Neutral Milk Hotel - In The Aeroplane Over The Sea (1998)

Tra le storie che ho raccolto sul tema dei dischi ispirati a libri, questa è sicuramente la più particolare, anche per il titolo che ispirò un geniale musicista della Louisiana a cimentarsi in una cosa del genere. Siamo a fine anni ‘80, il grunge è pronto ad esplodere e esaurirà la sua potenza in pochi anni con la tragica uscita di scena di Kurt Cobain. A Ruston, una cittadina di 22 mila abitanti, un gruppo di ragazzi fonda una comune artistica con annessa etichetta discografica, la Elephant 6 seguendo tutt’altra linea ideale: sono Robert Schneider, Will Cullen Hart, Bill Doss e Jeff Mangum. Condividono l'attenzione per le registrazioni “casalinghe”, soprattutto le registrazioni su cassette, che portarono pochi anni prima alla nascita del lo-fi, la musica colta, la psichedelia degli anni ‘60. Provano a suonare insieme, il punk (come Maggot), il pop (come Cranberry Lifecycle e Synthetic Flying Machine) e decidono di spostarsi a Athens, in Georgia, città famosa nel rock per essere la città natale degli R.E.M. Il gruppo si divide: Hart e Doss continuano come Olivia Tremor Control, Schneider va a Denver, Mangum parte per una sorta di tour spirituale degli Stati Uniti con la chitarra e un registratore a 4 piste. Ripesca alcune canzone scritte verso la fine degli anni ‘80, quando era ancora alle superiori, che aveva intitolato Milk, e le sviluppa nel suo nuovo progetto, Neutral Milk Hotel, nome su cui ha sempre glissato dal dare spiegazioni. Si inizia con Everything Is, singolo del 1993, poi Mangum suona il basso per la band che Schneider fondò a Denver, Apples in Stereo. A questo punto succede una cosa particolare: gli Apples in Stereo volevano firmare con la SpinART Records e incontrarono il loro rappresentante legale, Brian McPherson, a Los Angeles: Mangum quel giorno indossava una maglietta della Shrimper Records, una giovanissima casa discografica che si stava specializzando sul nuovo cantautorato americano. McPherson venne a conoscenza che aveva scritto Everything Is, una canzone che aveva molto apprezzato, e finì per chiedere rappresentanza sia agli Apples In Stereo sia di Neutral Milk Hotel. Alcune copie di Everything Is e un'altra canzone Ruby-Bulbs vengono spedite ai fondatori della Merge Records Laura Ballance e Mac McCaughan, che subito proposero a Mangum un disco. On Avery Island esce nel Marzo del 1996, prodotto a Denver con Schneider che aveva costruito un piccolo studio di registrazione, i Pet Sound Studios. Caratterizzato dal suono grezzo e lo-fi, dai suoi testi immaginifici, criptici e sognanti, il disco viene ben accolto dalle riviste specializzate ma vende pochissimo, qualche migliaio di copie. Il contratto con la Merge prevede un secondo disco, e Mangum inizia a leggere moltissimo per trovare ispirazione. Si imbatte, per caso, ne Il Diario Di Anna Frank, e ne rimane scioccato: piange per tre giorni consecutivi, in preda a incubi su cosa la giovane ragazza avesse passato. Ne viene fuori la volontà di scriverne, e nel marzo del 1998 viene pubblicato In The Aeroplane Over The Sea, un disco che partendo da quella storia parla del disagio delle paure, dell’impossibilità di scappare (argomento che si rivelerà di lì a poco molto personale per lui). Sempre con Schneider a Denver, inizia a scrivere e provare: insieme a lui ci sono Jeremy Barnes alla batteria, Scott Spillane ai fiati e al dirigere una sezione archi e Julian Koster che, per precisa decisione di Mangum, suona strumenti stranissimi. Infatti verranno utilizzati, anche in modo del tutto originale, la sega musicale (una normale sega trapezoidale da falegname in acciaio che si suona con l’archetto del contrabbasso), le cornamuse irlandesi, lo zanzithophone (che è uno strumento digitale della Casio dalla forma a sassofono, che usava la tecnologia del Midi sound). A ciò, Mangum aggiunge una creatività originale, mischiando rock al folk, a mini cavalcate hard rock, a elementi elettronici con l’uso del “white noise processing”, in tutto con un’aria triste si, ma felicemente anarcoide. Si inizia con The King of Carrot Flowers, Pt. One e The King of Carrot Flowers, Pts. Two & Three, che sono due canzoni divise in tre parti, senza soluzioni di continuità, che si sviluppano l’una nell’altra a ritmi circolari, un primo gioiellino. In The Aeroplane Over The Sea ci sono questi versi: Anna's ghost all around\Hear her voice as it's rolling and ringing through me\Soft and sweet\How the notes all bend and reach above the trees. Two Headed Boy, che sembra una storia di Freaks, ha due parti, la seconda come chiusura del disco; il disco è composto anche da due stupendi strumentali, il doloroso andare di The Fool, con gli archi arrangiati da Scott Spillane a cui fa contrasto la verve da giga irlandese di (untitled), con la cornamusa in primissimo piano. Holland, 1945 che ascoltandola si capisce bene quante band ha ispirato, sempre ispirata al Diaro di Anna Franck, dice: And here's where your mother sleeps\And here is the room where your brothers were born\Indentions in the sheets\Where their bodies once moved but don't move anymore\And it's so sad to see the world agree\That they'd rather see their faces filled with flies\All when I'd want to keep white roses in their eyes, ed è quasi straniante il contrasto tra il testo e la musica con echi di festa mariachi soprattutto nei fiati e nel ritmo baldanzoso e power pop. Communist Daughter è una delicata ballata, che riflette sulla sessualità umana e sui confini morali che la società ha posto, metaforizzando su fascismo e comunismo, e poi altri due gioielli: Oh Comely, dolorosissima, dal testo misterioso che probabilmente parla di un incesto, per poi arrivare a Ghost, tratta dalla sua fobia che la sua casa fosse abitata da un fantasma, che immagina essere quello di una ragazza, “she was born in a bottle-rocket in 1929\With wings that ringed around a socket right between her spine\All drenched in milk and holy water pouring from the sky\I know that she will live forever, she won't ever die” altro chiaro riferimento a Anna Frank. La copertina dell'album è stata realizzata da Mangum in collaborazione con Chris Bilheimer, già staff designer dei R.E.M. ed è ricavata da un ritaglio di una vecchia cartolina proveniente dall'Europa con l'immagine di alcune persone che fanno il bagno in un resort, il viso principale viene sostituito con quello di un tamburello. Per promuovere il disco, che inizia a vendere pochissimo come il precedente nonostante anche stavolta le critiche siano molto positive, la band va in Tour. Tra concerti strampalati, cover di brani jazz che non vengono mai bene, un caos regnante in ogni esibizione, girano parte gli Stati Uniti e anche l’Europa. Nonostante tutto, la fama del gruppo cresce con il passaparola, e vengono sempre più sottolineate le caratteristiche uniche della musica di Mangum. Il quale però reagisce in maniera del tutto inaspettata: stanco di scialbe interviste e di spiegare i suoi testi (parole sue) si ritira in isolamento. Leggenda vuole che faccia scorta di riso per il baco del millennio Y2K, ma contrariamente alle sue intenzioni il suo intento non fa altro che aumentare ancora di più il piccolo culto per lui e per la band, che si scioglie nel frattempo per l’impossibilità di rintracciare il suo leader. Mentre intanto il disco inizia a vendere, viene recensito nuovamente a distanza di anni e in pratica finisce in tutte le classifiche come uno dei dischi più geniali del decennio. È il seme da cui nasceranno gli Arcade Fire e tutti i loro fratellini, che non hanno mai nascosto ammirazione per l’album, e rimane uno dei culti più privati della storia della musica, come disse un altro fan di Mangum, Kevin Barnes, che entrò dopo poco negli Elephant 6: adoro il modo in cui è diventato un album di culto per antonomasia, ampiamente amato e anche ampiamente sconosciuto, perchè rende facile credere che ci sia qualcosa di speciale tra te e il disco, che sia solo tuo, non importa quante persone lo amino.

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