato da William Schaff, artista che ha creato molte copertine della famosa etichetta indipendente Jagjaguwar, soprattutto quelle degli Okkervil River (che sono stati protagonisti di una Storia di Musica). Il gufo ha due mani extra, nella posizione tipico dell'iconografia del Cristo, davanti al fiore di una magnolia che è illuminata come una lampadina. Perchè Jason Molina, l'autore delle canzoni, aveva appena inaugurato con questo disco un nuovo progetto chiamato The Electric Magnolia Co. Tra parentesi, nelle prime edizioni del disco non vi era una precisa definizione del titolo sia della band che del disco. Questo perchè Molina fino ad allora aveva firmato i suoi lavori, di un maturo, dolente e romantico cantautorato, con il soprannome di Songs:Ohia, sin dal 1996, quando pubblicò il suo primo lavoro indipendente di un certo rilievo, dallo stesso titolo (che i fan ribattezzeranno Black Album). Molina si circonda di un gruppo di musicist...

Pere Ubu: David Thomas

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Domiciliato in Inghilterra, dove i Pere Ubu vennero attratti da un vantaggioso contratto offerto loro dalla Rough Trade, David Thomas è quello "grasso" con la voce baritonale, tanto per intenderci. Le cronache ce lo raccontano difficile e scontroso, tanto litigioso da portare allo scioglimento una delle più belle bands anarchiche della nostra epoca. Da anni a capo dei Pere Ubu, una band "rumorista", cerca di abbandonare "il rock" come formalismo, scegliendo un'avventura musicale in bilico tra passione e tecnologia. Lontano dal music business e dalla pubblicità in generale, è tutt'altro che un'arrampicatore Thomas. Fare la musica che gli piace e lavorare solo per questo è il suo modo d'essere. " Nulla di essenziale accade ove non sia presente il rumore ", è in questa celebre frase di Jacques Attali l'essenza sonora che i Pere Ubu cercano di mettere in pratica. Una nuova tendenza verso "un rock" totalmente liberat...

The Jimi Hendrix Experience - Eletric Ladyland (1968)

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di Silvano Bottaro James Hendrix è tornato da Londra, dove gli hanno cambiato il nome in Jimi e hanno fatto di lui una star. Ha suonato a Monterey, dove finalmente anche gli americani si sono dovuti accorgere di lui. Ha girato gli States con il trio, la Jimi Hendrix Experience, in un tour di nove mesi senza interruzioni. Quando entra in studio, a fine 1967, ha molte idee e pochi pezzi già scritti, per un album, il terzo della sua vita, che sarà anche il primo interamente, veramente suo. Un produttore ci sarebbe, Chas Chandler, responsabile del suo successo britannico, ma la lentezza con cui procedono le registrazioni e le decine di «amici» di Jimi che stazionano in sala gli danno sui nervi. Se ne va sbattendo la porta, e Electlic Ladyland risulterà «prodotto e diretto da Jimi Hendrix». Le cose vanno come vuole lui, in effetti: a rilento, con improvvisazioni continue e sperimentazioni anche bizzarre, anche naif: chitarra, basso e batteria qua e là vengono accelerati, o rallentati; c...

Talk Talk - The Colour Of Spring (1986)

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Simbolicamente la primavera è tempo di rinascita. È una rinascita vera e propria quella che visse, con questo disco, una delle formazioni più interessanti degli anni '80 in Gran Bretagna, che ha lasciato un segno negli appassionati di musica. Tutto inizia a metà anni '70, quando spinto dal fratello maggiore Ed, che faceva il talent scount e il manager per emergenti e spesso improbabili gruppi punk, Mark Hollis fonda a Londra The Reaction, che incideranno un unico singolo in studio nel 1978, I Can't Resist, pubblicato dalla Island di Chris Blackwell. Nel 1981 incontra il bassista Paul Webb, il tastierista Simon Brenner e il batterista Lee Harris, formando con loro una nuova band, a cui dà il nome di Talk Talk. Sono gli anni della new wave e del cosiddetto new romantic, di grande successo: si affidano ad uno dei produttori del momento, Colin Thurston, che guidava alla consolle i Duran Duran, e pubblicano The Party's Over, nel 1982: un synth pop senza infamia e senza lode,...

E T I C H E T T E

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