Led Zeppelin - How The West Was Won (2003)

Emozionalmente assistere di persona ad un concerto ha una dimensione emozionale inarrivabile, ma ci sono delle variabili (acustica, posto, tempo meteo, le proprie condizioni psicofisiche) che il live registrato sopperisce. Ma soprattutto sono lo scrigno per “assistere” ad un momento irripetibile, che è una delle poche conseguenze interessanti della riproduzione meccanica delle opere d’arte. Quella di oggi ferma due date del tour americano dei Led Zeppelin nel 1972, che tennero due concerti il 25 giugno al Los Angeles Forum e il 27 alla Long Beach Arena. Dei quattro dei dell’hard rock, è uno dei periodi più alti. Robert Plant (vocalist), Jimmy Page (chitarra), John Paul Jones (tastiere e basso) e John Bonham (batteria) stavano portando in tour le canzoni di quel magnetico capolavoro che fu Led Zeppelin IV, il ruins album (dalle macerie fotografate in copertina) che in verità non aveva in copertina nè un titolo nè il nome della band, tanto era la loro fama all’epoca (e tanto il loro sciovinismo, altra dote peculiare dei quattro). In pochissimi anni, precisamente dal gennaio 1969, data di uscita in Europa del primo Led Zeppelin, al 1971, data di uscita del quarto disco, la band rivoluziona il rock, prendendo spunto dai classici del blues (in molti casi ferocemente saccheggiati, al limite della rapina ai veri progenitori di quella musica) ma innestando potenza e vigore mai visti, puntando anche sull'abilità dei quattro, giganti nei rispettivi ruoli, e divenuti simbolo di una stagione, seppur brevissima, di musica. Le registrazioni del disco di oggi furono ripescate da Jimmy Page durante le ricerche per un dvd sulla band (che ricordo si sciolse nel 1979 dopo la morte di John Bonham) e furono pubbicate in questo disco nel maggio del 2003. C’era già stato un live zeppeliano, il famosissimo The Song Remains The Same (1976, registrato in un unico concerto al Madison Square Garden di New York durante il tour del 173 per promuovere Houses Of The Holy), colonna sonora dell’omonimo film-documentario, che pur essendo grandioso venne molto criticato per i pesanti ritocchi in post-produzione. Questa volta Page rimasterizza i brani in maniera molto meno invasiva e, nelle sue parole, “(i due concerti) sono il nostro meglio e una spiegazione di come l’Occidente fu Conquistato”. Il disco di oggi è composto da 3 cd o 4 lp e uscì anche una versione DVD. In tutto, 150 minuti di rock nel suo stato di grazia pescati dalle due esibizioni, in sapiente mix, la scaletta del primo CD già da sola vale l’acquisto. Si inizia con la potenza di Immigrant Song, che sfocia poi in una Heartbreaker da 7 minuti e mezzo. Il martello rullante continua con Black Dog, davvero incendiaria, poi i toni si addolciscono con la delicata Over The Hills And Far Away. Poi due colpi da KO: una leggendaria versione di Since I’ve Been Loving You (da 8 minuti) e la versione definitiva, credo, di Stariway To Heaven dal vivo, suonata mirabilmente da Page sia nella parte acustica introduttiva che in quella elettrica per la leggendaria e incredibile cavalcata finale. Poi un finale più melodico con Going To California, That’s The Way, Bron-Yr-Aur Stomp. Il secondo Cd inizia con una Dazed And Confused da record, oltre 25 minuti, con in Medley Walter’s Walk (che apparirà su CODA, l’album di rarità pubblicato dopo il loro scioglimento, nel 1982) e The Crunge, divertente escursione nel reggae che apparirà nel successivo Houses Of The Holy; il secondo disco si chiude con una clamorosa Moby Dick, da 19 minuti, dominata dall’assolo alla batteria di Bonham. Il terzo Cd inizia con Whole Lotta Love, da 23 minuti, in medley con Boogie Chillum di John Lee Hooker, Let’s Have A Party di Jerry Leiber, Hello Mary Lou di Gene Pitney e Going Down Slow di James B Oden (tutti accreditati nel libretto). Poi Rock And Roll, The Ocean (che verrà registrata in studio per Houses Of The Holy) e il finale di Bring It On Home, che nel Led Zeppelin II era considerata Traditional, ma che in questa versione viene giustamente consegnata a Willie Dixon, il suo diabolico autore. Va detto che esisteva un bootleg del concerto, che però era registrato in maniera terribile. In questo caso invece, tecnico del suono fu Eddie Kramer, uno dei più grandi e stimati nel suo ruolo, avendo lavorato, tra gli altri, con i Beatles, David Bowie, Eric Clapton, Jimi Hendrix, The Kinks, Kiss, The Rolling Stones. Rimane questo uno dei live più incredibili di tutti i tempi, davvero catturando l’apice di una band che ha segnato per sempre il rock, con epigoni che ne copiano gli atteggiamenti, gli accordi e gli stili ancora oggi, a 50 anni di distanza. Rimane più che altro un pezzo di bravura inaudito di una delle band più significative di sempre.

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