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Gregg Allman – Southern Blood (2017)

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di Paolo Baiotti E' difficile ascoltare Southern Blood e ancora di più parlarne sapendo che il suo autore ci ha lasciato il 27 maggio scorso, qualche mese dopo averlo inciso e, forse, non avendolo completato come avrebbe desiderato. Ho fatto veramente fatica ad assimilare questo disco, non perché sia difficile, ma per il pensiero che Gregg non potrà più cantare questi brani, né proporci nulla di nuovo. Dagli archivi usciranno concerti e magari inediti in studio… ma non sarà la stessa cosa. Il rammarico cresce rendendosi conto della qualità del disco, che si può considerare con l'esordio Laid Back (Capricorn '73) il migliore della sua carriera solista. Talora i dischi postumi sono raffazzonati, ruffiani, una scusa per sfruttare il nome dell'artista. Non è il caso di Southern Blood, concepito e registrato con la consapevolezza che il tempo stava scadendo e che il fisico minato del cantante non avrebbe concesso più di tanto. Non a caso per questo album Gregg è vol...

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