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Visualizzazione dei post da maggio, 2020

Randy Newman

Inconsueto protagonista del rock d'autore, Randy Newman (1943) originario di New Orleans, si trasferisce a Los Angels dove studia pianoforte sotto l'influenza di alcuni zii, celebri compositori di musiche per film. A sedici anni, durante il periodo scolastico, lavora come compositore alla Metric Music. Discografia e Wikipedia

David Bromberg – Big Road (2020)

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di Pie Cantoni La presentazione di un artista come David Bromberg è persino inutile per chi abbia minimamente seguito l'evoluzione della musica roots, bluegrass, folk o blues americana degli ultimi cinquant’anni. Il veterano chitarrista della Pennsylvania ha collaborato con tutti, toccato ogni genere e registrato le sue chitarre su innumerevoli dischi. Di tanto in tanto però si toglie delle soddisfazioni, registrando con una sua band sia brani originali, sia grandi classici rivisitati dal suo estro. Il primo disco solista, che portava semplicemente il suo nome, risale addirittura al 1971 e la carriera è continuata, salvo una “pausa” non indifferente dalle scene durata oltre vent’anni, sino ad oggi. Big Road, che segue il bellissimo lavoro del 2016 The Blues, The Whole Blues and Nothing But the Blues, parte proprio dalle radici. Infatti, la "grande strada" di cui Dave canta è quella del bluesman Tommy Johnson, qui fatta più grossa dai fiati e da un'interpreta...

Tom Petty: Il cappellaio matto del southern rock

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Tom Petty è stato una delle grandi colonne del rock americano. La sua musica ha miscelato in maniera originale ed eclettica il cantautorato americano più classico (con richiami ripetuti al sodale Bob Dylan e agli amatissimi Byrds), il southern rock e le sonorità più alternative. Petty nasce a Gainesville, in Florida, nel 1950. Folgorato dal nuovo approccio rock e dalla potenza scenica di Elvis Presley, si appassiona alla chitarra che studia quasi esclusivamente come autodidatta. Muove i primi passi in musica all’inizio degli anni ’70, prima con i Mudcrutch (formazione messa insieme a Mike Campbell alla chitarra e Benmont Tench alle tastiere) e poi con gli iconici Heartbreakers, che allargano la formazione al bassista Ron Blair e al batterista Stan Lynch. Nel 1976 l’album d’esordio Tom Petty & the Heartbreakers si impone in vetta alla classifiche grazie al singolo Breakdown, ma è solo nel 1979 con Damn the torpedoes che il nome di Petty si afferma nell'olimpo del...

Folk Show: Episode 22 (An Irish Music Special)

Tamikrest – Tamotaït (2020)

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di Ignazio Gullotta Tamikrest sono fra gli alfieri più conosciuti della vasta scena blues del Sahel. Si tratta di musicisti del popolo tamasheq, termine che preferiscono rispetto a tuareg, che usano la musica come occasione per esprimere le sofferenze e la voglia di lottare del loro popolo. I membri della band non possono tornare nella loro patria, Kidal in Mali, e sono quindi costretti in un esilio diviso fra Parigi e la desolata frontiera fra Mali e Algeria. Non c’è disperazione, ma consapevolezza della situazione e voglia di combattere. Non a caso il titolo del disco, Tamotaït, indica l’auspicio, la speranza che le cose cambino. Già appena attacca il classico giro di chitarra caracollante, ipnotico, di un languore che sembra portare su di sé il peso delle miserie e dei drammi dell’esistenza, ci rendiamo conto che questa musica parla di vita vera, esprime il dolore di un popolo che nomade si trascina in cerca della libertà e che, malgrado tutto, tiene viva la speranza, la vog...

New York Dolls

Gruppo fondamentale nell'evoluzione del rock americano, i New York Dolls rappresentano il tramite fra la tradizione musicale più oltraggiosa degli anni '60 e il "rock maledetto" dei '70. All'inizio del 1972, David Johansen (1950) dopo gli esordi con i Vagabonds Missionaries e i Fast Eddie & The Elettric Jops. Discografia e Wikipedia

Bob Dylan - The Bootleg Series Vol. 5, Bob Dylan Live 1975 The Rolling Thunder Revue (2002)

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Dopo aver dato alle stampe uno dei dischi più belli di sempre, il magnificoBlood On The Tracks (1975), Bob Dylan è pronto a nuove sfide. Su suggerimento del caro amico David Blue (cantante e produttore a cui Joni Mitchell dedicò la favolosa Blue) Dylan progettò un tour dove decise di privilegiare i piccoli teatri delle grandi città e i grandi teatri delle piccole città, per dare la possibilità di un ascolto più intimo e anche a costi più bassi. Dylan, pieno di idee, chiese aiuto al chitarrista Bob Nuewirth, che organizzò una compagnia di sessionisti itineranti che un po’ sembrava figlia delle carovane del racconti western, un po’ assomigliava ad un mix romanzesco di zingari delle praterie e il circo Barnum, a cui detterò il nome di Thunder Rolling Revue. A Dylan l’idea piacque così tanto che sin dai primi concerti si presentava in scena spesso con il viso dipinto di bianco, un cappello di piume o vestito come da presentatore del circo, l’atmosfera era così frizzante e vivace che in ce...

Ella Fitzgerald: Nostra Signora della Canzone

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Ella Fitzgerald, la “First Lady of Song’. Il debutto a diciassette anni, venticinque milioni di dischi venduti e una serie di compositori a sua disposizione, da Gershwin a Porter, da Berlin a Ellington. La sua voce era inimitabile, le sgorgava dalla gola come acqua cristallina dalla sorgente, in maniera naturale, senza sforzo, senza prepotenza. Un dono di cui a volte sembrava inconsapevole. Rimasta orfana a quattordici anni, passa l' infanzia tra orfanotrofi e quartieri malfamati di New York. Debutta giovanissima nel 1934 all'Apollo Theater di Harlem. L'occasione è una delle famose Amateur Nights, le serate dedicate agli artisti dilettanti. La giovane si presenta come ballerina, ma una crisi di nervi le impedisce qualunque movimento. Su incitamento del presentatore decide comunque di salire sul palco e comincia a cantare. Nonostante l'insicurezza vince il primo premio. Viene notata dal noto batterista Chick Webb, che la vuole come cantante della sua band. Dal...

Folk Show: Episode 21

Miles Davis - Kind Of Blue (1959)

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Per la centesima (però!) Storia di Musica, ho scelto quello che unanimemente è considerato IL disco jazz. Un disco che nelle sue 6 tracce compie una rivoluzione, l’ennesima del suo autore, che nella vita non ha mai avuto paura di provare a cambiare le regole del gioco. Miles Davis, il geniale trombettista figura centrale della cultura del ‘900, a capo di un dream team del jazz composto da Julian “Cannonball” Adderley (sax contralto), John Coltrane (sax tenore), James “Jimmy” Cobb (batteria), Paul Chambers (contrabbasso), Bill Evans (pianoforte) e Wynton Kelly (pianoforte in un solo brano) mette in musica nei 6 brani in scaletta, il jazz modale. Nato come risposta alla frenesia e alla tecnica quasi brutale del be-bop e l’hard bop, i principi del modal jazz furono descritti in un saggio da George Russell. Il principio guida era di svincolare la progressione degli accordi dalla tonalità del brano e associare ad ogni accordo differenti scale “modali”, ciascuna con una sua tonica, dalle ...

New Riders Of The Purple Sage

I New Riders Of The Purple Sage nascono nel 1969 quando John "Marmaduke" Dawson (1945) e David Nelson, affiatata coppia di cantanti-chitarristi, decidono di formare un gruppo country con alcuni componenti dei Grateful Dead, con i quali hanno in comune passate esperienze musicali. Discografia e Wikipedia

Giuni Russo - Energie (1981)

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La storia di oggi è quella di uno degli album italiani più belli di tutti i tempi, ma ai più misconosciuto. Autrice è stata una delle voci più incredibili e tecnicamente favolose del patrimonio musicale non solo italiano, ma quantomeno europeo. Giuseppa Romeo è una palermitana di famiglia piccolo borghese che ha una passione sin da piccola per il canto, soprattutto lirico. A 16 anni, nel 1967, vince insieme ad Elio Gandolfi (all’epoca una sorta di alter-ego di Gianni Morandi) il Festival di Castrocaro con l’interpretazione di A Chi, poi resa famosa da Fausto Leali. All’epoca si faceva chiamare con il nome d’arte di Giusy Russo. L’anno successivo la partecipazione al Festival di Sanremo, con il brano No Amore, che ebbe pochissimo successo. Nel 1969 si trasferisce a Milano, dove incontra Maria Antonietta Sisini, musicista e produttrice, che sarà la sua compagna di lavoro e di vita per i successivi 36 anni. Inizia qui un percorso di gavetta tra i più lunghi e formativi: come corista ...

Leonard Cohen: Tra zen e poesia

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La camicia bianca e il completo nero impeccabile. Il Borsalino, spesso appoggiato all'asta del microfono. L'incedere elegante sul palco. L'aspetto signorile, appena un po' blasè. La voce fascinosa e profonda. Letterato raffinato e rockstar, ebreo ortodosso ed eremita zen (per quasi 15 anni si è ritirato nel tempio buddista di Mount Baldy in California, un'assenza terminata solo con il ritorno sulle scene nel 2008), Leonard Cohen è sempre rimasto un poeta prestato per caso alla musica. Suzanne, il celebre brano d'esordio del 1967, è il successo inaspettato che ne definisce lo stile: un erotismo languido e sofferto in una cornice di minimalismo folk che pare quasi marginale. E invece l'ordine è preciso e severo: una raffinata ragnatela di sillabe e note che portano ad un mondo di segreto desiderio. L'impulso sensuale si trasfigura in tensione dell'anima. Tutto in Leonard Cohen è slancio verso l'alto, è lotta tra corpo e spirito. Tra...

Folk Show: Episode 20

Mark Lanegan – Straight Songs Of Sorrow (2020)

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di Fabio Marco Ferragatta Un uomo prende una decisione: scriverà della sua vita. Un uomo si siede alla scrivania, accende il computer e comincia a riempire fogli su fogli di quello che ha visto, che ha vissuto, che gli altri hanno visto di lui. Espettora tutto il tormento, l’orrore che ha vissuto, le salite e le discese agli inferi. Finisce e resta immobile a guardare lo schermo che pulsa. Sente che non ha finito, che c’è dell’altro rimasto incastrato nelle corde che compongono il suo corpo provato. Non c’è stata catarsi, si dice, solo miseria, chiosa. È ora di tornare in studio, perché solo lì potrà finalmente mettere un punto al racconto. Quell’uomo è Mark Lanegan, e quell’uomo si porta dietro tanti demoni, che non se ne vogliono andare, nemmeno a distanza di tanti anni. Quell’uomo, dopo tanti dischi con una band vuole fare da solo, ma così come i suoi demoni non lo abbandonano mai, così nemmeno in studio può rinchiudersi a riccio, lascia entrare spiragli di luce, bagliori am...

New Order

I New Order nascono dalle ceneri dei Joy Division, poco dopo il suicidio di Ian Curtis, nel maggio 1980. Bernard "Albrecht" Dicken (1956), noto come Bernard Summer, Stephen Morris (1957) e Peter Hook (1956) pubblicano il primo singolo con la nuova sigla nel settembre 1980: Ceremony / In ALonely Place , entrambe scritte con la precedente band. Discografia e Wikipedia

Lucinda Williams – Good Souls Better Angels (2020)

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di Blackswan Sono passati quattro anni dal cupo soliloquio interiore di Ghosts Of HIghWay 20. Quattro lunghi anni in cui la Williams ha rimasticato quel profondo dolore che l’aveva portata a raccontare i fantasmi della propria vita, quattro anni di rielaborazione, interrotti solo dalla collaborazione con Charles Lloyd e dalla rilettura di Sweet Old World, estemporanea resipiscenza per attualizzare e rendere ancora più bello uno dei suoi dischi più importanti. Si è presa tutto il tempo che le serviva, Lucilla, per metabolizzare e trasformare quella sofferenza nella rabbia che pervade ogni singola nota di Good Souls Better Angels. Rabbia nera, rabbia vera, senza filtri, senza la mediazione della distanza. Non ci sono pose né intellettualismi, ma solo la presa di coscienza della inesorabile deriva etica dell’umanità, guardata dalle prime fila dell’America di Trump, bersaglio primario delle invettive della Williams. Se Ghosts Of Highway 20 era un disco impegnativo e scorbutico, in ...

Fleetwood Mac: Rumors e altre storie del rock-blues

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Dapprima maestri obliqui di un blues-rock viscerale ma continuamente teso a una trasfigurazione mistica, quindi paladini di un nuovo standard melodico cristallino, fatato, incantato, entusiastico, pure segnato da un’ineffabile fama mondiale. I Fleetwood Mac debuttano come gruppo british blues al National Jazz and Blues Festival di Windsor il 13 agosto 1967. La formazione originale comprendeva il batterista Mick Fleetwood, il bassista John McVie, il geniale chitarrista Peter Green (tutti fuoriusciti dai Bluesbreakers di John Mayall) e il chitarrista Jeremy Spencer. Il nome Fleetwood Mac venne coniato da Green fondendo i cognomi del bassista John e del batterista Mick. I primi lavori sono perfettamente in linea con la tradizione rock-blues dell'epoca, il singolo scritto da Peter Green Black Magic Woman diventerà un classico del repertorio di Carlos Santana. In questo primo periodo ha un grosso impatto l'opera del il produttore Mike Vernon che con la sua casa discograf...

Cowboy Junkies – Ghosts (2020)

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di Tino Montanari Nell’ultimo periodo c’è stata una notevole uscita di dischi “fantasma” (nel senso che fisicamente non sono reperibili in CD, ma si possono scaricare o ascoltare nei vari siti di musica digitale), e noi sul sito ci siamo occupati dei lavori dell’ultimo Matthew Ryan, di Jeff Black, Natalie Merchant, con la speranza prossimamente di recensire anche Amidst The Alien Cane di William Topley (parlo per me), e per stare in tema non poteva certamente mancare anche questo inaspettato Ghosts dei Cowboy Junkies.  A soli due anni di distanza dall’ottimo All That Reckoning (18), questo Ghosts non è altro che una raccolta di canzoni su cui i Cowboy Junkies avevano incominciato a lavorare mentre erano in giro in tournée per promuovere il citato ultimo lavoro in studio, e l’improvvisa morte della madre due mesi dopo, è stata la scintilla che ha portato i tre fratelli Timmins ad elaborare il lutto portando a termine questi otto brani, decidendo poi di farli ascoltare in “stre...

The Neville Brothers

La storia artistica dei fratelli Neville affonda le sue radici nei '50, periodo in cui Arthur Lenon (1937) e Aaron (1941), effettuano le loro prime incisioni. Art, influenzato dallo stile pianistico di professor Longhair, inizia la carriera professionistica con gli Hawketts che nel 1955 ottengono un hit locale. Discografia e Wikipedia

Yorkston / Thorne / Khan – Navarasa Nine Emotions (2020)

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di Beatrice Pagni I fatti risalgono al 2011 quando il cantautore scozzese James Yorkston stringe casualmente un’amicizia con Suhail Yusuf Khan, cantante di New Dehli e virtuoso del sangari, uno strumento a corde indiano il cui suono si dice assomigli a quello della voce umana. Il duo diventa un trio quando Yorkston invita il contrabbassista jazz Jon Thorne a unirsi a loro. Sono passati ben nove anni, svariate date dal vivo, due dischi in studio e la curiosità crescente di continuare a lavorare insieme esplorando nuovi modi d’intendere il folk. Con Navarasa : Nine Emotions, James Yorkston alle prese con voce, chitarra e nyckelharpa, Jon Thorne e Suhail Yusuf Khan continuano a produrre una musica che attraversa tutti i confini per offrire una profonda spedizione interculturale di suoni folk provenienti da tutto il mondo, quasi una diaspora all’interno della quale si intrecciano folk scozzese, sottile jazz e stili indiani classici in un insieme che appare magistralmente concepito ...

E T I C H E T T E

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