Pere Ubu - The Modern Dance (1978)

 

L'intento dei dischi di Novembre non è semplicemente quello di raccontarvi dei dischi "strani", ma di raccontarvi dei dischi strani che musicalmente hanno avuto un impatto dirompente nella storia della musica, almeno dal punto di vista qualitativo. Per questo motivo non saranno dei nostri i "leggendari" Hatebeak, band death metal statunitense che ha in formazione un pappagallo, Waldo, per le parti vocali e che si prefigge di suonare qualcosa che assomigli "ad un martello penumatico in un compattatore"; ma ci sono questi di oggi, una delle più grandi band del rock alternativo degli ultimi 50 anni.

Tutto incomincia a Cleveland nel 1975, che probabilmente non era il posto migliore che si potesse immaginare sulla Terra: in una realtà "inquinata e innaturale" (che in verità segnerà molto la creatività dei nostri) due ragazzi che vorrebbero fare i giornalisti, David Thomas e Peter Laughner, avevano già una band, i Rocket From The Tombs, formazione in cui militarono molti che poi formeranno band underground nella cittadina dell'Ohio. Ai due si aggiungono Tom Herman, Scott Krauss, Allen Ravestine e Tim Wright. Devono a questo punto scegliersi un nome, e mica ne trovano uno "banale": scelgono Pere Ubu, Padre Ubu, il protagonista di una piece teatrale, Ubu roi, scritta nel 1896 da Alfred Jarry, manifesto del surrealismo e testo base della patafisica, cioè la scienza delle soluzioni immaginarie, creazione dello stesso Jarry. Nasce qui un gruppo che farà la storia.

L'esordio è un 45 giri che già sconcerta: 30 Seconds Over Tokyo / Heart Of Darkness, pubblicata per una piccola etichetta, la Hearthan. Il primo concerto è il 31 Dicembre 1975 al Viking Saloon di Cleveland, di fronte ad uno sparuto gruppo di "ubriaconi e balordi". Decidono di trasferirsi a New York, dove accompagnano, siamo nel 1976, le date dei Suicide nei club, tra cui quella mitica al Max's Kansas City; firmano per una etichetta indipendente, la Ram Records, con cui pubblicano Final Solution, altro 45 giri. Peter Laughner si chiama fuori, farà in tempo a formare i seminali Frictions e poi i Peter And The Wolves prima di morire nel 1977 a soli 24 anni per una pancreatite acuta dovuta ad una vita di bagordi. Viene sostituito da un chitarrista geniale, Tom Maimone. Tutto è pronto per il debutto, che è un disco storico e indimenticabile.

The Modern Dance esce nel 1978: in copertina ha una grafica maoista per il motivo che David Thomas spiega così: "Si diceva che Cleveland avesse la più alta popolazione di maoisti al di fuori della Cina, probabilmente una leggenda metropolitana, ma di questo si parlava… Quando la Cina testò le sue bombe atomiche, le ricadute viaggiarono nell'alta atmosfera per poi ricadere… su Cleveland". All'interno una serie di canzoni leggendarie, tutte giocate su tensioni di ritmi, cambi di genere, rumori, sperimentazione, testi allegorici e la voce straordinaria di David Thomas, che vista la sua imponenza fisica, si definiva "un elefante con la voce di un cardellino". Il tutto per descrivere un mondo, e gli uomini, schiacciati dal capitale, dalla tecnica, dalla cupidigia, la colonna sonora di un mondo in frantumi. 

Parte del mito del disco si deve ad una casualità: durante le sessioni di registrazione, il sintetizzatore EML di Ravenstine a volte funzionava male, dando così l'impressione che ci fosse un errore tecnico o un rumore accidentale. I dirigenti della casa discografica erano sicuri fosse un difetto, ed erano sul punto di cancellare le registrazioni, ma la band assicurò loro che corrispondevano esattamente al suono che volevano per l'album. Ed è proprio un fischio del sintetizzatore, secondi che precedono l'ingresso prima del basso, poi della chitarra di Maimone, con un super riff che apre la mitica Nonalignment Pact, il garage rock più divertente di sempre, dove Thomas canta istericamente "Voglio fare un patto con te, ragazza/ Farlo firmare dai capi di stato/ Voglio fare un patto con te, ragazza/ Farlo riconoscere in tutto il mondo/ Faresti meglio a firmare il mio/ Patto di non allineamento". The Modern Dance e Laughing si mescolano in inquietanti paesaggi sonori no wave prima di esplodere in un'estasi nervosa da ballo, secondi gli autori, "da crisi epilettica". Sassofoni e chitarre comicamente acute si insinuano attorno alla voce multitraccia di David Thomas, trasformando testi che sembrano il diario di un senzatetto torturato in profonde dichiarazioni su fede e caos: "Se arriva il diavolo / Gli spareremo con una pistola". Nella title track, il coretto è omaggio patafisico a Jarry: durante la prima di Ubu Roi, si rivolse al pubblico sconvolto con un agghiacciante "Merdre", crasi di "mère” e “merde". La meravigliosamente strana Chinese Radiation mantiene fede al suo nome e annuncia la seconda metà del disco come la parte estremamente sperimentale (perché a quanto pare la prima metà non era abbastanza strana). Life Stinks, scritta da Laughner, ha la voce furiosa di Thomas e lancinanti stridi di suono, Real World e Over My Head anticipano la storica Sentimental Journey, letteralmente sei minuti di lamenti e vetri rotti, che è l'apice dello sperimentalismo. Humor Me, che conclude The Modern Dance, riporta i Pere Ubu ad una ipotesi che credo si sia fatto chiunque sia arrivato a leggere fino a questo punto: sono la band più strana e attraente del rock americano di quei tempi. Quello che inizia come uno scherzo reggae (con tanto di accento giamaicano "È solo uno scherzo, amico") si trasforma improvvisamente in un canto funebre psichedelico alla Pixies con David Thomas che geme sinceramente "So humor me!" su un assolo di chitarra culminante, concludendo il loro disco con una jam fintamente reggae/inno indie rock.

Il disco è anche politico, con riferimenti alle condizioni dei lavoratori, allo straniamento della società di massa, alla pervicacia intrusiva dei mezzi di comunicazione. Un disco leggenda, che come al solito ebbe pochissimo successo all'epoca, ma venne subito notato e incantò tutta la critica (che lo pone tra i massimi capolavori del punk e non solo, in tutte le classifiche dei dischi più importanti di tutti i tempi). David Thomas dirà: "Se sei una di quelle persone che pensa che The Modern Dance sia il non plus ultra dei Pere Ubu, allora potresti dire [imitando la voce di una persona fastidiosa] "Oh, beh, è ​​perché è stato creato prima che David trasformasse tutto in un concetto". Dei pazzi assoluti.

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