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Lo Human Be In, il primo Festival Rock

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di Gianni Lucini Il 14 gennaio 1967, al Golden Gate Park in San Francisco, si svolge lo “Human Be In”, un evento che poi verrà considerato il primo vero Festival Rock della storia. Psichedelia e acidi Tra i promotori c’è anche Timothy Leary, fondatore della rivista di contro-cultura “San Francisco Oracle”. Lo Human Be In mescola musica, poesia e psichedelia. Migliaia di giovani ascoltarono poeti come Allen Ginsberg declamare le loro opere dal palco assumendo gli acidi lanciati dal palco da Augustus Owsley Stanley III, un chimico di San Francisco considerato tra i veri artefici della psichedelia statunitense. Tra poesia e musica Oltre alla poesia c’è la musica. In quella giornata suonano i Jefferson Airplane, i Grateful Dead di Jerry Garcia e i Qucksilver Messenger Service. Inizia così quello che verrà ritenuto un anno magico e ricchissimo dal punto di vista musicale. Fonte originale dell'articolo

Tom Wilson: Futuristic Sounds

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Storia di un produttore che ha fatto la storia del jazz e del rock e poi è stato inghiottito dall'oblio   a cura di Riccardo Bertoncelli  Un giorno del 1955 un giovane ragazzo nero affamato di musica si fece prestare 900 dollari da parenti e amici e decise che avrebbe fatto il discografico. Sentiva il vento nuovo del jazz e fondò un’etichetta con il trasparente nome di Transition, dando spazio a forme nuove e inascoltati profeti. Fu un’illusione, durò poco, ma pubblicò belle opere e fra le altre cose ebbe il merito di intercettare due giganti che ancora non avevano trovato accoglienza: Cecil Taylor (il capolavoro «Jazz Advance») e Sun Ra («Jazz By Sun Ra», poi ristampato dalla Delmark come «Sun Song»). Cominciò così una vicenda straordinaria che si sarebbe sviluppata ai massimi livelli per quindici anni e poi, in décalage, fino alla morte nel 1978; una vicenda che periodicamente riaffiora nei flutti della storia jazz e rock ma che per misteriose ragioni non è mai stata ra...

Il talento di Sonny Clark

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 di Gianni Lucini Il 13 gennaio 1963 un infarto chiude a soli trentadue anni la vita e la carriera di Conrad Yeatis Clark, in arte Sonny Clark, uno dei migliori talenti pianistici del jazz di quel periodo. La passione per i tasti bianchi e neri Nato a Herminie, in Pennsylvania, il 21 luglio 1931 inizia a studiare pianoforte a quattro anni. All’impegno sui tasti bianchi e neri si affiancano poi alcuni corsi di contrabbasso e vibrafono per “curiosità culturale”. Nel 1940 si trasferisce con la famiglia a Pittsburgh e nel 1947 inizia a esibirsi in pubblico come pianista. Alla morte della madre si trasferisce a Los Angeles, in California, ospite di una zia. Qui comincia a farsi conoscere lavorando con Wardell Gray, Teddy Edwards, Jack Sheldon e Harold Land. Si trasferisce poi a San Francisco, dove entra a far parte di un gruppo guidato da Oscar Pettiford. Tra il 1953 e il 1956, per due anni e mezzo entra far parte del quartetto del clarinettista Buddy De Franco sostituendo Kenny Drew. P...

Folk Show: Episode 39

King Crimson - In The Court Of The Crimson King (1969)

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13 Gennaio 1969. In uno dei sotterranei del Fulham Palace Cafè, sta suonando una band. Ma non è una band qualsiasi, perché di lì a pochi mesi la loro musica esploderà come una supernova, divenendo di fatto in pochi mesi una delle formazioni principe del rock inglese. In quel sotterraneo suonavano Robert Fripp (chitarra), Greg Lake (basso e voce), Mike Giles (batteria) Ian McDonald (tastiere e fiati) a cui si deve aggiungere un paroliere, Peter Sinfield. Qualche tempo prima Fripp e Giles suonavano già insieme, con il fratello di Mike, Pete, nel trio Giles Giles & Fripp. McDonald subentra di lì a poco, portando la fidanzata Judy Dyble, ex Fairport Convention, come vocalist (ma si lasciarono dopo pochi mesi) ma soprattutto l'artista Peter Sinfield, col quale già scriveva canzoni. Quella sera del 13 gennaio la band ha già preso un nuovo nome: King Crimson, inventato da Sinfield come nuova versione di Belzebù, il principe dei demoni. Secondo molti era un omaggio a Federico II di...

Porcupine Tree

Pare dovere parecchio al caso, la nascita dei Porcupine Tree, formazione inglese letteralmente inventata da Steven Wilson nel 1987. Un marchio dietro al quale, inizialmente, altro non vi era se non un gioco quasi privato, tra Wilson e l'amico Malcom Stocks, che inventano una storia ed una discografia fittizia per una band che di fatto non c'è. Discografia e Wikipedia

Un caleidoscopio di emozioni e sonorità - Pennellate di vita popolare nella voce di Milton Nascimento

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Intanto, la voce. Quella voce. Una delle voci più inconfondibili di tutto il panorama internazionale, non importa il genere. «Se Dio avesse una voce, sarebbe quella di Milton», ha detto Elis Regina, la più grande interprete brasiliana, sua amica e musa. Una voce altissima, come quella di un angelo che si affaccia sul mondo, e lo canta dalle alte sfere. Una voce purissima, eterea e melodiosa, estensione mirabile, con un falsetto che sale fino in cielo. Ma tutt’altro che sottile, o fragile: è una voce che ha corpo, e timbro, che può gonfiarsi fino a diventare potente, concreta come un fiume in piena. La voce di Milton è un dono celeste, e si intona perfettamente alla sua natura, così spirituale e allo stesso tempo così terrena: è così la sua Regione, che celebra in questi due dischi, i due lati di una sola medaglia. Il Minas Gerais è una Regione nel sud-est del Brasile senza sbocco sul mare, quindi senza quella frivolezza gioiosa che caratterizza la musica della costa poco lontana, da Sa...

Wendell Culley, trombettista da grande orchestra

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di Gianni Lucini  L’8 gennaio 1906 a Worcester, in Massachusetts nasce Wendell Phillips Culley, uno dei trombettisti più utili e disponibili nella sezione delle grandi orchestre. Lo swing come missione Wendell Culley vive la propria esperienza quasi totalmente nei gruppi orchestrali dell’epoca dello swing. Al termine del periodo d’oro di quel genere negli anni successivi continua a mettersi al servizio di orchestre impegnate a dar seguito alla tradizione delle big bands. Trasferitosi a New York nel 1930 entra a far parte degli organici delle big band di Bill Brown e di Horace Henderson e successivamente in quello di Cab Calloway. L’importanza di Calloway È proprio Cab Calloway che più degli altri due offre le migliori possibilità di mostrare il suo valore. Dalla formazione di Calloway si trasferisce poi nell’orchestra di Noble Sissle dove rimane per undici anni prima di passare con l’ensemble di Lionel Hampton e poi con quello di Count Basie. Nel 1959 Wendell si trasferisce sulla c...

Malo - Malo (1972)

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Quando nel 2000 la Latin Academy of Recording Arts & Sciences decise di istituire i Latin Grammy, con gli stessi meccanismi di assegnazione dei Grammy Awards, molti gridarono all’esagerazione. Ma a conti fatti, nel ventennale dell’istituzione del premi, la musica latina (cioè registrata o in spagnolo o in portoghese o altre lingue di paesi ispanofoli e lusinofoli) rappresentano il maggior numero di registrazioni dell’Intero pianeta, più di quelle in lingua inglese. La storia di oggi è quella di una band sconosciuta da noi ma che in due periodi, dal 1971 al 1974 e, dopo una pausa di 7 anni, dal 1981 fino ad oggi, ha rappresentato uno degli esempi musicalmente più interessanti e coinvolgenti del rock latino. Sebbene abbiano cambiato in tutti questi anni una quarantina di componenti, i Malo (prendendo in considerazione quelli del primo periodo) sono l’ennesimo gioiello del fervore artistico e musicale della San Francisco a cavallo dei due decenni ‘60 e ‘70. I Malo nascono dal desid...

The Randy Newman songbook

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Uno dei più intelligenti e originali autori del nostro tempo ripercorre la sua carriera con una emozionante trilogia di lavori per voce e pianoforte a cura di Riccardo Bertoncelli  Randy Newman è un distinto signore carico di gloria di cui è perfettamente inutile conoscere l’età. Certo, le cronache ci dicono che è nato a Los Angeles nel 1943, che lì ha studiato all’università negli anni Cinquanta, che è stato fecondo compositore e arrangiatore nei Sessanta prima di diventare interprete, passando con naturalezza dalla teenage music alla canzone d’autore. Ma chiunque conosca il tipo sa che questi sono dettagli ininfluenti. Newman in realtà ha sempre immerso la sua musica in una capsula temporale che potremo situare nei dintorni della sua nascita e anche prima, anni Trenta e Quaranta, quando a Hollywood e a Broadway operavano tre suoi zii, Alfred, Lionel ed Emil Newman, che hanno legato il proprio nome a decine di film anche importanti: Il prigioniero di Zenda, Cime tempestose, Gli uo...

E T I C H E T T E

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