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Visualizzazione dei post da Giugno, 2019

Charlie Haden and Freddie Hubbard

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Charlie Haden and Freddie Hubbard, 1983 ph. guy le querrec

Los Lobos

Provenienti dalla James A. Garfield High School di Los Angeles, tutti con svariate esperienze nelle tipiche band scolastiche, Louie Perez, Cesar Rosas, Conrad Lozano e David Hidalgo si uniscono nel 1974 per dare vita al gruppo folk chicano del Los Lobos. Anni di gavetta e due album acustici autoprodotti, oltre a un paio di singoli, conferiscono al gruppo notevole esperienza.
Discografia e Wikipedia

Marvin Gaye - What’s Going On (1971)

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Una delle voci più belle, sensuali e magiche di tutti i tempi ha una storia personale davvero particolare. Marvin Pentz Gay Jr quando iniziò a frequentare, appena quindicenne, i primi gruppi musicali decise di cambiare il suo nome in Marvin Gaye. un po’ per evitare facili battutacce, ma soprattutto perchè così cercava di non farsi scoprire dal padre, predicatore battista, che lo voleva a suonare l’organo e a cantare per la Chiesa. Ma Marvin amava il soul, la voce di Clyde McPhatter, Rudy West dei Five Keys, Ray Charles, Nat King Cole. Da questi giganti prese la sensualità della voce e un modo di cantare davvero unico, alternando il falsetto a toni caldi e armoniosi. Le prime esperienze musicali risalgono alla fine degli anni ‘50, quando con l’interessamento di Bo Diddley incide alcuni brani con Billy Steward come Marquees. Harvey Fuqua lo convince ad unirsi al suo gruppo, i Moonglows e con loro va a Detroit, che proprio in quegli anni vide la nascita di una casa discografica che rivo…

Kaleo - All The Pretty Girls

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Eddie Vedder - Into The Wild (2007)

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di Silvano Bottaro
Into The Wild, primo album solista per EddieVedder, cantante e leader dei PearlJam, è anche colonna sonora del nuovo film scritto e diretto da SeanPenn dal titolo omonimo.
Del film, tratto dal libro che racconta la storia di ChristopherMcCandless, un giovane studente atleta, che come scelta di vita abbandona tutto e si mette in viaggio nelle zone selvagge degli Usa, da dove non tornerà più, l’unica cosa che vi e mi consiglio è quella di andarlo a vedere, del disco invece non ho dubbi, ascoltatelo.
A differenza dei dischi dei P.J., Eddie in questo disco è assai più acustico. Quasi tutti i brani sono da lui composti ed eseguiti, seguendo una strada più intima e cantautorale.
Non per questo il disco manca di energia e di vitalità, anzi l’intensità e l’emozione a volte sono veramente forti e cariche di trasporto. Le canzoni sono semplici piccoli gioielli in formato folk, anche perchè l'uso della voce e degli arpeggi delle chitarre, hanno la prevalenza sull'intero…

Lost in Transmission No. 18

Bruce Springsteen – Western Stars (2019)

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di Blackswan
Non è facile recensire un disco di Springsteen, quando si è fan: se sei oggettivo fai torto a te stesso, se non lo sei, fai torto a chi legge. E poi, è un dato di fatto, il Boss è un artista divisivo: per alcuni è una fede, per altri un vecchio bollito che non fa un disco decente da… (ogni detrattore ha il suo anno preferito per indicare l’inizio del declino). Western Stars, tra l’altro, possiede un surplus di difficoltà, perché un disco “diverso”, anomalo, punteggiato da arrangiamenti rigogliosi (ridondanti e leziosi, dirà qualcuno), che lo rendono un unicum nella discografia di Springsteen, tanto che, consentitemi la boutade dadaista, potrà piacere a chi non ha mai amato il Boss e magari dispiacere anche ai più ferventi credenti. C’è un solo modo, quindi, per raccontarlo, che è quello di partire dall’unica distinzione che, a prescindere dai legittimi gusti personali, conta davvero, e cioè quello fra musica bella o brutta. Così, a meno che non siate sordi, prevenuti o in…

Jimmy Garrison

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Foo Fighters - Echoes, Silence, Patience & Grace (2007)

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Autori della copertina di "Echoes, Silence, Patience & Grace", sesto album della rock band statunitense Foo Fighters, furono i fratelli designer Don e Ryan Clark proprietari dello studio di grafica Invible Creature. L'artwork dell'intero booklet è un lavoro di giustapposizione, cioè unione di immagini di due oggetti differenti formando così nuove strane creazioni. Per quanto riguarda la copertina hanno unito le immagini di un siluro e la valvola di un amplificatore per chitarra, riuscendo a dare vita a una nuova immagine di creazione/distruzione. Gli amplificatori sono elementi di "creazione" musicale mentre i siluri sono oggetti di "distruzione".

Captain Beefheart & His Magic Band - Trout Mask Replica (1969)

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Quando ascoltai per la prima volta questo disco ne rimasi schifato. Presi a parolacce l'enciclopedia del rock di Piero Scaruffi che la metteva al primo posto tra i dischi più importanti di tutti i tempi (e da quel giorno tutto ciò che sostiene quell’uomo io lo prendo con le pinze). Io ero un giovane adolescente quando, felicissimo di avere tra le mani qualcosa di così prezioso, decisi di dare retta a quel tipo. Con il passare degli anni il mio giudizio su quest’opera è radicalmente cambiato. Ma andiamo con ordine. Don Van Vliet è un tipo stravagante che vive a Lancaster, in California. Ha una grande passione e predisposizione per le arti visive, tanto che diventerà un apprezzatissimo artista visuale. Alle scuole superiori incontra un certo Frank Zappa, che all’epoca prima di diventare un rivoluzionario della musica si dilettava nella creazione di film a basso costo. In uno di questi coinvolge Van Vliet. che sceglie il nome d’arte di Captain Beefheart, e formano un gruppo musicale…

Loggins and Messina

Kenny Loggins (1948) e Jim Messina (1947), il cui sodalizio artistico si è formato in modo quasi casuale, si sono affermati come una delle coppie di maggior successo del rock melodico americano degli anni '70. Dei due, Messina è quello che vanta maggiore esperienza: membro di diverse formazioni surf californiane, registra due oscuri album con i Dragsters.
Discografia e Wikipedia

Bruce Springsteen - Magic (2007)

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di Silvano Bottaro
La nomenclatura ufficiale della critica, non ha accolto trionfalmente l’ultimo lavoro di Springsteen e, per amor del vero, le stelle attribuite a “Magic” certamente non illuminano il cielo. Effettivamente questo era nell’aria e nelle settimane precedenti all’ascolto del cd, ho avuto come una sorta di premonizione: i dischi meno osannati dalla critica a lungo termine sono quelli che ascolto di più: HumanTouch, LuckyTown e soprattutto Tunnel of love , mi hanno accompagnato per molte volte in questa terra a volte acida.
C’è un teorema matematico che per me vale più di quello di Pitagora: la somma di quante volte un cd suona nel tuo lettore musicale è uguale alla somma di quanto il disco ti piace.
Seguendo questo teorema, il disco ha riscosso un grosso successo nella mia sfera musicale e per me, questo potrebbe già bastare. Analizzando invece il disco con più attenzione mi soffermerei su alcuni punti.
Sembra che la decade che stiamo vivendo sia molto prolifica per il bos…

Ayo - It Hurts

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Calexico and Iron & Wine – Years To Burn (2019)

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di Riccardo Marra
C’è un momento, nella coda di What Heaven’s Left – la traccia che apre Years To Burn – in cui le trombe s’avvinghiano, rotolano da una collina spelacchiata. Sporche d’erba, unte di sudore, giungono ai piedi di un cavallo pettinato. È un momento di liberazione, è la felicità dei profumi, il tripudio della vitalità, il guizzo d’acqua che rimbalza da un fiume. È la musica, la natura.
È il momento che attendevamo da quindici anni, ovvero da quando Calexico e Iron Wine cavalcarono assieme per l’ultima volta in un disco a sei mani (era il 2005 di “In The Reins”). Sono passati quindici anni. Anni difficili, “da bruciare”. Anni da cui cavarci, però, qualcosa perché la cenere, si sa, è fertilizzante imbattibile. Burns, Convertino e Beam scrivono otto canzoni di luce americana, di sapore Nashville (il disco è registrato ai Sound Emporium, sala con alle spalle quarant’anni di musica). Otto brani che non cambieranno il mondo ma almeno un giorno della vostra vita assolutamente sì…

Lost in Transmission No. 17

Sonny Rollins

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Siouxsie And The Banshees - The Scream (1978)

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Lo ammetto senza riserve: a me il punk non è mai troppo piaciuto. Il non totale allontanamento dal genere è frutto di alcuni personaggi come quello di oggi, che nel giorno di San Lorenzo potremmo paragonare ad una stella cadente… nera. Susan Janet Ballion nasce il mio stesso giorno, il 27 Maggio, ma del 1957. Ventenne è la regina del gruppo di groupie che segue i Sex Pistols, il Bromley Contingent. Si ribattezza Suzi, e entra in contatto con un altro personaggio stravagante di quel giro, Steven Havoc Bauley, alias Severin. I due iniziano a far sfoggi di look eccessivi e particolari, e faranno epoca le tutine aderentissime e scollattise di Suzi. Al concerto storico del 100 Club del 20 settembre 1976, la nascita del punk inglese, lei è sul palco, e si fa accompagnare da Severin, Sid Viciuos alla batteria, Marco Pironi alla chitarra (il quale dopo avrà una stagione di notorietà con i Adam And The Ants). Su quel palco Suzi si presenta come Siouxsie e il gruppo The Banshees, da un raccont…

Demetrio Stratos (Alessandria d'Egitto, 22 aprile 1945 – New York, 13 giugno 1979)

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Demetrio Stratos non è stato solo un grande artista, ma anche un cantante visionario dalle doti tecniche ed espressive molto particolari. Un vero ‘maestro della voce’ che ha saputo aggiungere nuovi colori alla vocalità. Oggi nella musica pop va di moda la trap dove la voce, più o meno parlata, è artefatta digitalmente con un software di autotune. Semplificare o banalizzare il linguaggio musicale d’altronde non è una novità. Molti artisti hanno fatto successo col giro di do, mentre altri hanno passato la vita a cantare su tre accordi. Ma c’è anche chi ha lavorato e lavora giorno e notte per scoprire nuove strade inesplorate. Tra questi eroi in cui passione, curiosità e intelligenza si uniscono per sfidare l’ignoto, c’è sicuramente Demetrio Stratos. Sono passati 40 anni dalla scomparsa di questo artista, cantante, musicista e ricercatore italiano, forse poco noto ai più, che vale la pena di ricordare, specie di questi tempi per molti aspetti poco virtuosi. Nato ad Alessandria d’Egitto …

Marlene Kuntz - Uno (2007)

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Sulla copertina del settimo album in studio della rock band italiana Marlene Kuntz dal titolo "Uno" lanciato sul mercato il 14 settembre 2007, troviamo una foto scattata ad Arte Sella, una manifestazione internazionale di arte contemporanea che si svolge in mezzo natura tra prati e boschi della Val di Sella, nel comune di Borgo Valsugana in provincia di Trento. L'immagine ritrae l'opera intitolata "Helios" dell'artista Thierry Teneul, un cerchio tortuoso simbolo di unità realizzato con legno di melo, legno di carpine e fil di ferro. Altre opere furono inserite all'interno del booklet, nella grafica del sito internet nonchè nelle rappresentazioni legate al tour dell'album.

Neil Young & Pearl Jam - Mirror Ball (1995)

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di Silvano Bottaro
La grandezza di un musicista e in questo caso di Neil Young sta nel non fossilizzarsi in stereotipi musicali. Mirror Ball è il disco che conferma questa regola.
L’immagine ancora saldamente radicata nella mente di molti è quella del cantautore triste e solitario di “Harvest” (1972), del cantautore pacato di “Comes a time” (1978), o del vecchio bisonte che combatte la ruggine di “Rust Never Sleeps” (1979). Anche se tuttavia già nel corso degli anni ’70 Young aveva ripetutamente cercato di ridefinire il proprio ruolo e la propria statura umana e artistica attraverso scelte radicali ed estreme, a volte tutt’altro che popolari. Non bisogna dimenticare che all’epoca l’uscita di dischi ora osannati come “Times Fades Away”, “On The Beach”, e soprattutto “Tonight’s The Night” furono salutati come dei funerali artistici del canadese. Negli anni ’80 e successivamente, il compito è stato quello di demolire riuscendoci quella popolarità che gli derivava da un passato così glorio…

Little Steven

Steve Van Zandt (1950) nasca a Boston da famiglia di origini italiane (il nonno materno è calabrese) e cresce a Middletown, New Jersey, dove nella seconda metà degli anni '60 milita negli Shadows, poi noti come Source, con cui registra un demo con due brani. Nel nuovo decennio dividerà le sue esperienze musicali con Bruce Springsteen.
Discografia e Wikipedia

Bill Callahan - Shepherd In A Sheepskin Vest (2019)

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di Alessio Belli
Sì, è passato parecchio tempo, qualcosa è cambiato, ma forse conviene ancora entrare. Bill Callahan ha sposato Hanly Banks, è diventato papà del piccolo Bass, si diverte su Twitter, non sembra voglia spostarsi dalla cara Austin e tutto il suo repertorio discografico è su Spotify. Vista la puntuale cadenza con cui l'ex-Smog ci aveva abituato fin dal lontano 1990 con “Sewn To The Sky”, il lungo silenzio creatosi dopo "Dream River” iniziava a farsi pesante. Fortunatamente ecco arrivare alle nostre orecchie “Shepherd In A Sheepskin Vest”: riguardo la pausa, il Nostro ci tiene subito a chiarire le cose in “Writing”, poiché la vita potrà anche cambiare, la missione/vocazione no:
Le venti tracce di “Shepherd In A Sheepskin Vest” (in uscita il 14 giugno, sempre sotto la fedele Drag City) sono vividi e intensi scorci d'una nuova realtà: se nei precedenti lavori Callahan era un inscalfibile baluardo a difesa dalla solitudine, dell'intimità e della purezza delle…

The Weepies - World Spins Madly On

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Lost in Transmission No. 16

Cate Le Bon – Reward (2019)

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di Alessio Belli
Inquadrare e catalogare Cate Le Bon si è rivelato negli anni un'attività alquanto limitante: e questo è un bene. Disco dopo disco, considerando il progetto DRINKS e la produzione di "Why Hasn't Everything Already Disappeared?" dei Deerhunter, la musicista gallese ha garantito al pubblico una sequela di lavori significativi e originali. Se con “Crab Day” eravamo nelle lande dell'art-pop lontano anni luce dalla scarnezza dell'esordio e con “Hippo Lite” - composto insieme a Tim Presley - dell'anno scorso in una forma unica di post-punk, il nuovo “Reward” è l'ennesima tappa di una carriera in cui la musicista di Carmarthenshire si conferma talento libero e unico.
Nonostante l'autrice abbia dichiarato di non amare troppo il termine che dà il titolo al disco, dopo i necessari ascolti per assimilarlo, “Reward” si concederà in tutta la sua bellezza. Folle e solitaria bellezza, stando alle parole della diretta interessata: “There’s a stran…

Muddy Waters

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Fire! Orchestra – Arrival (2019)

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di Enrico Bettinello
Abbiamo ascoltato per voi in anteprima Arrival della Fire! Orchestra. No, non è uno dei soliti “occhielli” per acchiappare qualche clic, nell’era in cui – più o meno – tutti ascoltano in anteprima quel che gli pare. Noi lo abbiamo fatto davvero, proprio un anno fa, durante il bellissimo festival JazzArt di Katowice, in Polonia, in uno dei primi concerti in cui la band svedese proponeva il nuovo repertorio e del disco non si parlava ancora. E già allora la sensazione era stata potente: emozionante la musica e forte anche l’impressione che il “cambio” di rotta della mastodontica orchestra costruita sul progetto Fire! di Mats Gustafsson segnasse il tempo di un’urgenza timbrica differente. Non solo la formazione è ora più contenuta numericamente (si fa per dire, ovviamente, sono sempre 14 componenti, ma se pensate che per i primi due dischi erano il doppio…), ma ha anche subito una rilevante trasformazione d’organico. Il nucleo è sempre quello del trio Fire!, con Mats…

Tom Waits - Rain Dogs (1985)

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La foto presenta sulla copertina del non album del cantautore Tom Waits dal titolo "Rain Dogs" pubblicato nel 1985, è presa da "Cafè Lehmitz", primo libro fotografico del fotografo Andres Petersen. Contrariamente a quanto tutti pensano, il personaggio presente sulla copertina dell'album non è Tom Waits... i soggetti immortalati sono Lily e Rose, due habituè del Cafè Lehmitz, un malfamato locale situato ad Amburgo, inuna zona ricca di bordelli, divertimento notturno e locali a luci rosse. Tale locale fu scoperto da Petersen nella fine degli anni '60 e nel quale trascorse alcuni anni fotografando giorno e notte, marinai, prostitute, ballerine, tassisti, ecc., insomma "perdenti", esistenze che si perdono ai margini della società, che lo stesso Tom Waits racconta nelle sue canzoni. La tenera disperazione espressa nella foto da Lily e Rose è perfetta per le atmosfere da bordello di "Rain Dogs".

Mavis Staples – We Get By (2019)

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di Lejla Cassia
Nel tentativo di individuare cosa renda così forte l’immagine di Mavis Staples si corre il rischio di vincere le Olimpiadi dell’ovvio. Una voce straordinaria, una risata sorniona e contagiosa, il soul, il blues, il gospel e l’r’n’b, l’impegno sociale, profondamente radicato nell’American Civil Rights Movement, un intuito spiccato nel ricercare o accettare le collaborazioni che le vengono proposte o forse, alla fine di tutto, la sua potenza in qualità di trasmettitore di un messaggio ancora troppo urgente.
In We Get By, dodicesimo album dell’artista di Chicago e primo in collaborazione con Ben Harper, la credibilità della comunicazione si regge più sulla magnificenza della Staples che sulla co-produzione/scrittura di Harper che, per astuzia o per ansia da prestazione, consegna alla Staples e alla sua band una manciata di demo scheletriche, sufficienti a tirare su un disco e su cui costruire ciò che gli riesce meglio. “We Get By”, è un patto di sangue tra Mavis Staples …

Little Richard

"Georgia Peach", "Bronze Liberace", "Re del Rock'n'Roll" o anche "Cassius Clay del Rock" sono alcune significative etichette che definiscono questo incredibile personaggio, a prima vista un vistoso clown a causa della sua stravaganza ed eccentricità, ma in effetti una delle più vitali e "oltraggiose" forze del r'n'r.
Discografia e Wikipedia

Frank Sinatra - Night And Day

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