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Dieci capolavori di musica jazz

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MY FAVORITE THINGS Scritto e composto per il musical “Tutti insieme appassionatamente” (messo in scena nel 1959), la versione jazz ha avuto fortuna grazie a John Coltrane che l’ha modificata, accorciandola e dividendola in due sezioni. La bellezza del brano sta nella libertà espressiva di Coltrane che durante i live riusciva ad allungarla fino a un’ora (come nel live in Giappone). Un pezzo suonato da moltissimi musicisti dopo Coltrane: “Molti pensano che sia una mia composizione”, disse il sassofonista americano: “vorrei tanto averla scritta io.” SOMEDAY MY PRINCE WILL COME Anche questo brano nasce dal mondo dello spettacolo, in particolare da un famosissimo cartone animato: Biancaneve e i sette nani. È diventato, per la sua carica espressiva e dolcezza, uno dei brani più belli e famosi del jazz. Tra le versioni più delicate e sublimi c’è sicuramente quella del grande pianista Bill Evans (anche quel genio di Miles Davis ne ha eseguita una). TAKE FIVE Scritto da...

Louie Austen feat. Senor Coconut - Dreams Are My Reality

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William Tyler – Goes West (2019)

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di Emiliano D'Aniello Lo chiamavano primitivismo, in questo caso parliamo di una rivisitazione e di uno studio nell’uso della chitarra che ha un valore storico e cerebrale che merita di essere considerato per il suo spessore anche intellettuale, oltre che puramente artistico e per la bellezza delle canzoni contenute in quest’album. William Tyler è un nome forse poco popolare, ma non è un novellino. Al contrario. Multistrumentista, ma principalmente chitarrista, ha suonato con i Lambchop e i Silver Jews prima di dedicarsi a una carriera solista in cui peraltro non mancano collaborazioni, tra cui è impossibile non menzionare la partnership con Bonnie “Prince” Billy, che è probabilmente uno degli autori più riconosciuti nel panorama folk americano degli ultimi vent’anni (ma va detto che Tyler è musicista poliedrico, non a caso è attualmente in tour con Ty Segall). Ma, nel caso specifico, pur collegandosi alla premessa di questa breve recensione e a quello che abbiamo definito...

U2 - Rattle And Hum (1988)

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Autore dello scatto in copertina dell'album "Rattle And Hum", realizzato dalla rock band irlandese U2, fu il fotografo e maestro del bianco e nero Anton Corbijn. L'ispirazione per la foto giunse durante un momento ben preciso in una delle performance dal vivo della band e di seguito ricreata in studio dall'artista. L'immagina raffigura il leader della band Bono mentre punta il fascio di luce di un faro sul chitarrista The Edge durante l'assolo finale della canzone "Bullet The Blue Sky". L'artwork fu realizzata dal gruppo di progettazione DZN, composta dai designer Norm Ung, Tracy Weston e Riea Pendleton-Owens, i quali furono scelti dalla Paramount Pictures per gestire sia la progettazione del film che dell'album.

Kraftwerk

Gruppo dell'avanguardia elettronica tedesca fondato a Dusseldorf alla fine dei '60 da Ralf Hutter e Florian Schneider. Entrambi studenti del conservatorio locale e allievi di Stockhausen, nel 1969 danno vita in Gran Bretagna agli Organisation per Tonefloat. Fondano quindi i Kling Klang Studios. Discografia e Wikipedia

Led Zeppelin - How The West Was Won (2003)

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Emozionalmente assistere di persona ad un concerto ha una dimensione emozionale inarrivabile, ma ci sono delle variabili (acustica, posto, tempo meteo, le proprie condizioni psicofisiche) che il live registrato sopperisce. Ma soprattutto sono lo scrigno per “assistere” ad un momento irripetibile, che è una delle poche conseguenze interessanti della riproduzione meccanica delle opere d’arte. Quella di oggi ferma due date del tour americano dei Led Zeppelin nel 1972, che tennero due concerti il 25 giugno al Los Angeles Forum e il 27 alla Long Beach Arena. Dei quattro dei dell’hard rock, è uno dei periodi più alti. Robert Plant (vocalist), Jimmy Page (chitarra), John Paul Jones (tastiere e basso) e John Bonham (batteria) stavano portando in tour le canzoni di quel magnetico capolavoro che fu Led Zeppelin IV, il ruins album (dalle macerie fotografate in copertina) che in verità non aveva in copertina nè un titolo nè il nome della band, tanto era la loro fama all’epoca (e tanto il loro ...

I brani più belli di Tom Waits scelti da Tom Waits

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Quando ci si trova davanti un genio non si sa bene da dove cominciare. Le volte in cui davanti si trova un gigante della musica proviamo l’imbarazzo della scelta. Prendi ad esempio Tom Waits. Un musicista (anche attore, vedi Daunbailò) che ha pubblicato 25 album. Mettiamo che vogliamo consigliare alcune tracce a chi ancora non lo conosce. Oppure facciamo che siamo noi quelli che non lo conoscono bene e vogliono avvicinarsi. In punta di piedi. Per capirci non da questa playlist completa dove ci sono tutte le canzoni di Tom Waits. E che dura 24 ore. Da dove cominciare allora? Chi meglio di Tom Waits in persona può guidarci? In una playlist realizzata per Spotify, Tom ha raccolto 76 canzoni dal suo sterminato repertorio. Non sono né in ordine alfabetico, né in quello cronologico. È un elenco dettato unicamente dal sentimento. Se l’ascolti tutto di seguito dura circa 4 ore e mezza. Noi la troviamo un’idea bellissima e speriamo che qualche altro musicista si presti a questo “gi...

The Köln Concert, il leggendario live improvvisato di Keith Jarrett

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Ci sono concerti in grado di cambiare il corso della storia musicale. Come ad esempio il live di Woodstock. Anche nel mondo del jazz è successo qualcosa di simile. Oltre alle esibizioni straordinarie di Charlie Parker, Miles Davis o John Coltrane ce n’è stato uno che non si fa fatica a definire epico. Keith Jarrett all’Opera Haus di Colonia nel gennaio 1975. Passato alla storia come: The Köln Concert. È considerato il più famoso album di jazz solo della storia. Definito da qualcuno “l’unico bestseller jazz a non essere un disco jazz”. L’abbiamo amato anche grazie al cinema, nel film Caro Diario di Nanni Moretti. Nel toccante omaggio del regista a Pier Paolo Pasolini. The Köln Concert Keith prima di arrivare a Colonia era in tour da un paio di anni. Era tornato al piano—dopo una breve esperienza all’organo elettrico con Miles Davis. Keith voleva ritornare a quel suono che lo aveva incantato da bambino (per chi non lo sapesse, cominciò a suonare dall’età di tre anni). Lo fa ...

Area - Are(A)zione (1975)

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Gli Area, International POPular Group, sin dagli esordi hanno avuto come intento quello di creare una musica totale, con radici mediterranee, free jazz, rock, avanguardia, elaborata in un contesto di continua evoluzione e con una forte impronta politica. Dico subito che sono stati un esempio unico nel panorama del rock mondiale, apprezzati anche all’estero dove ancora oggi hanno una appassionata schiera di fan. Nascono a Milano intorno al 1972, dall'incontro di musicisti di varie esperienze. Demetrio Stratos, studente greco di architettura trasferitosi a Milano e che già cantava con I Ribelli, il tastierista Patrizio Fariselli, diplomato al conservatorio e amante di Miles Davis e di John Coltrane, Giulio Capiozzo, batterista di gavetta, che suonò per anni in balere e hotel, anche a Il Cairo, dove studia percussioni, per poi diventare sessionmen per la Numero Uno di Mogol e Battisti. I tre aggiungono un chitarrista, Johnny Lambizzi, che però subito lascia, sostituito da Paolo Tof...

Puberty 2 - Mitski

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di Claudio Todesco Puberty 2 - Mitski «Tua madre non approverebbe il modo in cui la mia mi ha cresciuta», canta spiegando al fidanzato la propria irriducibile diversità. Mitski Miyawaki è mezza americana e mezza giapponese. A causa del lavoro del padre ha vissuto in una dozzina di Paesi tra cui Giappone, Malesia, Repubblica Democratica del Congo, Cina, Turchia. Non stupisce che metta il tema dell’identità al centro del suo secondo album – il quarto, contando i due assemblati come progetti di fine anno quando studiava composizione al Purchase, New York. Quando suona è ombrosa e umorale, spigolosa e inquieta. A volte fa gracchiare le chitarre alla maniera dei rocker anni ’90, a volte crea trame chitarristiche tipo St. Vincent, e qualche altra volta suona come una punkettara amante del fai-da-te che adora le vecchie melodie pop. Canta l’impossibilità d’essere felice e l’inevitabilità di provarci. Nel disco, immagina la felicità come un ragazzo che ti entra in casa con i biscottini ...

E T I C H E T T E

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