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Visualizzazione dei post da agosto, 2025

Vasco Rossi

Se c'è nella musica italiana un personaggio per cui pare appropriata la definizione di rockstar, questi è Vasco Rossi, l'unico in grado di creare intorno a sé un culto paragonabile soltanto a quelli dei più grandi big internazionali e, insieme, di incarnare nel bene e nel male quelli che sono gli stilemi (e gli stereotipi) tipici dell'estetica rock'n'roll. Discografia e Wikipedia

Holding Back The Years - Simply Red (1985)

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È il colore archetipico, il primo usato in pittura dall'uomo. Già durante il Paleolitico era considerato il protettore per eccellenza, tanto che i capi se lo cospargevano sul corpo. I pontefici lo usavano per ammantarsi (solo dopo il Medioevo è stato sostituito dal bianco), tanto che ancora oggi nella scala degli onori sociali è il colore dominante (si stende il tappeto rosso in segno di rispetto e onore; a Hollywood e nelle cerimonie si parla di red carpet). Al tempo stesso, è il colore della carnalità e del sesso, identificava le prostitute (che nel Medioevo dovevano indossare qualcosa di rosso per farsi riconoscere) o il luogo dove ricevevano (le lanterne rosse). Insomma, il rosso è un colore guida, perché evoca bellezza (le donne usano il rossetto), trasgressione, sensualità, potere, forza, rivoluzione (la bandiera dei comunisti è rossa), sentimento (il cuore è rosso) e dolore (rosso è il sangue). Nella musica, il rosso è al centro di infinite storie, gruppi e canzoni. «Semplic...

The Jimi Hendrix Experience - Axis: Bold As Love (1967)

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di Silvano Bottaro Spinto, tra un tour e l'altro, a tornare presto in studio a Londra per esigenze contrattuali (e non commerciali, curiosamente: negli Usa l'album uscirà solo l'anno dopo per non disturbare Are You Experienced, ancora in classifica), Jimi Hendrix e la sua band mettono insieme l'album piú pop e insieme piú ricco di effetti. Speciali, specialissimi: nessuno suona la chitarra come lui, nessuno riesce a far uscire da quelle sei corde una tale varietà di suoni, perlopiú distorti, alterati, scomposti e ricomposti in modo da confliggere l'uno contro l'altro, inseguirsi, modificarsi a vicenda. Mai come in questo album il rock'n'roll ha affrontato il tema dei temi, il rapporto tra l'individuo e la tecnologia, in maniera tanto evidente e coraggiosa. Nella traccia piú ispirata e sofferta, Little Wing, Jimi si rivolge al suo angelo custode, e lo chiama con il suo nome «indiano», Piccola Ala: «Quando sono triste, lei viene da me, con migliaia d...

Jefferson Airplane - Surrealistic Pillow (1967)

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di Silvano Bottaro «Ho preso dell'acido e ho ascoltato per 24 ore consecutive SketChes Of Spain di Miles Davis»: cosi Grace Slick spiegherà la genesi di White Rabbit, una delle due canzoni che porta in dote ai Jefferson Airplane. L'altra è Somebody To Love, che il suo vecchio gruppo, The Great Society, aveva addirittura inciso. I Jefferson Airplane l'hanno incontrata a un concerto e per 750 dollari l'hanno riscattata: un affarone, e non solo perché la cantante che avevano prima se n'è andata dopo aver messo al mondo un bambino. Grace Slick è bella (si è guadagnata da vivere facendo la modella) e ha una voce perfetta per quel suono psichedelico, derivato dal folk rock e in ultima analisi apparentato a quello dei Byrds, che il gruppo si vuole dare. White Rabbit e Somebody To Love saranno i successi da classifica che usciranno dal loro secondo album, quello che farà di loro i portavoce (e il gruppo con il contratto piú ricco) della vivace scena hippie di San Francisc...

Love - Forever Changes (1967)

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di Silvano Bottaro E' il capolavoro passato inosservato, l'album che ora tutti citano e inseriscono nei «meglio di...» e che quando uscí non andò oltre il 154° posto in classifica. E il fuoco creativo che divora l'appicca, la magia che fa scomparire per sempre il mago. E' un suono misterioso — a metà strada tra i Byrds e Burt Bacharach - che si insinua in chiunque l'ascolti, che sfiora piú volte il kitsch senza mai toccarlo per davvero e fa innamorare di sé senza spiegazioni, senza se e senza ma. Forever Changes è l'opera di un ventiduenne che sente la morte vicina (a 26 anni, pronostica lui) e che si inventa un album per accoglierla senza troppo soffrire (morirà a 61 anni, nel 2006, di malattia, lasciando dietro di sé la leggenda del piú grande talento inespresso della storia del rock'n'roll): «Seduto sul fianco di una collina, vedo tutti morire. Mi sentirò molto meglio dall'altro lato», sono i versi piú noti che lui abbia mai scritto. Si trovano ...

Ron

Nato il 13 agosto del 1953 a Dorno, in provincia di Pavia, Rosalino Cellamare esordisce dicissettenne - e ancora con il proprio nome di battesimo - all'interno dell'edizione del 1970 del Festival di Sanremo dove, propone il brano Pa' diglielo a ma', classificandosi settimo. Risale all'anno successivo la pertecipazione al Disco per l'estate con Il gigante e la bambina, scritta da Lucio Dalla. Discografia e Wikipedia

On The Road Again - Canned Head (1967)

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Tra i due estremi di Monterey 1967 (il più grande festival della storia, dove i Canned Heat avevano fatto bingo) e Woodstock 1969 (il festival dove il triangolo equilatero pace-amore-musica raggiunse la sua massima estensione), esce On the Road Again, brano che possiamo definire a tutti i diritti immortale, perché stagionalmente viene ripreso, riletto, rifatto e portato in classifica. L'atipicità del brano risiede nel ritmo ipnotico, nell'arrangiamento ispirato ai boogie su un solo accordo tipici di John Lee Hooker e nell'accompagnamento continuo e psichedelico del tampura, uno strumento dell'India a lungo collo. La traduzione letterale di Canned Heat è «Calore in scatola» o «Calore in lattina», ma il canned heat era, durante gli anni del proibizionismo, quella strana e terribile sottospecie di whiskey che i distillatori di contrabbando (detti bootleggers, da cui il termine bootleg, disco che contiene registrazioni illegali, spesso live) ricavavano da alcool, acqua e pe...

Pink Floyd - The Piper At The Gates Of Dawn (1967)

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di Silvano Bottaro I Pink Floyd fanno i fenomeni nei club di Londra, soprattutto all'Ufo di Tottenham Court Road, lanciato da loro, dal quale se ne sono andati presto per il troppo successo. Gli exploit dal vivo, con pezzi che durano mezz'ora e il pubblico ipnotizzato da giochi di luce e da assoli interminabili e complessi, da cambi di ritmo e da sonorità psichedeliche, fanno guadagnare al gruppo un contratto con la Emi e una sala riservata negli studi di Abbey Road, gli stessi in cui i Beatles stanno registrando Sgt. Pepper. La casa discografica li lascia tranquilli (anziché una settimana, com'è di norma, impiegheranno quattro mesi a finire un album), anche perché li affida a Norman Smith, che è al primo incarico da produttore ma ha lavorato a lungo con i Beatles e ha la testa sul collo, a differenza dei quattro hippie con le camicie a fiori che suonano nel disco. «Fu il nostro George Martin», scriverà anni dopo nelle sue memorie Nick Mason, il batterista, «un'influe...

Bob Dylan - Bringing It All Back Home (1965)

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di Silvano Bottaro Bob Dylan ha incontrato i Beatles. Insieme, si saprà poi, hanno fumato erba e discusso su quale sia il senso vero della vita. McCartney si convince di averlo capito e chiede foglio e matita per appuntarselo. Il giorno dopo quando lo legge trova scritto semplicemente: «Ci sono sette livelli». Dylan dirà: «L'America dovrebbe essere grata ai Beatles. Hanno aiutato il Paese a ritrovare il suo orgoglio». E a «riportare tutto a casa», come vuole il titolo del suo nuovo album. Ora Bob vive praticamente sempre a Woodstock, dove il manager Albert Grossman ha una casa e dove lo raggiunge spesso Joan Baez. Ha cambiato modo di scrivere. Non solo per quanto riguarda le canzoni: anche le sue lettere ora sono una sequenza spesso confusa di immagini e frasi paradossali, trovate geniali, illuminazioni improvvise. C'è poi quell'idea di riportare tutto a casa, esplorare il patrimonio infinito della cultura musicale americana: un disegno piú interessante della nuova ortodo...

Cream - Disraeli Gears (1967)

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di Silvano Bottaro Eric Clapton sarà pure Dio, come qualcuno ha scritto sul muro di una fermata della metropolitana di Londra, ma certamente condivide volentieri il palcoscenico: è sua l'idea del primo «supergruppo» (Cream, il nome allude al fatto che i tre si sentono la «crema» del blues elettrico britannico, e lo sono), è lui che ha voluto con sé due ex della Graham Bond Organization, il batterista Ginger Baker e il bassista Jack Bruce, senza sapere che si odiano e che una volta sono giunti a minacciarsi con un coltello. Adesso, con il secondo album, registrato a New York nello studio già mitico dell'Atlantic, il ruolo di Clapton cresce sempre piú nell'equilibrio del trio, come crescono i pezzi da lui interpretati. Il punto è che lui canta con una specie di falsetto timido che affonda nei suoni del gruppo e non prevarica. Come se se ne vergognasse (infatti un po' se ne vergogna). Il nuovo album — avrebbe dovuto intitolarsi semplicemente Cream — è con ogni evidenza u...

The Rokes

Nonostante le origini inglesi, i Rokes sono stati uno dei gruppi più importanti del beat italiano, secondi per popolarità solamente all'Equipe 84. Formatisi nei primi anni '60 intorno al cantante e chitarrista "Shel" Shapiro (1943), con un passato nei Blue Caps di Gene Vincent, incominciano a farsi conoscere prima in Inghilterra poi in Germania con il nome di Shel Carson Combo. Discografia e Wikipedia

Hound Dog - Elvis Presley (1956)

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Prima di tutto, dovete ascoltarlo nella fantasmagorica versione di Big Mama Thornton, grande e misconosciuta imperatrice del blues che nel 1952 diede luce e splendore a questo brano scritto dalla magica coppia Leiber & Stoller. Poi, se volete, andate a sentire qualche altra versione (nel solo 1953 Hound Dog fu registrata da cinque diversi cantanti country e ogni anno si aggiungevano almeno una decina di riletture) e, per ultima, arrivate a Elvis. E lì capirete perché era il Re: centomila volte meglio di ogni altra interpreta zione, meno potente di Big Mama, ma in Elvis ogni parola trasuda sesso, tanto che la censura televisiva si mosse immediatamente. Il 1° luglio 1956 Elvis fu invitato allo Steve Allen Show ma gli fu impedito il suo celebre movimento di bacino; fu costretto a cantare, praticamente immobile, rivolto a un vero bassotto, un hound dog, appunto. Perché il potentissimo colonnello Parker non si oppose a quella censura? Perché era nel suo interesse alimentare la polemica,...

The Beatles - Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967)

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di Silvano Bottaro Paul McCartney racconta Storie, John Lennon non sa raccontare se non di sé. George Harrison gioca con il sitar e una Certa idea dell'India, Ringo Starr diventa Billy Shears e la band diventa Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, allusione all' abbandono delle scene live da parte dei quattro e insieme a un progetto di concept album che la copertina rafforza e il contenuto del disco sconfessa. Sgt. Pepper è tante cose: l'album che vince tutti i referendum sul capolavoro piú memorabile di ogni tempo, una pietra miliare, un punto di svolta, il momento in cui tutto cambia, una miscela non completamente riuscita di intenzioni diverse. I Beatles dicono di essersi ispirati a Freak Out! di Frank Zappa (che li ricambierà con We're Only In It For The Money, siamo qui solo per far soldi), ma anche un po' a Karl Heinz Stockhausen per certe iam orchestrali gentilmente dissonanti: certo, Pet Sounds dei Beach Boys, uscito l'anno prima, qualcosa conta. ...

Sam Cooke - Ain't That Good News (1964)

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di Silvano Bottaro Nel 1964 il mondo è ai piedi di Sam Cooke. Lo è pure il Copacabana, il Copa, il locale di New York dove anni prima aveva conosciuto il piú bruciante dei fallimenti: quando lo riconquista, il suo manager gli fa trovare una Rolls Royce nuova alla porta. E' l'anno del primo provino da attore con la Twentieth Century Fox, l'anno dei progetti per uno sbarco in grande stile in Europa, a cominciare dalla Gran Bretagna. L' 11 dicembre 1964, la proprietaria di un motel di Los Angeles provvederà a chiudere per sempre - in un solo inspiegato istante - tutte queste storie, sparandogli. Ma Sam Cooke avrà fatto in tempo a lasciare numerose tracce della propria grandezza. L'ultima (penultima, se si contano le serate al Copacabana, immortalate nello strepitoso disco dal vivo At The Copa) è questo album, registrato a fine 1963 nello studio della Rca a Hollywood, California, prodotto da Hugo Peretti e Luigi Creatore, due italiani che lavorano in coppia e che si f...

The Jimi Hendrix Experience - Are You Experience (1967)

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di Silvano Bottaro Il critico americano Dave Marsh lo definirà «l'equivalente musicale del Big Bang». Un'esplosione, insomma, ma un'esplosione creativa, feconda, che genera, non distrugge. E una bella immagine per descrivere un album e racchiudere in sé — a ritroso - l'album stesso, il gruppo che l'ha realizzato, il musicista che l'ha pensato, la sua chitarra. Gli istanti che precedono il botto vedono il chitarrista americano James Marshall Hendrix arrivare a Londra, trovare un manager nella persona di Chas Chandler, già bassista degli Animals, trovare un bassista (il chitarrista Noel Redding, scelto perché a Jimi ricorda Bob Dylan) e un batterista, l'esperto Mitch Mitchell. Formare un power trio alla maniera dei Cream, secondo una formula nuova ed essenziale che segnerà la storia del rock'n'roll come una sorta di ritorno paradossale alle radici del suono: chitarra, basso e batteria, solo il cuore della nuova musica. Nel caso dell'Experience il...

Claudio Rocchi

Artista multimediale ante litteram, sperimentatore, cantautore psichedelico, Claudio Rocchi è uno dei personaggi più singolari della musica italiana. Nato a Milano nel 1951, fa le sue prime esperienze come bassista ne Gli Sconosciuti, prima di entrare a far parte della prima formazione degli Stormy Six, con i quali pubblica nel 1969 'Le idee di oggi per la musica di domani'. Discografia e Wikipedia

So You Want To Be A Rock 'n' Roll Star - Patti Smith Group (1979)

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Furono i Byrds a scriverla e a portarla al successo in prima battuta. Roger McGuinn compose lo straordinario e trascinante riff, Greg Hillman la linea di basso che costituisce il perno del brano; l'idea venne a Hillman mentre era in studio non con i Byrds, ma con il musicista sudafricano Hugh Masekela, che poi sarà invitato a suonare la tromba. Anche se il testo del brano non va preso alla lettera, nella registrazione furono riportate le urla isteriche dei tan dei Byrds a Bourne-mouth, nel concerto del 15 agosto del 1965. McGuinn scrisse le liriche dopo aver sfogliato un giornale per adolescenti e scoperto che tutti, ma proprio tutti pensavano di avere le carte in regola per imbracciare una chitarra e diventare stelle del rock 'n' roll. Molti rileggeranno So You Want to Be a Rock 'n' Roll Star, dai Counting Crows ai Pearl Jam, dai Black Oak Arkansas a Jon Bon Jovi, da Ron Wood a Patti Smith, che forse è tra tutte quella che è riuscita a dare maggior splendore, persi...

The Doors - The Doors (1967)

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di Silvano Bottaro Jim Morrison e Ray Manzarek si incontrano per caso, nel '65, all'università, al corso di cinematografia: Jim scrive poesie che potrebbero diventare testi di canzoni, Ray è un musicista. La leggenda vuole che Jim gli canti Moonlight Drive sulla spiaggia di Venice, a Los Angeles, e che Ray capisca subito che quell'incontro li porterà lontano. Due anni dopo, in effetti, sono al numero uno della classifica americana con la versione ridotta di Light My Fire, tratta dal loro album d'esordio. Nel mezzo, è ovvio, sono successe molte cose: la band si è formata davvero, con John Densmore alla batteria e Robbie Krieger alla chitarra, e Jim ha scelto un nome semplice, The Doors, che ha i riferimenti giusti, all'altezza delle loro ambizioni. Cita il titolo di un libro sull'assunzione di mescalina pubblicato da Aldous Huxley nel 1954 (Le porte della percezione), che a sua volta cita il poeta visionario William Blake: «Se le porte della percezione fossero ...

Frank Sinatra - Song For Swingin' Lovers! (1956)

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di Silvano Bottaro I 40 anni colgono il vecchio Frank nel momento dell'inattesa rinascita, nel bel mezzo di uno spettacolare ritorno al centro delle scene sancito dall'Oscar per Da qui all'eternità (1953, vinta la statuetta, Sinatra cancella gli appuntamenti già presi con l'analista), proprio quando la tormentata separazione da Ava Gardner, una serie di ruoli sbagliati al cinema, la nascita del rock'n'roll sembrano averlo relegato tra le leggende del passato. Nel cruciale 1953, l'anno dell'Oscar, della separazione e, appunto, dell'approdo alla Capitol, cambia casa discografica: la fiducia nelle sue possibilità è limitata, il contratto è di un anno, con opzioni per sei possibili rinnovi, tutti annuali. Un po' per caso, un po' per un'intuizione di quelli della nuova etichetta, finisce a lavorare con Nelson Riddle, un trombonista che ha arrangiato per Tommy Dorsey e Nat King Cole. I've Got The World On A String, il primo prodotto dell...

The Velvet Underground & Nico - Omonimo (1967)

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di Silvano Bottaro «L'unico problema è che non hanno un cantante», commenta Paul Morrissey di ritorno dal Cafe Bizarre, dove ha ascoltato i Velvet Underground per conto di Andy Warhol. La soluzione viene trovata subito: canterà quella ragazza tedesca, Nico, che si è presentata al giro di Warhol una settimana prima, e cosí per di piú si avrà qualcosa di bello da guardare «in mezzo a tutta quella bruttezza». Lou Reed, il motore creativo della band, accetta, e i Velvet Underground diventano l'espressione sonora della Factory warholiana. «Non credo piú nella pittura, e un gruppo rock è un modo interessante per mischiare arte, musica e cinema», dice ai giornalisti Warhol. Lou Reed fa il furbo, e in studio a Nico affida solo tre pezzi: Femme Fatale, che si ispira a Edie Sedgwick, diva regnante in quei mesi alla Factory, All Tomorrow's Parties and l'Il Be YourMirror, che nasce da un'idea della stessa Nico. Gli altri otto li canta lui, in tre giorni di studio che costano ...

I Ribelli

La nascita del primo nucleo dei Ribelli si può far risalire al 1959, quando l'allora quattordicenne Gianni Dall'Aglio (1945), inizia a esibirsi insieme ad alcuni amici nei locali della nativa Mantova e della pianura padana. Presto vengono notati da Adriano Celentano, alla ricerca di un gruppo stabile che lo accompagnasse, che trova loro il nome e li fa entrare nel clan. Discografia e Wikipedia

I'm Waiting For The Man - The Velvet Underground (1967)

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Vincent Cassel si riempiva sempre le tasche di noccioline. Quando i fan diventavano troppo invadenti, gliele lanciava addosso e diceva: «Ecco, ora fate voi le scimmiette». Questa storia sarebbe piaciuta a Lou Reed, che non ha mai amato il circo del rock 'n' roll. Lou era un'anima nera e candida allo stesso tempo. Camminava sul lato selvaggio, ma preservava una purezza assoluta nei confronti delle storie di strada che raccontava. Lou si immergeva nella sporcizia ma non ne rimaneva contaminato. Era come un angelo con le scarpe pesanti e il giubbotto di pelle. I'm Waiting for the Man è una short story metropolitana condotta a ritmo di rock 'n' roll, con un suono sporco, ossessivo e percussivo e un piano in stile barrelhouse che diffonderà echi fino alla Detroit di Stooges e Mc5. Contenuta nell'opera prima del 1967, The Velvet Underground & Nico, racconta il viaggio di un tossico che si avventura ad Harlem, all'incrocio tra Lexington e la Centoventicinqu...

Aretha Franklin - I Never Loved A Man The Way I Love You (1967)

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di Silvano Bottaro Sono tempi in cui un discografico viene a sapere che una cantante ha chiuso il contratto con la concorrenza grazie alla soffiata di un disc jockey. Quando la voce arriva a Jerry Wexler dell'Atlantic a proposito di Aretha Franklin, la convoca con il marito-manager Ted White negli uffici di New York e li fa immediatamente firmare per l'Atlantic. E il momento in cui tutto cambia, per Aretha e forse anche per la musica soul. Il piano di Wexler, che da giornalista ha inventato il termine «rhythm and blues», è estremamente semplice. Lui pensa che i sei anni (e nove album) alla Columbia abbiano fatto solo intuire la portata del talento della figlia del reverendo Franklin. Ci vuole un viaggetto al Sud per portare alla luce le radici della sua musicalità, l'esplosività del gospel, le sfumature soul che produzioni eccessivamente pop hanno occultato a lungo. Troppo a lungo. La Stax, a Memphis, dice di no: i rapporti con l'astuto Wexler si stanno già guastando....

E T I C H E T T E

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