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Visualizzazione dei post con l'etichetta 2008

Ivano Fossati - Musica Moderna (2008)

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di Silvano Bottaro A due anni dall’ottimo “L’Arcangelo” arriva un’ennesima bella, autentica, opera “Musica Moderna”. Lo stile inconfondibile di Ivano Fossati è ancora una volta messo in evidenza in questo disco che è in grado di parlare d’amore (e non solo) in un modo unico. Fossati è in grado di usare le parole come carezze, parole che arrivano al cuore senza sentimentalismi, senza sdolcinature. Il cinquantasettenne musicista ligure, stanco di essere considerato solo per i suoi testi, già da diversi dischi ha cominciato a dar importanza anche ai suoni, questo naturalmente gioca a suo favore in quanto l’approccio risulta facile a un pubblico maggiore. Il suo è un viaggio introspettivo all’interno dell’essere umano. E’ grande Fossati nel riuscire a “trasportare” quelli che sono i sentimenti “personali” nel “sociale”. E’ facile farsi “prendere” dalle sue melodie, dalle sue parole, perché ascoltandolo bene è impossibile non trovare nei suoi testi qualcosa di noi. “Like motif” del di...

Okkervil River – The Stand Ins (2008)

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di Silvano Bottaro The Stand Ins, quinto album del gruppo Texano, è la continuazione ideale di “The Stage Names”, disco uscito esattamente un anno fa. E’ come il precedente ne ripercorre più o meno la stessa strada. A cominciare dalla copertina che, non deve prendere in inganno, non appartiene a un gruppo heavymetal, ma ad un gruppo che suona rock, folk, country. Le canzoni come nel disco precedente (avevano, infatti, preso in considerazione l’ipotesi di un doppio cd), sono dirette e gradevoli, bene arrangiate, ben suonate e mai banali. “The Stand Ins” è composto da undici brani che regalano alcuni momenti di forte spessore, portandoci su atmosfere a volte fresche, allegre e luminose, a volte tristi e scure, sempre comunque confermate dalla sensibilità e dalla bravura di questi musicisti americani. Gli Okkervil River con questo disco confermano il fascino per il “classic rock” degli anni ’60 e ’70, i loro brani sono un atto d’amore verso la musica di quegli anni e se qualcuno ...

Willie Nelson & Wynton Marsalis - Two Men with the Blues (2008)

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di Silvano Bottaro Chi conosce le caratteristiche musicali di questi due musicisti; Willie Nelson e Wynton Marsalis, sa che, sono due dei più grandi musicisti nel loro settore. L’uscita di questo album ha suscitato a molti la domanda: “Che improbabile disco possono incidere due persone così diverse musicalmente parlando”, la risposta è semplice: la loro comune passione e amore per il blues e il jazz ’standard’. Willie Nelson countryman e Wynton Marsalis jazzman, si incontrano per due serate, il 12 e 13 gennaio 2007, al Jazz Lincoln Center di New York ed eseguono due concerti splendidi. Il paese, l’uomo semplice di campagna (W. Nelson) incontra la città, l’uomo colto metropolitano (W. Marsalis), titolano i critici musicali nelle loro testate giornalistiche. E se questa è la realtà della loro vita quotidiana, l’altra realtà è che ne esce fuori un disco bello, unico, godibile. L’abbinamento, Willie (voce) e Mickey Raphael (armonica) e la band di Marsalis (tromba e voce), Walte...

Ry Cooder - I, Flathead (2008)

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di Silvano Bottaro “In un mondo in cui è difficile mantenere la soglia dell’attenzione oltre i tre minuti di un videoclip o di una news, pensare in termini di trilogia è già un atto coraggioso, estremo e ammirevole”. Marco Denti Nonostante la sua non più tenera età, Ry Cooder è di nuovo in corsa per lanciarsi in una nuova avventura. La sua missione è: 'salvare quel che resta della musica tradizionale, il gioiello più prezioso della pietra verde' (Indiana Jones). Un gioiello che però sta rapidamente svanendo assieme ai suoni, ai modi di dire e di vivere delle comunità di cui è stata, e in certi casi è tutt’ora espressione. Non a caso la fama di questo eclettico chitarrista e compositore californiano resta legata a memorabili riscoperte come quella dei nonnetti cubani del “Buena Vista Social Club” o come l’album "Talking Timbuctu”, favoloso compendio della tradizione maliana, rappresentata dal grande bluesman Alì Fraka Tourè. Negli ultimi anni Cooder è tornato ad ...

Massimo Bubola - Ballate di Terra e d' Acqua (2008)

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di Silvano Bottaro Sono 11 i brani inseriti in "Ballate di Terra e d'Acqua", nuovo disco di Massimo Bubola. Undici canzoni legate da due elementi fondamentali per la nostra esistenza: la “Terra” e quindi le radici, la storia, la profondità e “l’acqua” e quindi la fluidità, il presente, la trasparenza. E’ un album sostanzialmente rock questo diciassettesimo lavoro di Bubola, risale, infatti, al 1976 il suo primo disco “Nastro giallo”. Non incline a compromessi, il cantautore veronese collaboratore storico di Fabrizio De Andrè, (con il quale ha scritto due bellissimi album: “Rimini” e “L’indiano” e canzoni famose come “Andrea”, “Fiume Sand Creek”, “Don Raffaé”, “Sally”, “Rimini”, “Franziska”) ha fatto della sua coerenza il suo marchio di fabbrica. Diritto per la sua strada ha sfornato una serie di dischi più o meno fortunati senza mai cadere nella morsa commerciale e anche questo disco, infatti, non scalerà (per fortuna) i primi posti delle classifiche di vendita. ...

Billy Bragg - Mr.Love & Justice (2008)

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di Silvano Bottaro Dopo sei anni di silenzio torna in studio Mr. Billy Bragg, classe 1957. Se la caratteristica principale di B.B. sono le canzoni marcatamente “sociali”, è infatti, uno dei songwriter più politicizzati della scena musicale inglese, in questo lavoro Bragg predilige brani più intimi e personali. Sembra, infatti, che in questo album voglia volgersi indietro per trarre alcuni bilanci della sua vicenda umana e artistica. Billy ha preparato una dozzina di canzoni veramente interessanti, nello stile a lui più congeniale quello “bragghiano”; il suo personale stile caratterizzato da tre elementi fondamentali: brevità, testi chiari e arrangiamenti assolutamente semplici. L’iniziale “ Keep faith ” è il puro esempio di quanto detto, ed è la canzone-manifesto di un nuovo corso della carriera del musicista inglese. Anche “ You make me brave ” e “ If you ever leave ”, sembrano rivelare l’aspetto più intimo e riflessivo di Bragg. Non più quindi canzoni dichiaratamente politiche ...

Nick Cave & The Bad Seeds - Dig, Lazarus, Dig! (2008)

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di Silvano Bottaro Non vive certamente sugli allori il nostro Nick Cave se nel giro di dodici mesi riesce a pubblicare tre album. Dopo il progetto “Grinderman”, la colonna sonora di “The Assassination Of Jesse James”, è uscito poche settimane fa “Dig, Lazarus, Dig!” assieme ai suoi fedeli "Semi Cattivi". Tre dischi diversi uno dall’altro. Se l’estemporaneo “Grinderman” sembrava uscito dall’atmosfera che si crea in una serata tra amici in cui l’alcol fa da padrone, nella colonna sonora di “The assassination…”, Cave sembra smaltire i postumi della sbornia riposandosi e rinunciando alle parole, ai suoi testi che invece in questo “Dig, Lazarus, Dig!” sono molto presenti, forse troppo. “Volevo fare un disco acustico però grezzo, dove tutti picchiassero sui loro strumenti anziché suonarli semplicemente. Tanti anni fa avevo già cercato una via del genere, ai tempi di Henry's Dream; ma il progetto mi era scappato di mano, era venuto un album troppo elettrico, troppo ro...

John Hiatt - Same Old Man (2008)

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di Silvano Bottaro Diciamolo… non mi convince molto questo "Same Old Man" ultimo disco di John Hiatt, songwriters tra i miei preferiti da sempre. Non riesce questo lavoro a far premere continuamente il tasto play del riproduttore musicale. Poco a che vedere con l’ultimo e buono “Master of Disaster”, niente con l’ottimo “Crossing Muddy Waters” o con “Slow Turning”, anni luce dal capolavoro “Bring the Family”. L’unica cosa che ancora riesce a convincermi è la sua voce, grande e affascinante, nonostante gli anni ne consumino il timbro, rimane sempre unica e profonda. Ma la voce da sola a volte non basta a far apprezzare un disco o almeno non in questo caso. Le undici canzoni che compongono l’album sono essenzialmente semplici, povere, acustiche, il suono è orientato verso il folk, il country e il blues, niente di particolarmente nuovo anzi, il disco suona da “già sentito”. "E' un disco tutto mio anche perchè si parla fondamentalmente di me; diciamo che non a...

Van Morrison - Keep it Simple (2008)

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di Silvano Bottaro Anche ai morrisiani di fede come il sottoscritto, l’uscita di un nuovo disco, non crea più molta trepidazione. Questo è dovuto al fatto che ormai il nostro ci ha abituato ad un trend sonoro che, ad onor del vero, si rivela a volte un po’ stantio. Non è il caso o almeno in parte di questo suo ultimo lavoro "Keep it Simple". KiS è un buon disco, buona è la media, infatti, una metà dei brani (soprattutto nella prima parte) è ottima, mentre i restanti sono sufficienti e annoiano un po’. E’ nel titolo di questo 35° disco il significato dell’opera: semplicità. I suoni, infatti, sono lineari e semplici. Il rosso irlandese passa in rassegna i generi a lui più congeniali: il rock, folk, country, blues, gospel e soul, le sue radici insomma, il Morrison di sempre. Non c’è abbondanza di strumenti, non ci sono archi e i fiati sono minimi, Van usa soprattutto chitarre, tastiere e naturalmente al voce. La voce è ormai l’elemento fondamentale dei suoi ultimi dis...

Counting Crows - Saturday Nights and Sunday Mornings (2008)

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di Silvano Bottaro “Sono un ebreo americano di origine russe che recita la parte di un afro-giamaicano. Quello che vorrei essere è un indiano, ma finirò per essere un cowboy” A distanza di quasi sei anni dall'ultimo album “Hard Candy" (2002), sono tornati con un nuovo disco i Counting Crows. Questo quinto album in studio, arriva quindici anni dopo il bellissimo e fortunato "August and evrything after" (1993), si chiama Saturday nights and Sunday Mornings, e ci propone il consueto mix di rock, rock acustico e influenze country, il tutto coniugato dalla voce inconfondibile del leader della band Adam Duritz. Il disco è fondamentalmente diviso in due parti: quella dedicata al caos dei “Sabati notte” quando "si commettono i peccati", parte più elettrica e quella più calma, dedicata alla malinconia delle “domeniche mattina” quando invece "si pente", parte più acustica. I suoni del disco sono probabilmente ancora un po’ troppo in coerenza con g...

Davide Van De Sfroos - Pica! (2008)

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di Silvano Bottaro Davide Bernasconi in arte “Van De Sfroos” classe 1965, inizia una decina d’anni fa, la sua carriera da solista, realizzando il cd “Breva & Tivan”, disco d’oro, con cui vince la Targa Tenco come “miglior autore emergente”, e quasi contemporaneamente viene pubblicato il mini-cd, “Per una poma”. Nel 2001 pubblica “…E Semm partii”, che gli vale il secondo disco d’oro e la Targa Tenco come “miglior album in dialetto”. Nel gennaio del 2003, esce “Laiv”, come preannuncia la “storpiatura inglese”, un album che diventerà disco d’oro, quasi interamente registrato dal vivo. Infine l’ultimo album d’inediti “Akuaduulza”, 14 brani di storie, leggende, tradizioni di “acqua dolce”. Dopo tre anni di attesa è uscito ora; “Pica!” (che in dialetto laghèe significa “picchia”), esclamazione che accompagnava il lavoro dei minatori di Frontale (frazione di Sondalo, comune dell’Alta Valtellina). Il disco è composto da quindici canzoni, di cui dodici cantate in dialetto e le resta...

Willy De Ville - Pistola (2008)

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di Silvano Bottaro In trenta anni di carriera, De Ville ha inciso 15 album (antologie escluse), e dopo quattro anni da “Crow Jane Alley” incide questo lavoro “Pistola” (chissà perché in italiano) confermando ancora una volta il suo personale stile musicale. L’album anche se con qualche discontinuità, e quindi imperfetto, conserva lo spirito del musicista misterioso, enigmatico e sorprendente. De Ville, pirata metropolitano non solo nella fisicità ma soprattutto nella sua musica, “rapisce” i generi più diversi che sono il blues, il rhythm blues, il cajun, il rock’n ‘roll e li mischia allo stesso tempo con il soul e il sound gitano, sonorità che indiscutibilmente gli appartengono e che sono diventate il suo marchio di fabbrica. I dieci brani che compongono l’album anche se tra loro eterogenei, sono legati da un filo conduttore che è: la sua profonda voce e l' arrangiamento geniale, entrambi dimostrazione della sua grande personalità. Willy a cinquantatre anni continua ...

Devotchka - A Mad & Faithfull Telling (2008)

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Il mese di Aprile ha visto come protagonisti dei dischi sulla cui copertina ci sono una o più mani (l’avevate capito, lo so). Aggiungo che sono dischi di musica indipendente degli anni 2000, definizione che accompagna lavori prodotti e distribuiti da piccole etichette musicali che non fanno parte di grandi agglomerati di industria multimediale. È stato un viaggio che mi ha fatto scoprire molte band che conoscevo poco o non conoscevo affatto, ed è sempre una bellissima esperienza lo scoprire. Concludiamo questo percorso con una band che si forma a Denver, verso la fine degli anni ’90, con due caratteristiche peculiari: suonano un punk gitano ricchissimo di richiami alla cultura gipsy europea (e non solo), l’altro è la scelta del nome. Si chiamano infatti DeVotchKa, traslitterazione nel nostro alfabeto di девочка, che in russo vuol dire ragazza. La band è formata da ottimi polistrumentisti: Nick Urata, che canta e suona il theremin, la chitarra, il bouzouki, spesso il pianoforte e occasi...

Conor Oberst - Omonimo (2008)

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di Silvano Bottaro Connor Oberst cantautore del Nebraska altro non è che “Bright Eyes” (Occhi Brillanti) classe 1980. Nel 1993 all’età di tredici anni pubblica il suo primo disco, ne seguiranno altri due e, parte delle loro canzoni verranno pubblicate in una raccolta “A Collection Of Songs Recorded 1994 -1997”. Nel 2007 pubblica ”Cassadaga” che per certi versi è il disco che lo farà conoscere al grande pubblico. Per questo ultimo disco usa il suo vero nome Conor Oberst e abbandona il suo pseudonimo di Bright Eyes. Il cantautore ventottenne sta maturando, lo si sente dalle canzoni che scrive, il suo talento per quanto non “rivoluzionario” riesce a sfornare brani intensi che dimostrano una crescita sia come autore che come cantante. Per inquadrare musicalmente Conors lo possiamo inserire tra i tag con l’etichetta “cantautorato”, in certi sprazzi si riconosce la presenza Dylaniana, in altri quella del più recente Tom Petty. I brani sono scarni e diretti, Oberest crea una musicalità co...

Bon Iver - For Emma, Forever Ago (2008)

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Quello di oggi è uno dei dischi più acclamati degli ultimi 15 anni. In parte per la forza musicale, in parte per la storia, da romanzo, che accompagna la sua nascita, avvenuta con pochissimi mezzi in una casa di campagna del Wisconsin, in un freddissimo inverno. Justin Vernon nella prima metà degli anni 2000 è un giovane musicista che suona con il gruppo DeYarmond Edison, dopo una bella gavetta per locali, pieno di energie e di idee. Arriva però ad un punto dove si sente svuotato e demotivato, per mancanza di successo e di stimoli: abbandona il gruppo, lascia per un po’ ogni idea musicale, si aggiunge anche la rottura del suo rapporto con la sua fidanzata di allora. Decide quindi di trasferirsi, nell’inverno tra 2006 e 2007, nella casa di campagna del padre. Il suo racconto di quel periodo è fatto di silenzi ovattati dalla neve, di passeggiate, di legna da raccogliere. Ma è soprattutto un momento in cui, parole sue, si libera dai fantasmi, dall’apatia e dal malessere che lo attanaglia...

Zappa Plays Zappa - Zappa Plays Zappa (2008)

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Se quando nasci i tuoi genitori vogliono chiamarti Dweezil, già si può intuire che atmosfera vive in famiglia: solo che l’infermiera addetta alle registrazioni si rifiutò e il padre le chiese di scrivere in sostituzione i nomi dei suoi amici musicisti. Quindi il 5 Settembre del 1969 nasce Ian Donald Calvin Euclid Zappa, secondo figlio di quel genio di Frank Zappa e di Gail Sloatman. Eppure quel nomignolo, Dweezil, piacque così tanto al ragazzo che da adolescente lo cambiò ufficialmente nel suo nome. La serie dei figli d’arte musicale si conclude oggi con un tipo che da adolescente imparava a suonare la chitarra con gente del calibro di Steve Vai e Eddie Van Halen, il quale gli produsse il primo singolo nel 1981, quando Dweezil aveva 12 anni. Giovanissimo suona piccole parti in alcuni dischi del padre (Sharleena e la leggendaria Stevie’s Spanking su Them Or Us nel 1984), fa il veejay per MTV America, verso la fine degli anni ‘80 pubblica un paio di dischi rock, Havin’ A Bad Day (1986) e...

Brad Mehldau Trio - Brad Mehldau Trio Live (2008)

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Rispetto a tutta una serie di musicisti che credevano (e ancora credono) che il jazz sia solo il bop che si suonava nel 1956, Mehldau, insieme a altri grandi moderni come Joshua Redman, Kurt Rosenwinkel o Mark Turner (i primi tre che mi vengono alla mente), ha creduto nelle nuove prospettive del jazz, modernizzando il genere attingendo nello stesso tempo alle sterminate miniere di idee dei giganti del passato. Di formazione pianistica classica, durante gli studi alla The New School di New York ha tra i suoi maestri il grande batterista Jimmy Cobb. Che intuendo le doti di questo ragazzo, lo fa innamorare del jazz. Mehldau inizia così a contaminare il jazz dalle sue basi classiche, con caratteristiche che renderanno il suo stile unico e imitatissimo: l’uso delle due mani per suonare due melodie diverse, i tempi spesso dispari, rari nel jazz, e soprattutto una delicatezza, un’espressività di tocco e di classe che per molti lo fa successore di un altro immenso gigante del jazz, Bill Evans....

Top Ten 2008

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1) - Davide Van De Sfroos - Pica! Davide Bernasconi in arte “Van De Sfroos” classe 1965, inizia una decina d’anni fa, la sua carriera da solista, realizzando il cd “Breva & Tivan”, disco d’oro, con cui vince la Targa Tenco come “miglior autore emergente”, e quasi contemporaneamente viene pubblicato il mini-cd, “Per una poma”. Continua a leggere... 2) - Willie Nelson & Wynton Marsalis - Two Men with the Blues Chi conosce le caratteristiche musicali di questi due musicisti; Willie Nelson e Wynton Marsalis, sa che, sono due dei più grandi musicisti nel loro settore. L’uscita di questo album ha suscitato a molti la domanda: “Che improbabile disco possono incidere due persone così diverse musicalmente parlando”, la risposta è semplice... Continua a leggere... 3) - Nick Cave & The Bad Seeds - Dig, Lazarus, Dig! Non vive certamente sugli allori il nostro Nick Cave se nel giro di dodici mesi riesce a pubblicare tre album. Dopo il progetto “Grinderman”, la colonna ...

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