Popa Chubby – Tinfoil Hat (2021)
di Marco Zoppas Il mio primo concerto di Popa Chubby è stato in provincia di Treviso. Mi colpì la sua versione di Isis di Bob Dylan, un suo cavallo di battaglia dal vivo, come avrei scoperto in seguito. La seconda volta è stata nel freddissimo Natale del 2001 a New York. Ricordo che Popa Chubby entrò nel locale insieme a noi che facevamo la fila e che ai piedi (nudi) aveva solo delle infradito. Fuori si gelava. L’ultimo suo concerto con me presente è stato sulle sponde del Tevere a inizio degli anni duemila. Nonostante la perversità delle sue rinomate battute sui batteristi (esempio: “How do you call a drummer without a girlfriend?” “Homeless”), Popa Chubby è in realtà un batterista mancato. E lo dimostrò con un lungo assolo di batteria nel bis di fine serata. Popa Chubby e New York Newyorkese doc, vero emblema di quella città come lo è stato Lou Reed, Popa Chubby uno dei suoi capolavori l’ha sfornato con il disco Booty And The Beast del 1995, prodotto dal recording enigineer Tom ...