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Anna Von Hausswolff – Dead Magic (2018)

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di Fabio Gallato Nel suo saper trattare con (s)confortante naturalezza temi plumbei ed ingombranti come la morte (in tutte le sue sfaccettature) Anna Von Hausswolff sembra provenire da un’altra epoca, da un altro universo. Sicuramente uno dei talenti più cristallini della scena europea, l’artista svedese ha fin qui sempre convinto e sorpreso nella sua esplorazione dell’esperienza del sacro e dell’esoterico per mezzo di un contesto sonoro difficilmente inquadrabile, ma comunque riconducibile ad un caleidoscopio di colori scuri e sonorità in bilico tra doom, drone e neoclassica. Pur non distaccandosi da questa visione, il nuovo album “Dead Magic” – il quarto in carriera – rafforza la potenza espressiva della trentaduenne di Goteborg, confermando (e migliorando) quanto fatto in passato, e allo stesso tempo portando in dote diversi e piacevoli elementi di novità. Sono ancora una volta le parole (citate nelle note di presentazione dell’album) e il pensiero del poeta svedese Wal...

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