11 maggio 2015

John Mayall - Blues Breakers With Eric Clapton (1966)

Nella storia di Eric Clapton è solo un passaggio, una fase di transizione, un momento. Ma, molti dicono, è il suo momento migliore. Fino all'anno prima è stato chitarrista degli Yardbirds, ma lui vuole di piú. Incontra John Mayall, un vecchio (ha 32 anni, 12 piú di lui) appassionato di blues, Robert Johnson, Freddie King, Otis Rush, Buddy Guy. Figlio di un musicista jazz, Mayall è cresciuto con il mito della musica dei neri americani. Non solo: ha una band, i Blues Breakers, e una ricca collezione di dischi. La leggenda vuole che Clapton si trasferisca a casa sua, gli saccheggi la collezione e ne esca trasformato. Per la seconda metà del 1965, i Blues Breakers fanno furore a Londra, soprattutto grazie al nuovo chitarrista, velocissimo — anche se già lo chiamano Slowhand, «Manolenta» — e dal timbro caldo. Modernissimo. Mayall canta e suona l'armonica, ma è lui, è Eric, è Manolenta, a conquistare la gente. Alla stazione della metropolitana di Islington qualcuno scrive sul muro «Clapton is God», qualcun altro fotografa la scritta, si comincia ad alimentare il mito. Il mito dice anche che i Blues Breakers con Eric Clapton abbiano registrato il loro unico album in un solo giorno, nell'aprile del 1966: il senso è che si sta cercando di replicare su disco l'atmosfera delle loro esibizioni live. I pezzi sono quasi tutti blues americani, ai quali si aggiungono tre composizioni di Mayall e una di Mayall-Clapton. Non c'è stata una grande scelta, è quello che suonano quasi ogni sera dal vivo. Eric canta per la prima volta, su insistenza di Mayall, e interpreta Ramblin' On My Mind, un classico di Robert Johnson. Suona una Gibson Les Paul collegata a un amplificatore Marshall, un' accoppiata che cambierà per sempre il suono della chitarra elettrica. La tiene insolitamente alta, amplificata al massimo. L'album ha subito successo e appare chiaro a molti che rimarrà nella storia. Documenta quel revival del blues che indirizzerà la storia del rock in Europa e, con uno strano effetto feedback, nella stessa America, dove molti ragazzi riscopriranno cosí le proprie radici. Creerà il primo mito della chitarra, presto imitato e soppiantato da quello nuovo, guarda caso americano, guarda caso nero, guarda caso passato da Londra per arrivare alla fama: Jimi Hendrix. Per Clapton sarà so10 un momento di passaggio, probabilmente il suo migliore. (Mia valutazione: Ottimo)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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