Post

Animal Collective - Isn’t It Now? (2023)

Immagine
 di Edoardo Bridda Time Skiffs e Isn’t It Now? sono due facce della stessa medaglia o quasi. Il primo, autoprodotto, è uscito nel 2022, il secondo, co-prodotto dal vincitore del Grammy Russell Elevado (D’Angelo, The Roots, Kamasi Washington) viene annunciato un anno e mezzo dopo ma le session di partenza sono le stesse e appartengono al periodo della pandemia. Certo, un produttore può fare la differenza, e quando a lavorare su un disco ve n’è uno di peso, come in questo caso, le cose possono assumere pieghe interessanti. È il caso di Isn’t It Now? in cui la band sembra avere ancora una volta le idee chiare su cosa fare (un mix di psych, rock, folk e pop) e come realizzarle (una rock band a modo loro) ma che qui trova il modo di concertarle con rinnovato focus, senz’altro esagerando in lunghezza, ma non perdendo in varietà, vitalità e generosità delle trame. I ritrovati quattro, il “portoghese” sempre in viaggio Panda Bear, il lennoniano Avey Tare, l’anima folk nel segno di Donovan ...

Steve Vai - The Ultra Zone (1999)

Immagine
Il sogno di ogni fan è di avere un contatto con il proprio idolo. Questo pensò un giovanissimo ragazzo di Long Island verso la fine degli anni ’70. Steven Siro Vai, figlio di immigrati del pavese, provetto e spericolato chitarrista, manda una registrazione amatoriale e la trascrizione di alcune complesse partiture per chitarra a Frank Zappa, suo mito: tra queste, trascritta nel 1978, quando aveva solo 18 anni, quella leggendaria di The Black Page ("la pagina nera" dovuta al fatto che la partitura presenta una incredibile concentrazione di segni musicali). Il genio di Baltimora, incuriosito ed impressionato da quel tipino, prima lo chiama a sé come trascrittore ufficiale, poi invece lo ingaggia nella sua band, a cui affida le leggendarie e super complicate parti di “Impossible guitar” o le famose “Strat Abuses” nei suoi dischi da Tinseltown Rebellion (1981) a Jazz From Hell (1986). In Them Or Us (1984) Zappa addirittura dedica un intero e iper sofisticato brano a Steve, l’icon...

Norah Jones - The Fall (2009)

Immagine
di Silvano Bottaro Ha avuto coraggio Norah Jones con questo suo quarto disco The Fall a cambiare sonorità. Le chitarre e la batteria, infatti, prendono il posto dell’ormai collaudato pianoforte e le canzoni si inoltrano in territori più moderni e leggermente più rock. Dopo Come Away With Me del 2002 (vincitore di otto Grammy), Feels Like Home del 2004 e Not Too Late del 2007, dischi che hanno venduto 36 milioni di copie in tutto il mondo e tutti entrati nella Top 200 di Billboard, Nora Jones sperimenta un nuovo sound senza però strafare e rimanendo su note musicali mai troppo aspre e graffianti. Certo dopo un capolavoro come quello del 2002 è assai difficile creare un’opera dello stesso livello o superiore, The Fall resta comunque un buon disco che non deluderà i suoi fans.

The Marshall Tucker Band - The Marshal Tucker Band (1973)

Immagine
La storia di oggi ha tutti gli ingredienti migliori per essere una vera storia di Southern rock: un gruppo musicale capitanato da due fratelli, il colore, il calore e il sapore del Sud degli Stati Uniti, una musica che si basa sulle classiche fonti del rock sudista (country, soul, blues, boogie) a cui però stavolta verrà dato un tocco davvero sorprendente. Tutto inizia a metà anni ‘60 quando a Spartanburg, Carolina del Sud, i fratelli Toy e Tommy Caldwell formano con alcuni loro amici due gruppi rock. Toy è chitarra solista nei Rants, mentre Tommy, che suona il basso, guida i New Generation, che a detta di chi li sente suonare nei locali, hanno un cantante niente male, Doug Gray. Nel 1966 sono chiamati alla leva militare obbligatoria, e le band si sciolgono. Al ritorno a Spartanburg, ben quattro anni dopo, Toy ha ancora dentro il fuoco della musica e fonda i Toy Factory, sempre con la voce di Gray e il sax e il flauto di Jerry Eubanks. A...

Wilco - Cousin (2023)

Immagine
  di Piermattia Vantaggi “Cousin” è il tredicesimo album dei Wilco, la band Alt Country capitanata da Jeff Tweedy. Il nuovo lavoro della band di Chicago è il primo che vede la produzione di Cate Le Bon (Deerhunter, John Grant, H. Hawkline, Kurt Vile, Josiah Steinbrick). Proprio a causa di ciò, il sound del gruppo ha subito una trasformazione decisa, che vira molto di più verso la contemporaneità, scostandosi, anche se di poco, dalle sonorità folk del passato. Nonostante la band americana sia sempre stata aperta alla sperimentazione, a conti fatti ci troviamo di fronte a uno dei dischi più particolari dei nostri. La produttrice ha infatti incoraggiato Tweedy e soci a registrare le tracce insieme nella sala prove, invece di catturare strumenti e voci individualmente. Tutto ciò, anche se può sembrare di poco conto, ha contribuito, e non poco, a plasmare il suono di “Cousin” dando quel senso di live all’intera produzione.  Tralasciando per un attimo la retorica, si può affermare c...

Afterhours

I milanesi Afterhours si formano nella seconda metà del 1986 su iniziativa del cantante e chitarrista Manuel Agnelli (1966). Il nome è un omaggio ai Velvet Underground e alla omonima canzone contenuta nel loro terzo album. Inciso un primo demotape, la formazione si accasa presso l'etichetta indipendente torinese Toast nel marzo 1988. Discografia e Wikipedia

Storia della musica #60

 L’ondata del new rock  L’inizio del nuovo millennio è salutato in tutto il mondo da una lunga serie di revival: mentre l’elettronica già comincia a guardare agli anni ’80 il popolo alternativo improvvisamente riscopre i suoni del garage, anche se in realtà parlare di garage è molto approssimativo e in parte pure inesatto: per essere precisi c’è una riscoperta di tutte quelle sonorità che tra la metà dei ’60 e la fine dei ’70 anticipano (o accompagnano) la nascita del punk: il garage rock americano dei Sonics e dei Wailers, il proto-punk  detroitiano di  Stooges ed Mc5 e quello australiano di Saints e Radio Bridman e  la New York di Velvet Underground e Television sono i punti principali di riferimento. Bisogna considerare che il revival di questi suoni è un fenomeno che, anche se a sprazzi, prosegue da più di due decenni: negli anni ’80 la penisola scandinava e l’America erano stati attraversati, come noto, da un massiccio revival garage-rock portato avanti da ...

Devendra Banhart - Flying Wig (2023)

Immagine
 di Monica Gullini «Diventa sempre più difficile cantare cose impossibili», sussurra Devendra Banhart in Sirens, primo singolo estratto da Flying Wig, in uscita il 22 settembre per Mexican Summer. C’è chi le cose impossibili le desidera e chi, come il musicista statunitense, ex busker scoperto in un locale da Michael Gira degli Swans, non smette di sperare che la vita possa continuare ad accadere e nell’attesa si rifugia in una dimensione notturna, acquatica e amniotica. Sembra cantare dalle profondità degli abissi, Devendra. Coperto da un drappo blu che gli attraversa il corpo e gli copre gli occhi, moderno Tiresia dalla voce suadente e incantevole, sceglie di riappropriarsi della sua Visione dal fondo del mare, complici un sintetizzatore, suoni caldi ed elettronici, giri di sassofono vertiginosi, rimandi continui agli anni Ottanta e la mano sapiente di Cate Le Bon che lo accompagna dal precedente Ma del 2019. È un disco pervaso dalla tristezza e dalla malinconia Flying Wig, ma pe...

Budgie - Never Turn Your Back On A Friend (1973)

Immagine
Nel mio ultimo viaggio in Irlanda, in una piccola galleria d’arte nei pressi di Grafton Street a Dublino, visitai una mostra di disegni e fotografie di Roger Dean. Per ogni appassionato del rock, questo nome significa alcune delle copertine più belle di tutti i tempi: con i suoi disegni che immaginano mondi alieni, nature gigantesche, con un tocco sognante e delicato suo marchio di fabbrica: famosissimo per la sua collaborazione con gli Yes, ma anche per i lavori con alcuni dei gruppi inglesi più particolari del periodo progressive, si calcola che i dischi con le copertine di Dean abbiano venduto oltre 150 milioni di copie. In questa mostra c’era il disegno originale di questo disco, accompagnato da una canzone, un riff micidiale che io non avevo mai ascoltato. Ed è così che io ho scoperto i Budgie. Gallesi, erano un power trio sulla scia dei Cream e della Jimi Hendrix Experience nato nel 1967, composto da Burke Shelley (voce, particolarissima, e basso), Tony Bourge (chitarre e seconda...

Van Morrison - Into the Music (1979)

Immagine
di Silvano Bottaro Con lo stesso titolo era uscita nel 1975 una biografia dell'artista. Il titolo giusto per l'album sarebbe stato "Into the Music Again", perchè esso segna il ritorno della voglia di far musica dopo la pausa triennale e due tentativi poco felici. La voglia di cantare è anche il ritorno a vivere, come indicano i titoli di alcune canzoni: "Bright Side of the Road", "You Make Me Feel So Free" e "And the Healing Has Begun", in cui ad essere malato era lo spirito e la medicina è, naturalmente, la musica. La voglia di vivere emerge dalla forza della performance canora, mai così convinta e trascinante ("Divertiamoci mentre possiamo/ Non vuoi aiutarmi a cantare questa canzone/ Dal limite scuro della via/ Al lato luminoso della strada"). Per produrre questo disco non si badò tanto alle spese, e possiamo ascoltare ottimi musicisti, fra ospiti e membri della nuova band. Innanzitutto arriva, dal giro di James Brown, i...

E T I C H E T T E

Mostra di più