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Nuova Compagnia di Canto Popolare

Più che come gruppo vero e proprio, la Nuova Compagnia di Canto Popolare nasce come laboratorio musicale di ricerca e diffusione delle tradizioni popolari campane. Il promo nucleo si forma a Napoli intorno al 1967, su iniziativa di Eugenio Bennato e Giovanni Mauriello, presto seguiti da Lucia Bruno, Mario Malavenda, Claudio Mendella e Carlo D'Angiò (a cui si deve il nome definitivo del gruppo). Discografia e wikipedia

School Days - Chuck Berry (1957)

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Mi guardava come un alieno, "Tu sai chi sono?", mi chiese. Aveva lo sguardo corrucciato, come di uno a cui la vita avesse sottratto qualcosa. "Sei Chuck Berry, l'uomo che ha inventato il rock'n'roll", risposi. Sorrise, ma di un sorriso appena accennato, si avvicinò al tavolo, si versò da bere e poi disse: "Quasi giusto, amico. Ma non completamente. Chuck Berry non ha inventato il rock 'n' roll, Chuck Berry è il rock h' roll». Luomo con la giacca nera dagli improbabili lustrini argentati e stivali da cowboy con la stella sopra il tallone aveva ragione. Parlava di sé in terza persona, come Maradona, ma poteva permetterselo. Come El Pibe de Oro, era un genio assoluto. Senza di lui non ci sarebbe niente della musica che amiamo. Niente rock, niente di niente. Perché Elvis ha cantato il rock n' roll (e ne è stato l'emblema, la visualizzazione), ma Chuck Berry l'ha scritto e suonato. Ha forgiato la rock song propriamente detta, in t...

Jorge Ben - A Tábua De Esmeralda (1974)

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Tutti noi conosciamo una canzone di Jorge Ben, straordinario musicista e cantante brasiliano, anche conoscendo per niente l'artista. Perchè è autore di una delle canzoni più famose di tutti i tempi, e simbolo della musica brasiliana: Mas Que Nada! (1964 dal disco Samba Esquema Novo) portata al successo da Sergio Mendes e i Brazil '66 e poi divenuta uno standard jazz, una canzone dalle centinaia di cover, una sorta di cartolina musicale della musica brasiliana. Ma Jorge Ben (che fino al 1989 userà questo nome d'arte, ma poi lo cambierà Jorge Ben Jor, scritto anche BenJor, per frenare l'incidente legale che attribuisce parte dei suoi diritti editoriali al cantante e chitarrista statunitense George Benson) è uno dei grandi autori di musica carioca, e uno dei pochi non "bossanovisti" a travalicare gli argini internazionali con dischi importantissimi. Bravissimo chitarrista, dalla fine degli anni '60, quando ottiene altro successo importante con il disco Jorge ...

Ry Cooder

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Difficile è collocare un personaggio singolare come Ry Cooder, musicista, produttore, chitarrista, compositore, interprete, che dagli anni Settanta alla fine del secolo percorrerà in lungo e in largo le strade della musica, dal rock al country, dalla musica cubana a quella araba, dalle colonne sonore al pop, dal jazz al blues. Secondo lo schema tradizionale, non è un cantautore, non è un rocker, né un campione del pop. Sfugge, per natura, alle etichette e alle definizioni, ma il suo lavoro di recupero delle tradizioni musicali, quella americana in particolare durante gli anni Settanta, e il suo lavoro di musicista e produttore, avranno grandissima influenza. Come ha scritto su “Rolling Stones” Jon Landau: “Cooder è alla perpetua ricerca della nota magica, del sound giusto al momento giusto”. Interprete sopraffino della tradizione musicale americana, nei primi anni della sua avventura musicale si concentrava sul repertorio più vicino al blues e al tex-mex, ma già verso la fine degli ...

Bruce Springsteen - Working On A Dream (2009)

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di Silvano Bottaro Attribuendo la qualità di un disco in base al mio teorema musicale: “ La somma di quante volte un cd suona nel lettore musicale è uguale alla somma di quanto il disco piace ”, il disco suona poco. Effettivamente la “paura” della vicinanza a “Magic”, uscito poco più di un anno fa era fondata. Il boss ci aveva abituato a dei lunghi silenzi discografici, proprio perché era capace di restare in sala d’incisione 5/6 mesi anche per incidere un solo brano, e faceva passare degli anni, anche 4 o 5, prima di pubblicare un altro album. Comunque non per questo, il disco è da buttare, anzi la sufficienza (e anche più) non fa difetto. Working On A Dream non è un disco pop, è neanche un disco di scarti di “Magic”, è un disco atipico. Uscito praticamente in contemporanea con l’ingresso di Barack Obama (di cui Springsteen è stato il più forte sostenitore rock) alla Casa Bianca, a differenza della riflessione amara o di tradimento che riscuoteva l’idea dell’America in “Mag...

Laurie Anderson

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Originaria di Chicago, L.A. nasce nel 1947 e già da giovane, studia e poi insegna storia, arte, scultura, a New York. Scrive pezzi teatrali e articoli per riviste sempre sull'arte. Poco dopo, i suoi interessi si spostano verso la fotografia, la musica d'avanguardia e l'uso dell'elettronica applicata all'arte. Volendo etichettare la sua musica, cosa per altro non facile, si può dire che L.A. crea una fusione tra avanguardia colta e tecnopop. I suoi dischi. Il suo primo album BIG SCIENCE raggiunge il secondo posto della classifica Inglese e la fa conoscere al grande pubblico. La critica specializzata non le risparmia parole di stima, e così anche il pubblico. Il secondo disco MISTER HEARTBREAK dell'84 raccoglie brani scartati in precedenza da BIG SCIENCE e altro materiale, ispirato da Shakespeare a Burroughs. Questo disco rimane sempre sull'onda del primo, con brani di ottimo livello, ma non lo eguaglia. UNITED STATES LIVE dell'85 è una racco...

Beirut – A Study Of Losses (2025)

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 di Monica Gullini Beirut, progetto dietro al quale si cela l’estro del musicista statunitense Zach Condon, torna con A Study Of Losses. L’album, è frutto di un intenso lavoro compositivo. Come per Hadsel, disco della rinascita, le sessioni di registrazione si dividono tra Norvegia e Germania. Nella primavera del 2023, la direttrice della compagnia svedese Kompani Giraff, Viktoria Dalborg, si reca da Condon e gli propone di comporre le melodie per uno spettacolo adattato dal romanzo di Judith Schalansky, Verzeichnis einiger Verluste, “Un inventario delle perdite”. Zach, totalmente digiuno di tecniche circensi, recupera alcuni video degli artisti, rimanendo affascinato dai costumi, dalle luci e dalle acrobazie. Decide così di dare vita a un’odissea di diciotto tracce incentrate sulle assenze e sull’impermanenza: dalle specie estinte, dalle architetture abbandonate fino a tutto ciò che durante l’esistenza si sviluppa in divenire. Dopo aver assistito ad alcune performance della compag...

99 Posse

Assieme ai romani Assalti Frontali, la 99 Posse è stata la principale protagonista di quel breve ma intenso periodo storico-sociale conosciuto come "la stagione delle posse". Il gruppo si forma a Napoli nell'autunno del 1991, come espressione diretta del centro sociale autogestito Officina 99 (aperto pochi mesi prima, il 10 maggio). Discografia e Wikipedia

Me and Bobby McGee - Janis Joplin (1971)

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Che strana, la vita. La piu grande cantante rock dei suoi anni, e per me una delle più grandi di sempre, che raggiunge una sola volta il primo posto delle classifiche dei singoli, e solo dopo morta. Non solo: lo fa con una canzone molto bella, ma molto country (genere con il quale Janis aveva avuto a che fare in gioventù, ma che non aveva mai cantato) di Kris Kristofferson, ottimo artista, autore e attore. In realtà, la versione di Janis è country solo nella base e nella strumentazione ma non nell'attitudine, perché Janis arricchisce il viaggio dell'io narrante con nuances rock e un incredibile pathos che allontana Me and Bobby McGee dall'oleografia quasi nashvilliana dell'originale. La storia è bellissima: L'io narrante rievoca un viaggio in autostop con Bobby (che nella versione di Kristofferson era una donna), con lui che canta il suo blues, lei che suona l'armonica e il tergicristallo che scandisce il tempo. E un viaggio dove i protagonisti non hanno niente ...

Bon Iver – Sable, Fable (2025)

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di Chiara Crisci  Che colori insoliti hanno questi Bon Iver!? In quale inedita stagione della vita ci trasportano? Justin Vernon parla di “SABLE, fABLE” come di un momento di svolta, della fine di un capitolo della mitologia dei Bon Iver e dell’inizio di un altro, il prossimo, forse l’ultimo. Questi nuovi Bon Iver, in effetti, sanno del tenue tepore in una mattina assolata di Aprile, il mese di uscita del loro quinto album in studio, edito da Jagjaguwar e coprodotto da Vernon e Jim-E Stack, che giunge dopo un silenzio discografico di 6 anni. E “SABLE, fABLE” è, in effetti, un disco strano, complesso e composito, difficile da inquadrare e descrivere, simbolico e quasi “fonosimbolico” in ogni dettagliatissima scelta artistica ed estetica, diviso tra polarità e dicotomie, ombre e luci, colori e suoni che tracciano un processo di espiazione e elevazione fino al nirvana, all’estasi, lasciando il peso sulla strada per abbandonarsi alla leggerezza. Tutto è costruito sulla dualità di tonal...

E T I C H E T T E

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