Damien Rice - O (2002)

Si inizia con una storia che è diventata nel corso degli anni emblematica, che riguarda un musicista e cantante irlandese. Che aveva in mente di seguire le proprie idee nella produzione artistica, senza nessun compromesso. Sembra un progetto irrealizzabile. Eppure Damien Rice nel corso di tutta la sua carriera ha sempre perseguito questo obiettivo. Inizia giovanissimo ad avere successo con i Juniper di Paul Noonan, ma lascia la band subito prima che la stessa firmi un contratto con un major discografica, la Polygram: Noonan cambierà il nome dei Juniper in Bell X1 ed avrà un discreto successo. Rice inizia un viaggio per tutta l’Europa, venendo anche spesso in Italia, dove per mesi lavora in una fattoria della Toscana. Inizia qui un percorso di "autoanalisi", come se iniziasse a farsi un ritratto vedendosi con gli occhi di un altro: gli basta una chitarra per intraprendere un viaggio profondissimo e doloroso tra i suoi sentimenti, gli amori finiti, i dubbi, ma anche la felicità degli incontri, delle emozioni. Qualche volta si trasforma in busker, in suonatore di strada, e nei piccoli borghi attorno a quella fattoria toscana canta quelle canzoni: visto quello che succederà dopo quelle esibizioni si ammantano di aura leggendaria. Torna nella sua Dublino pieno di idee e di canzoni. Registra personalmente un demo che manda al produttore di Bjork, David Arnold, famoso anche per le colonne sonore dei film di James Bond, che rimane folgorato. In accordo con i dettami di Rice, raccoglie fondi necessari per un piccolo studio mobile, e lascia carta bianca a Rice di fare quello che vuole. 

O esce nel 2002 in Gran Bretagna ed Irlanda, e nel 2003 in Europa e negli Stati Uniti. Ed è un colpo al cuore. La voce calda e stupenda di Rice, aiutata in questo dal suo alter ego femminile, Lisa Margaret Hannigan, melodiosa e struggente, stupisce nelle stupende canzoni dell’album. O è un riferimento alla protagonista del romanzo erotico Historie d’O, uscito nel 1954 scritto da Dominique Aury con lo pseudonimo di Pauline Reage, divenuto anche film scandalo nel 1975 con Udo Kier e Corinne Clery. Il libro è citato in una delle canzoni più famose, Amie. L’album non ha punti deboli e con l’aiuto di Vyvienne Long (violoncello), Shane Fitzsimons (basso), Mark Kelly ( chitarra elettrica), Tom Osander (percussioni, batteria) possiede un’atmosfera acustica e piena, viva e mai piatta, con ricordi di Nick Drake e la famiglia Buckley (soprattutto il padre). Delicate apre il disco, e già mette alla luce il duetto di voci, la scrittura felicissima e quel senso di languida malinconia che è spesso così attrattivo. Volcano diviene una hit, come Cannonball (che come singolo aveva un arrangiamento diverso da quello del disco). Cold Water è bellissima, ed usata, come molte altre canzoni del disco, in serie Tv e film (basta citare House M.D., C.S.I. Miami, Dawson’s Creek, E.R., The O.C., Lost ed nel film di Mike Nichols Closer del 2004). Eskimo dura 16 minuti per la presenza di due ghost track e una Silent Night da brividi cantata dalla Hannigan. Ogni canzone è un brivido: Older Chests, con il suo andamento quasi come un respiro emozionale, il blues di Cheers' Darling, la voce come un soffio di Lisa Hanningan, conosciuta all'università e per anni sua sodale artistica, nella prima parte di I Remember, meravigliosa elegia di un amore difficile con finale pazzesco (And I wanna hear what you have to say about me/Hear if you're gonna live without me/I wanna hear what you want/What the hell do you want?). Ma la canzone più bella e famosa (anch’essa utilizzata in film e telefilm, anche ne Il Caimano di Nanni Moretti) è The Blower’s Daughter, una preghiera in crescendo, una sensazionale canzone di amore e disperazione, che mette davvero i brividi. Stupisce come l'intimità di tutte queste emozioni non sia frutto di un minimalismo di facciata ma di una costruzione a piccoli pezzi di tocchi musicali. Tra l'altro diventerà il successo che è ancora oggi nella preistoria di Internet e dello streaming, con un passaparola incessante e mi permetto di dire "fisico" che andrà avanti per anni: venderà milioni di copie in tutto il mondo, e l'uso intensivo di queste canzoni meravigliose in serie Tv, cinema e altro non farà altro che mantenere alto il ricordo di questo bellissimo disco (per citare uno degli ultimi esempi, ne La Casa Di Carta).

Rice riuscì quasi a ripetere la stessa magia di O in 9 del 2006 (che contiene un gioielli come Grey Room e 9 Crimes cantata in coppia con Lisa Hanningan), non riuscirà a ripetere l'emozione di O nonostante abbia mantenuto un seguito niente male. L'ultimo suo disco è del 2014, My Favourite Faded Fantasy, prodotto nientemeno che da Rick Rubin, che è molto molto interessante. Da allora continua però a suonare dal vivo e a regalare, ogni tanto, perle del suo talento interpretativo, come una cover di One degli U2 nell’album AHK-toong BAY-bi Covered pubblicato nel 2011 dalla rivista Q per il ventennale di quel capolavoro assoluto che fu Achtung Baby. Artista sorprendente ed integro, e di questi tempi non è male.

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