di Fabio Marco Ferragatta Un uomo prende una decisione: scriverà della sua vita. Un uomo si siede alla scrivania, accende il computer e comincia a riempire fogli su fogli di quello che ha visto, che ha vissuto, che gli altri hanno visto di lui. Espettora tutto il tormento, l’orrore che ha vissuto, le salite e le discese agli inferi. Finisce e resta immobile a guardare lo schermo che pulsa. Sente che non ha finito, che c’è dell’altro rimasto incastrato nelle corde che compongono il suo corpo provato. Non c’è stata catarsi, si dice, solo miseria, chiosa. È ora di tornare in studio, perché solo lì potrà finalmente mettere un punto al racconto. Quell’uomo è Mark Lanegan, e quell’uomo si porta dietro tanti demoni, che non se ne vogliono andare, nemmeno a distanza di tanti anni. Quell’uomo, dopo tanti dischi con una band vuole fare da solo, ma così come i suoi demoni non lo abbandonano mai, così nemmeno in studio può rinchiudersi a riccio, lascia entrare spiragli di luce, bagliori am...