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Visualizzazione dei post con l'etichetta los lobos

Los Lobos - La pistola y el corazon (1988)

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di Silvano Bottaro Raggiunto l'apice del successo commerciale grazie al film e alla canzone "La Bamba" sommato ad un stile musicale personalissimo, il gruppo senza sfruttare l'onda commerciale che li ha resi famosi in tutto il mondo, si lancia coraggiosamente in un'impresa senza precedenti. Un disco totalmente acustico, con sette brani tradizionali e due originali composti da loro. Un album suonato per il puro piacere di esprimersi con la musica che rispecchia decisamente le loro origini, la loro provenienza etnica. I Los Lobos erano dei musicisti "chicani" che si guadagnavano da vivere suonando musica tradizionale messicana nelle sagre paesane. E' giusto ricordare che la cultura e la musica messicana è composta da vari "filoni", tra questi i due più importanti sono: le canzoni chiamate "il corrido", che riportano avvenimenti di cronaca, fatti leggendari, tragedie ed eventi salienti e i canti "mariachis" che gene...

Los Lobos - The Neighborhood (1990)

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di Silvano Bottaro A due anni di distanza da quel capolavoro di "La pistola y el corazon", I Lupi pubblicano il loro settimo album "The Neighborhood" ed è ancora grande musica. Neighborhood è un album "ponte", il passaggio da un suono prevalentemente acustico ad uno più elettrico, uno dei tanti di questa band che, attiva dal 1973, non si è mai fossilizzata su stereotipi sonori. Sotto l'egida di David Hidalgo (mentre il precedente era di Rosas, il più acustico) il gruppo è alle prese con un repertorio sempre molto legato alle radici (folk e blues/rhythm and blues) ma senza brani strettamente acustici legati alla tradizione e alle atmosfere del suono messicano. The Neighborhood è il disco della maturità acquisita e, per la prima volta, la band si avvale di ospiti illustri come: John Hiatt, Jim Keltner e il compianto Levon Helm che rendono più appetitoso un piatto già, di per se stesso, prelibato. I Los Lobos, come d'altronde i Neville Bros, ...

Los Lobos Native Sons (2021)

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di Aldo Pedron Tra il 2020 ed il 2021 abbia rischiato di perdere irrimediabilmente i Los Lobos. Stavano seriamente pensando di smettere definitivamente e di sciogliersi. Mancavano stimoli, l’adrenalina dei concerti ed una certa apatia. La media dei loro concerti era di circa 100 ogni anno dal 2000 senza soste. Non ricordano di essere restati a casa prima della pandemia per oltre un mese. Ed anche in quel mese erano comunque indaffarati in session, produzioni e quant’altro. Per fortuna durante la pandemia si riuniscono e decidono di incide un nuovo disco.  Firmano per la New West e pubblicano ora il loro 17° album ufficiale. La band nasce nel 1973 (48 anni fa) e il loro debutto discografico è datato 1978 con Just Another Band From East L.A., da allora sono passati 43 anni. Per la New West doveva essere un nuovo album con loro composizioni ed invece è una ode alla musica, al sound di Los Angeles, la città degli Angeli, con delle brillantissime cover.  Se New Orleans ha il jazz, ...

Los Lobos – Llego Navidad (2019)

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Quanti ricordi mi legano ai Los Lobos, per una ventina di anni i loro dischi sono stati ascolti imprescindibili e non mi sono fatto mancare uno solo dei loro concerti nel nostro paese fino al 1999. Particolarmente legato sono a quello tenuto al Rolling Stone di Milano nel lontano 1987, la loro prima volta in Italia. Fu un’esibizione magnifica di un paio d’ore con il pubblico in visibilio stipato all’inverosimile che li accolse con uno striscione, che mi rimase impresso, appeso alla balconata, “The power of accordeon rock”!!! Con l’inizio del nuovo secolo, pur continuando ad ascoltarli mi sembrava che la loro ispirazione fosse in calo e nessuno dei dischi degli anni ’00 fosse al livello di quelli delle due decadi precedenti. Non c’era in me l’attesa spasmodica di un loro nuovo album, forse perché indaffarato con altri ascolti e suoni diversi. La notizia della pubblicazione di un loro lavoro natalizio mi ha suscitato un moto di indifferenza mista a delusione. Ma come dopo quattro ...

Los Lobos - Kiko (1992)

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Questo disco ha rappresentato per i Los Lobos il punto di rottura definitivo e forse per qualche vecchio affezionato il tradimento finale, di sicuro i lupi di East Los Angeles non sono stati più gli stessi, avventurandosi nella costante ricerca del ritmo e nello stravolgimento delle tradizioni latin rock da cui tutto era iniziato. Nello stesso tempo però, da qualunque parte vi voleste schierare, Kiko è indiscutibilmente il loro album più ambizioso e probabilmente il più degno di essere consegnato ai posteri per descriverne le qualità strumentali, il genio compositivo, le capacità uniche di sintesi fra musica americana, rock'n'roll e radici messicane. Il roots rock delle origini e la matrice blues su cui la band di Hidalgo e Rosas ha costruito la sua fama non viene affatto persa (basti ascoltare Whiskey Trail o That Train Don't Stop Here), ma qui è ribaltata con un approccio più obliquo, verrebbe da dire "cubista" ascoltando lo sviluppo di brani come la stessa K...

Los Lobos - Gates Of Gold (2015)

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di Massimo Orsi Questo disco arriva dopo che le ultime prove discografiche in studio erano diventate un poco appannate, avevano perso smalto (“The Town and The City” una spanna sopra l’ ultimo “Tin Can Trust” di cinque anni orsono, tuttavia entrambe sono prove meno convincenti di un glorioso passato). Però David Hidalgo e Louie Pérez sono tornati in gran forma e c’è una grande varietà nei suoni, con brani che si presentano in una veste squisitamente latina, oppure troviamo blues urbani, sonorità black, poi ci sono riferimenti ai Grateful Dead ed al loro capolavoro Kiko e riscontriamo la presenza di alcune grandi canzoni come ad esempio “Magdalena” e “When We Were Free”. Azzarderei col dire che è il disco più convincente dai tempi di “Good Morning Aztlán” (2002) e qualitativamente siamo ai livelli di Kiko. Il primo brano, “Made To Break Your Heart” richiama sonorità dei Dead che il gruppo rivede in maniera vincente e del tutto personale, poi tocca a “When We Were Free”, un bel ...

E T I C H E T T E

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