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Kel Assouf – Black Tenere (2019)

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di Riccardo Gorone La musica non ha mai avuto confini, poiché è lo stesso uomo che la produce a non averli. Se abbiamo dei confini, generalmente, dobbiamo dare la colpa a noi stessi che non ci spingiamo più in là del nostro naso. Può accadere che quei confini, quei limiti ci vengano imposti, e a quel punto è difficile contrastarli, ma vale la pena tentare. Ci sono culture e civiltà che i confini li vivono per poi viverli nel loro continuo oltrepassamento. In questo caso parliamo dei Tamashek, più comunemente conosciuti (e battezzati da noi bravi coloni europei), Tuareg, nello specifico, parliamo di Kel Assouf. Nato e cresciuto in Nigeria e trapiantato a Bruxelles in cui vive da undici anni con la sua famiglia. Verso orizzonti acustici che includono il rock della “tradizione” (Led Zeppelin, Black Sabbath, QOTSA, e così via) e la musica nelle sue attuali tendenze europea. Proprio queste differenti anime vengono tenute insieme dal disco “Black Tenere“. “I miei gusti musicali non...

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