Tracy Chapman - Omonimo (1988)
di Silvano Bottaro Nera, ventitreenne, americana di Boston, una laurea in antropologia e una facilità compositiva che è di pochi, Tracy Chapman si inserisce nel panorama musicale con un album d'esordio dal forte impatto testuale-sonoro. Fra i cantautori di colore in aria folk solo Richie Havens e la Armatrading battono il suo terreno ma, il primo è un uomo da cover poco in confidenza con le classifiche e la seconda ha appesantito le sue belle canzoni. La Chapman, 'spostandosi' dal 'vecchio' folk cantautorale, apre un nuovo 'filone' sonoro, estremamente personale e immediato, di forte presa emozionale con dei connotati politico-sociali, incidendo un disco di impegno e di protesta, con un suono solare e spontaneo che fa di lei una vera rivelazione musicale. Nel disco, pluridecorato e prodotto con garbo (D.Kershenbaum), undici meravigliose ballate che parlano di violenza sulle donne, razzismo e amore con la determinazione di un Dylan giovane e la g...