4 giugno 2015

Phil Spector - A Chriistmas Gift For You (1963)

«Possono dodici classiche canzoni natalizie essere trattate nella maniera in cui normalmente si lavora il materiale pop dei nostri tempi?» si chiede Phil Spector nelle note scritte di suo pugno per l'album che riunisce i quattro artisti della sua Phil Spector Records: Darlene Love, The Ronettes, The Crystals, Bob B. Soxx And Th'e Blue Jeans. Sì, risponde implicitamente lui, e allinea composizioni stranote (White Christmas di Irving Berlin) a novità assolute come Christmas (Baby Please Come Home), che Darlene Love per i 40 anni che seguiranno continuerà a cantare in diretta nazionale negli Usa, una volta l'anno, appena prima di Natale. E' agosto quando, nel caldo umido di Los Angeles, i gruppi di Spector registrano le canzoni. Si racconterà che Spector, per il quale questo è il primo ambiziosissimo passo verso la grandezza, sia entrato in sala per staccare un assegno extra al pianista Leon Russell dopo una versione particolarmente entusiasmante di Christmas (Baby Please Come Home). E' stata Darlene Love a scegliere con lui i brani, un onore che pochi altri artisti «di» Spector potranno mai vantare. Ma lui è cosí soddisfatto che decide di chiudere l'album con un ringraziamento dalla sua viva voce, su una Silent Night sussurrata da tutti i cantanti che hanno partecipato alle registrazioni. Il 23 novernbre 1963, il giorno stesso in cui l'album esce sul mercato americano, il Presidente degli Stati Uniti viene ucciso a Dallas. In testa alle classifiche di vendita balza Sister Gabrielle, la suora canterina. E un lutto nazionale, lutto vero. Nessuno ha voglia di ascoltare il Muro del Suono di Phil Spector alle prese con i classici di Natale. Spector decide di ritirare dal commercio il disco, che uscirà solo nove anni dopo con l'etichetta dei Beatles, la Apple, e cosí, poco alla volta, comincerà a guadagnarsi la reputazione del classico senza tempo. Il Wall of Sound, il Muro del Suono, comunque non viene smantellato, tutt'altro. E il Christmas Album, da solo, colloca Spector tra i grandi produttori dell'era del rock'n'roll: archi, fiati, percussioni e chitarre elettriche fuse in un flusso di musica compatto e le voci di spudoratamente pop. E le voci, quelle voci di donna che, si capisce perfettamente, fanno perdere la testa al ragazzo ebreo del Bronx che non sa amare e non sa essere samato, se non sotto la minaccia di un'arma da fuoco. (Mia valutazione: Distinto)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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