Nick Cave And The Bad Seeds – Idiot Prayer [Nick Cave Alone At Alexandra Palace] (2020)
di Tommaso Iannini Una preghiera si recita nel silenzio, nel raccoglimento, nella concentrazione. Nella solitudine. Quella dell’uomo al pianoforte – che un campo lungo, lunghissimo inquadra da lontano in copertina – è una performance-preghiera. Nick Cave, non ci sono i Bad Seeds, è solo con il suo pianoforte. Intorno, c’è il vuoto dell’Alexandra Palace. È una cornice emblematica, che è si visiva, sonora – non c’è traccia, banalmente, degli applausi che sentiremmo in un normale live – ma anche emotiva. La performance dal vivo alla West Hall del famoso palazzo vittoriano, in assenza di pubblico, pensata per la diffusione in streaming, è a modo suo un simbolo del distanziamento sociale obbligato di questi mesi. Il paradosso è che l’assenza dei rumori consueti permette quasi un’intimità all’ascolto – con il cantante, con la sua voce e con le note di artigianale perfezione dell’ormai celebre pianoforte Fazioli – inedita per un live album. Esperienza da cuffia o da visione in solitaria, però...