Black Sabbath - Master Of Reality (1971)

 Quando Frank Anthony Iommi, per tutti Tony, già provetto chitarrista, a 20 anni fu scelto come chitarrista dei Jethro Tull, doveva solo completare pochi turni nella fabbrica di Birmingham dove era un metalmeccanico addetto alle presse: malauguratamente un incidente gli amputò le falangi superiori del medio e dell'anulare della mano destra. Provò quindi a imparare a suonare da destro ma non ci riuscì e cadde in un periodo di profonda depressione, decidendo di abbandonare la chitarra; un giorno, però, ascoltò la musica di Django Reinhardt, celebre chitarrista belga di origini sinte che continuò a suonare pur essendo rimasto menomato ad una mano a causa di un incidente e considerato uno dei più grandi maestri della tecnica chitarrista.

Al liceo incontro un tipo dal carattere "alternativo", Ozzy Osbourne, e rimasero in contatto anche quando lavorava in fabbrica. A fine anni '60 assieme al batterista e suo compagno di scuola Bill Ward, risponde ad un annuncio che Osbourne mise in un negozio di dischi: Osbourne portò con sé il chitarrista Geezer Butler (che suonerà, d'ora in poi, il basso), entrambi venivano da una band di breve vita chiamata Rare Breed. Una volta uniti, formarono un sestetto (con il secondo chitarrista Jimmy Phillips e il sassofonista Alan "Aker" Clarke), chiamato Polka Tulk Blues Band. Gli ultimi due se ne vanno, cambiano il nome in Earth, ma scoprendo che esiste già una band che si chiama così, scelgono il sinistro nome Black Sabbath. E il resto è storia.

Oltre la presenza pazza e unica di Ozzy, è proprio la chitarra di Iommi che caratterizzerà il suono del gruppo: Tony nel ricominciare a suonare ebbe la geniale idea di realizzare piccole protesi digitali fondendo e sagomando alcuni tappi di flaconi di detersivo liquido Fairy. Per poter suonare meglio con le protesi, che gli rendevano difficili i bending perchè non riusciva a piegarle bene ma che gli garantivano slide più efficaci, scelse di accordare la sua chitarra un semitono sotto perché le corde fossero meno tese: a questa scelta, inizialmente compiuta per necessità, si deve il tipico suono cupo di Iommi. La pratica di accordare le chitarre e i bassi con accordature più basse di quelle standard diverrà poi una pratica comune in ambito hard rock e heavy metal. E più che in Black Sabbath e Paranoid, i primi due indimenticabili dischi della band, è con Master Of Reality (1971) che questa caratteristica si sente al meglio.

Tony Iommi suonò per tutto il disco la sua chitarra tre semitoni più in basso, in Do diesis, e così fece Butler con il basso, producendo un suono più oscuro, profondo e fangoso di qualsiasi cosa avessero registrato fino ad allora. Ma non solo: Master of Reality ha essenzialmente creato da solo diversi sottogeneri metal, ponendo le basi sonore per il doom, lo stoner e lo sludge metal, il tutto in poco più di mezz'ora. Il classico brano d'apertura Sweet Leaf si classifica sicuramente come una canzone stoner metal fondamentale, rendendo i suoi riferimenti alla droga molto più espliciti (e adoranti, come dimenticare i colpi di tosse dell'intro?) rispetto a Fairies Wear Boots dell'album precedente. L'altro brano simbolo dell'album, Children Of The Grave, è caratterizzato da un ritmo incalzante, il testo anti militare verrà oscurato dalla fama "demoniaca" che la band iniziava a crearsi e fu un brano fonte di innumerevoli ispirazioni per le band future. Tuttavia gran parte di Master of Reality mostra un senso morale più marcato da parte della band, in parte nel tentativo di contrastare la crescente percezione che fossero satanisti, con risultati a volte stranianti. After Forever filosofeggia sulla morte e sull'aldilà in modo apertamente religioso sebbene Lord Of This World sia cantata dal punto di vista di Satana. Into the Void è un'altra delle canzoni quintessenziali dei Black Sabbathy e per la prima volta Iommi sperimenta con continuità la chitarra acustica, nei due brani strumentali Orchid ed Embryo ma soprattutto in Solitude, dove compaiono persino dei flauti e un pianoforte. Tra accuse di satanismo, una estetica che virerà sempre all'oscuro e alla pazzia, con vette insuperabili, il disco diventerà una miniera per tutte le band heavy metal future: basta solo dire che non poche band, oltre 25 anni dopo durante l'ondata del nu-metal scandinavo, utilizzeranno l'accordatura Iommi per ricreare un suono più cupo e pesante.

La copertina, per quanto spartana rispetto anche alle loro precedenti e future, divenne iconica anche spinta dalle vendite fortissime del disco: la prima edizione in vinile, oggi ricercatissima, aveva la copertina apribile contenente un poster della band, e le parole Master of Reality scritte in nero con contorno viola anziché in grigio. Il disco entrò nella top ten sia nel Regno Unito (numero 5) che negli Stati Uniti (numero 8) certificandosi disco d'oro in base alle sole pre-ordinazioni. Vendette circa due milioni di copie nei soli Stati Uniti, e altri milioni in tutto il mondo, nonostante all'inizio l'accoglienza critica fu tiepida. Ma con il passare del tempo è considerato uno dei dischi metal più seminali di sempre.

Vorrei ricordare che Iommi chiese in tutti i modi ai dottori di riattaccargli le dita tranciate dalla pressa: passò oltre un mese in ospedale ma tutti i tentativi furono vani. Considerando che Iommi è unanimemente tra i più grandi chitarristi metal, alla fine non gli andò proprio malissimo.

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