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Visualizzazione dei post da giugno, 2025

Killing Joke - Night Time (1985)

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Se c'è un luogo che esprime il rapporto tra la musica rock e Berlino è un edificio di Köthener Straße, la Meistersaal, eretto nel 1913 come sede della Società Edilizia della città, ristrutturato dopo gli ingenti danni subiti durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1964 due fratelli, Peter e Thomas Meisel, in alcune stanze di questo edificio costruiscono uno studio di registrazione musicale, gli Hans Ton Studios, conosciuti nel mondo della musica come Hansa By The Wall Studios perchè fisicamente erano situati al confine con il muro divisorio della città, vicino a Potsdamer Platz. Li Bowie con Eno, e poi decine di artisti, tra cui Cave (come visto la settimana scorsa), i Depeche Mode (che registrano missano qui Construction Time Again del 1983 e registreranno poi Some Great Reward, 1984, e Black Celebration del 1986), tanti gruppi new wave, post punk, i R.E.M. nel 2011 con Collapse Into Now registrano il loro ultimo disco in studio. C'è a tal proposito uno stupendo documentario, ...

Premiata Forneria Marconi

Passato il periodo dei bitt e cambiato il nome da Quelli a Krel, Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Flavio Premoli e Giorgio "Fico" Piazza, iniziano a sentire stretti i confini della canzone da tre minuti, influenzati in questo dal nascente progressive. Un genere in cui, unite le forze con il multistrumentista Mauro Pagani e con la nuova denominazione di Premiata Forneria Marconi. Discografia e Wikipedia

I Get Around - The Beach Boys (1964)

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 Non aspettatevi niente di particolarmente profondo, dal punto di vista testuale, dai Beach Boys. Quello che cantano è un mondo dorato e spensierato, fatto di spiagge e macchine, ragazze e adolescenza che nessuno vuole pensare possa svanire. I Get Around e però decisamente fresca e innovativa sotto l'aspetto musicale. Intanto, parte con il ritornello e si sviluppa con due sole strofe; poi ha un ottimo stop-start rhythm e un bel gioco di chitarre, con una molto astuta quasi-citazione di La Bamba che dura lo spazio di pochi secondi, ma aumenta il tasso di dipendenza. Anche se sembra strano, questo brano cambiò la vita di Alice Cooper, che svilupperà poi gusti molto diversi, ma che nel 1964 rimase folgorato dai Beach Boys: «La prima volta che ascolai 1 Get Around pensai che tutto quello che mi serviva nella vita era una macchina, una ragazza e una radio che trasmetteva i Beach Boys». Curiosamente, I Get Around è stata al centro di una disputa legale. Nel novembre del 1969 il padre dei...

Counting Crows - Butter Miracle, Suite One (2025)

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 di Federico Piccioni Dopo l’eccellente esordio folk-rock del 1993, i Counting Crows, con “Recovering The Satellites” e il sottovalutato “This Desert Life”, hanno progressivamente virato verso un rock più elettrico, mantenendo comunque inalterata quella vena poetica, melanconica e romantica che ha rappresentato da sempre la cifra stilistica di Adam Duritz, voce e anima della band californiana. Sebbene fresco, orecchiabile ed ottimamente prodotto, “Hard Candy” - uscito nel 2002 per la fedele Geffen, abbandonata solo in tempi recenti - ha rappresentato il disco del cambiamento per i Counting Crows, quello che ha sancito l’inizio della loro “mezza età” e di una produzione artistica più spigliata e scanzonata rispetto al passato. Da allora, anno dopo anno, i Crows si sono appiattiti, assumendo le sembianze di una esperta band revival di roots-rock, orfana dell’energia del Duritz degli anni Novanta e di un afflato poetico quasi del tutto assopito, sebbene spesso celato dietro l'abilità ...

John Mayall - Blues Breakers With Eric Clapton (1966)

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di Silvano Bottaro Nella storia di Eric Clapton è solo un passaggio, una fase di transizione, un momento. Ma, molti dicono, è il suo momento migliore. Fino all'anno prima è stato chitarrista degli Yardbirds, ma lui vuole di piú. Incontra John Mayall, un vecchio (ha 32 anni, 12 piú di lui) appassionato di blues, Robert Johnson, Freddie King, Otis Rush, Buddy Guy. Figlio di un musicista jazz, Mayall è cresciuto con il mito della musica dei neri americani. Non solo: ha una band, i Blues Breakers, e una ricca collezione di dischi. La leggenda vuole che Clapton si trasferisca a casa sua, gli saccheggi la collezione e ne esca trasformato. Per la seconda metà del 1965, i Blues Breakers fanno furore a Londra, soprattutto grazie al nuovo chitarrista, velocissimo — anche se già lo chiamano Slowhand, «Manolenta» — e dal timbro caldo. Modernissimo. Mayall canta e suona l'armonica, ma è lui, è Eric, è Manolenta, a conquistare la gente. Alla stazione della metropolitana di Islington qualcu...

Charlie Musselwhite - Look Out Highway (2025)

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 di Matteo Bossi Qualche anno fa, durante una lunga intervista apparsa sul n. 159 de Il Blues, per parlare del suo bellissimo “Mississippi Son” (Alligator), Charlie Musselwhite si era espresso così in merito a quello che sarebbe diventato il suo disco successivo: “E’ già tutto pronto, ma quello sarà il prossimo disco. C’è la band, ma suono anche io la chitarra in un pezzo, mentre in un altro c’è un mio amico rapper di Memphis, Al Kapone. È diventato famoso grazie anche ad alcuni pezzi suoi in un film, “Hustle & Flow”, tra cui “Whoop That Trick”. Mi aveva invitato a suonare l’armonica su un suo disco e allora per ricambiare è venuto a fare rap sul mio. Ma non voglio rivelare troppo!” Ed eccolo allora il nuovo album, intitolato Look Out Highway, edito stavolta dalla Forty Below di Eric Corne. Ascoltare Charlie è ogni volta un piacere rinnovato, come assaporare un bicchiere di un Barbaresco di una grande annata, significa ritrovare classicità, consistenza e territorialità. Per pro...

Pitura Freska

I Pitura Freska sono un gruppo che è riuscito nella miracolosa impresa di vendere più di cinquecentomila dischi cantando reggae in veneziano. La formazione muove i suoi primi passi nel capoluogo veneto intorno all'inizio degli anni '80, spinta dal binomio artistico composto dal cantante Gaetano Scardicchio (in arte Sir Oliver Skardy) e dal bassista Francesco Casucci (Ciuke). Discografia e Wikipedia

Take It Easy - Eagles (1972)

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 Winslow è una piacevole cittadina nella Nava County, in Arizona. Meno di diecimila abitanti, lambita dalla Route 66, offre locali dalle belle insegne e meat loaf da far girar la testa. Però, rimane lontana dalle rotte turistiche e dalle cartine del rock, a meno che tu non sia un appassionato degli Eagles o di Jackson Browne. Perché, in questo caso, sai perfettamente che Winslow è proprio quella «Winslow, Arizona» citata ampiamente in Take It Easy: «Well, I'm a standing on a corner / in Winslow, Arizona / and such a fine sight to see / It's a girl, my Lord, in a flatbed / Ford slovial down to take a look at me» («Sono seduto a un angolo di strada / a Winslow, Arizona / e il panorama è bel. lissimo / è una ragazza, Dio mio, in una Ford dai sedili reclinabili che rallenta per darmi un'occhiata»). Per celebrare il successo di questo brano, scritto da Jackson Browne e regalato all'amico Glenn Frey che lo trasformò nel primo singolo e prima hit degli Eagles, le autorità citt...

King Crimson - Red (1974)

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Di quella band che nel 1969 sconvolse il mondo della musica con In The Court Of The Crimson King è rimasto solo il genio di Robert Fripp, che in 5 anni cambia 7 formazioni diverse. E il disco di oggi nasce dopo l'ennesimo cambio di formazione. Concluso un tour americano di tre mesi nel 1974, Fripp, Bill Bruford (batteria) e John Kenneth Wetton (basso, voce e chitarra) decidono a maggioranza di allontanare il violinista David Cross. Rimangono un trio, e iniziano a pensare ad un nuovo disco. In Gran Bretagna Fripp ha un incontro che gli sconvolge la vita: legge gli scritti di John G. Bennett, allievo diretto di Gurdjieff. Bennett, che era un matematico, voleva nei suoi lavori integrare il proprio sapere scientifico con le conoscenze acquisite in materia di filosofie orientali e misticismo con la frequentazione del grande maestro greco-armeno. Fripp ne rimase folgorato, e nei decenni successivi organizzerà nei campi studio di Bennett corsi di chitarra divenuti leggendari: non prendere...

Otis Redding - Otis Blue (1965)

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di Silvano Bottaro Otis Redding è un predestinato: si racconta che da ragazzino l'abbiano allontanato da un concorso di voci nuove dopo che l' aveva vinto quindici volte di seguito. Ma è anche un imprenditore di se stesso: possiede una società di edizioni musicali, un'etichetta discografica e pure l'aereo che lo ucciderà a 44 anni, quando un grande futuro sta sorgendo all'orizzonte. E un cantante straordinario, uno dei pochissimi, a metà degli anni Sessanta, che firma da autore alcuni dei suoi successi, tra cui il piú grande, postumo, The Dock Of The Baye. Ha appreso la lezione di Sam Cooke e beneficia abilmente delle esperienze del suo maestro, piú vecchio di lui di dieci anni esatti: include, non esclude, rilegge con una sensibilità soul (essenzialmente, è il vecchio gospel aggiornato, portato fuori dalle chiese, affidato al fascino e alle fragilità di una voce solista) la musica che gira intorno. Otis Blue, che si dice sia stato registrato in due giorni, nasce ...

Mary Chapin Carpenter – Personal History (2025)

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 di Gianni Zuretti Se avessi avuto una sorella minore, avrei voluto fosse Mary Chapin Carpenter! Perché la sessantasettenne singer songwriter di Princeton (NJ) è tutto ciò di desiderabile, in termini di sensibilità, eleganza e qualità artistiche, possano trovarsi in un’unica persona e poi perché da quasi quarant’anni sono legato in maniera quasi indissolubile al suo percorso umano e artistico. Ascoltare le sue canzoni, sviscerare i suoi testi, specie degli ultimi dischi, equivale a ricevere le confidenze da una amata sorella. Con Personal History, Mary Chapin realizza il diciassettesimo album in studio, e lo fa con una consapevolezza artistica che affonda le radici in oltre trent’anni di scrittura raffinata e coerente. Dagli esordi tra folk e country di Hometown Girl (1987) al successo planetario degli anni Novanta con Come On Come On e Stones in the Road, Carpenter ha saputo trasformare il racconto personale in un gesto collettivo, mantenendo sempre una postura discreta, riflessiv...

Astor Piazzolla - Libertango (1974)

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Nello stesso anno in cui in Brasile Jorge Ben iniziava la sua rivoluzione della musica del suo paese, nei territori dei cugini argentini si consumava il più famoso degli assassini musicali (premetto subito in senso simbolico). Fu però un delitto che non portò alla fine, ma alla rinascita  e alla rivoluzione di uno mondo magico ma dalle regole ferree, fiero del suo conservatorismo: il tango. Oltre che musica e il più sensuale dei balli, il tango è poesia e cultura. Nessuno sa perchè si chiami tango (dal latino tangere, io tocco) solo che nacque agli inizi del ‘900 nella zona di Rio de la Plata, diffondendosi inizialmente in Uruguay e Argentina. Nella prima metà del secolo, dal punto di vista musicale, il tango si sviluppò come musica da orchestra e canto, con figure leggendarie, come quelle di Carlos Gardel, eroe nazionale argentino (anche se i maligni sostengono che fosse uruguaiano), Roberto Goyeneche o Carlos José Pérez. Il la musica e il canto, malinconico, emotivo, teatrale mod...

Paolo Pietrangeli

"Compagni dai campi e dalle officine / Prendete la falce portate il martello / Scendete giù in piazza picchiate con quello / Scendete giù in piazza affossate il sistema". E' il ritornello di Contessa, la canzone giovanile del sogno di una rivoluzione che salendo dal basso avrebbe dovuto rovesciare il sitsema capitalista abbattendo il dominio della borghesia. Discografia e Wikipedia

Children Of The Revolution - T. Rex (1972)

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Se Bowie è stato il divulgatore del glam, Marc Bolan ne è stato il fondatore. Per stessa ammissione di Bowie, senza di lui non sarebbe stato capace di spiccare il salto, «era il folletto che ha aperto la porta» (la aprirà anche a Suede, Placebo, e infiniti rappresentanti di altre generazioni). Si chiamava Mark Feld. Cambiò una lettera al suo nome e adottò come cognome d'arte una via di mezzo tra il suo stilista preterito, Bohan, e il cantante che aveva aperto gli orizzonti a tutti: Dylan. Viveva in bilico tra realtà e fantasia, fiaba e cronaca. Si innamorò della musica per un errore del padre, che portò a casa un disco di Bill Haley convinto che si trattasse di Bill Hayes, cantante inglese degli anni cinquanta che non aveva niente a che fare con il rock 'n' roll. Da lì, tutto si compie nel nome della musica e della moda, perché non si possono considerare Bolan e i suoi T. Rex solo da un punto di vista musicale. I T. Rex infatti sono stati, anche visivamente, il punto di rac...

Taj Mahal & Keb Mo - Room On The Porch (2025)

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 di Marcello Matranga Qualche tempo fa Taj Mahal ebbe a dichiarare: “Se si toglie l’impronta africana dalla musica occidentale degli ultimi 500 anni, non rimane quasi nulla… ci stiamo solo collegando con la musica dei nostri antenati”. La veridicità di questa affermazione potrebbe essere da confutare, ma è indubbio che vi sia una buone dose di verità.  Perchè dalla musica e dai canti dei neroafricani resi schiavi nel sud degli States arriva il blues, e da lì molto è nato e sviluppato. Room On The Porch arriva a otto anni dal precedente TajMo che aveva regalato ottime sensazioni agli ascoltatori. Due maestri nel loro genere che arrivavano a fondere le loro straordinarie doti di musicisti con un album di livello decisamente notevole, tanto da vincere un Grammy nella categoria Contemporany Blues nel 2018. Onestamente pensavo ad una sorta di pedissequa riproposizione di un disco sulla falsariga del precedente, e invece mi sono dovuto ricredere fin da subito. Intanto perchè l’ascol...

Ride - Smile (1990)

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Il piccolo percorso storico-musicale sugli EP arriva alla conclusione con la storia di oggi, che rappresenta un po' l'ultimo apice della produzione degli extended play. L'ultimo grande movimento del rock ad usarli con frequenza è stato il cosiddetto shoegaze, un movimento del rock alternativo che ebbe un certo successo tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Il termine shoegaze fu coniato da alcuni giornalisti del New Musical Express che notarono una peculiare caratteristica nei nuovi gruppi emergenti inglesi: tendevano a suonare dal vivo, soprattutto i chitarristi, tenendo il capo chino, come a "fissare lo sguardo sulle scarpe". In un primo momento, fu preso come simbolo di un certo modo "timido" di presentarsi, alternativo al sempre più crescente bisogno di spettacolarizzazione degli eventi musicali, ma più prosaicamente, la testa abbassata mentre si suonava era per coordinare i movimenti dei piedi sulle pedane degli effetti s...

The Byrds - Mr. Tambourine Man (1965)

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di Silvano Bottaro «C'era uno spazio enorme tra i Beatles e Bob Dylan. Noi ci siamo piazzati proprio nel mezzo», razionalizzerà anni dopo Chris Hillman parlando dei Byrds, che molti americani considerano infatti una sorta di risposta alla British Invasion di quegli anni. I Byrds sono tutti, per quanto giovani, ex musicisti cresciuti nel folk che hanno capito in quale direzione ha preso a soffiare lo spirito del tempo. Bene, l'idea è giusta: dare al rock'n'roll della nuova era, quella post Beatles, un'energia prettamente americana; ma come? La prima intuizione, decisiva, ce l'ha Roger McGuinn, che nella vita precedente suonava il banjo, quando ascoltando A Hard Day 's Night scopre dai Beatles (in particolare da George Harrison) che cosa è possibile ottenere da una chitarra Rickenbacker. Adotta quella a dodici corde, che diventerà l'elemento piú caratteristico del suono dei Byrds. Non basta ancora: qualcuno, alla casa discografica Columbia, mette le mani...

Kurt Vile - Wakin On A Pretty Daze (2013)

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di Lorenzo Righetto Se “Smoke Ring For My Halo” era il tuffo dalla rupe (per vari motivi), “Wakin’ On A Pretty Daze” si svolge interamente, e per settanta minuti, nei pochi secondi che passano dall’entrata in acqua al riaffioramento. In questo breve e dilatatissimo lasso di tempo, i raggi di sole rifratti illuminano un universo subacqueo imperturbabile, una pletora di meduse e filamenti d’alghe ondeggianti con la corrente. Il nuovo disco di Kurt Vile non è certamente il disco prepotente che era il precedente, ma lo supera probabilmente in fascino col suo andamento rallentato, post-sbornia appunto, come sembra suggerire il titolo. Il drawl scazzato di Kurt è centrale nell’interpretare le molli divagazioni elettriche, Young-iane di “KV Crimes” e “Shame Chambers”, nel riscoprire l’esistenza di cose e persone quando ci si sveglia dopo una lunga notte, con la bocca impastata e gli occhi semiaperti (“Wakin’ On A Pretty Day”). Un momento di confusione totale, di perdita completa del...

Perigeo

Per ragioni principalmente cronologiche, i Perigeo vengono di solito inseriti nella grande famiglia del progressive rock italiano degli anni '70. In realtà, il gruppo nato su iniziativa del contrabbassista Giovanni Tommaso rappresenta una delle più belle realtà nel campo del jazz-rock, un genere di confine nel quale ha saputo scrivere pagine originali e di livello internazionale. Discografia e Wikipedia

Across The Universe - The Beatles (1970)

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Un'altra prova della grandezza dei due geni dei Beatles nel trarre ispirazione dal quotidiano per trasformare ogni accadimento in una canzone. Questa volta è il turno di John Lennon, reduce da un litigio con la moglie Cynthia, una sera qualunque del 1967. Cynthia aveva cominciato a recriminare su ogni cosa, le sue lamentele non sembravano conoscere la parola fine. Poi, era andata a dormire, ma l'eco della sua rabbia rimaneva nell'aria. A Lennon uscì di getto una frase: «Words are flowing out like endless rain into a paper cup» («Le parole scorrono via come pioggia infinita in una tazza di carta») e pensò che potesse essere un buon spunto per una canzone. Gli piaceva l'idea di qualcosa che scorreva in un flusso senza fine, ma non voleva raccontare la storia di due persone che litigano. John scese al piano di sotto e cercò - sono parole sue - di comporre una «canzone cosmica», qualcosa di più ampio e profondo di uno sfogo verbale tra due persone. Il pianoforte gli diede b...

The Beach Boys - Pet Sounds (1966)

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Per cause di forza maggiore, loro che sono stati i sovrani delle copertine con le spiagge non sono comparsi tra le scelte del mese scorso. Ma si rifanno con i fiocchi nell'ultimo appuntamento dei dischi di band con più di due fratelli. I congiunti della band di oggi sono tre, Brian, Dennis e Carl Wilson, a cui si aggiunsero un cugino, Mike Love, e il compagno di liceo di Brian, Al Jardine che formano la line up originale di uno dei gruppi più importanti della storia della musica occidentale, The Beach Boys. In seguito, nel 1964, dopo che Brian Wilson si prese una pausa almeno dai concerti per problemi di salute, dopo una serie clamorosa di 12 album usciti nei primi quattro anni (1960-1964) si aggiunse la star della musica country, e già collaboratore musicale dei nostri, Glen Campbell. Questi nel 1965 lasciò in maniera fragorosa il gruppo e fu sostituito da Bruce Johnston, che suonava le tastiera e come gli altri era bravissimo a cantare. I Beach Boys non solo sono uno dei gruppi p...

Bob Dylan - The Freembeelin' Bob Dylan (1963)

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di Silvano Bottaro Il primo album è uscito da poco, ma lui l'ha già disconosciuto. Da quando ha cambiato nome e cognome (ora anche sui documenti è Bob Dylan, non piú Robert Alleo Zimmerman), forse si sente più sicuro di sé. E il secondo album, registrato in varie riprese tra il 1962 e il 1963, lo dimostra. Tutte le canzoni, eccetto due (un brano folk tradizionale e una canzone ascoltata una volta in Texas, completa. mente riscritta), sono opera sua. Dicono che Giri From The North Country sia stata scritta a Roma, nei primi giorni del 1963, quando Dylan è in Italia per incontrare la cantante Odetta e per rintracciare l'amata Suze Rotolo, che da mesi gira l'Europa per studiare arte. Dylan registra e scrive, e scarta i brani folk già incisi in favore delle composizioni originali. Non che le fonti siano cambiate, quasi tutti i pezzi hanno un precedente tradizionale, canti di protesta che lui adatta, cambia, stravolge con un'ispirazione non sempre chiara, agli altri.  Blow...

Sonny Rollins - Tenor Madness (1956)

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La Prestige fu fondata da Bob Weinstock nel 1949: appassionato di musica jazz, vendeva dei dischi per corrispondenza in maniera così incisiva che ben presto affittò un locale e lo trasformò in un grande negozio di dischi, il Jazz Record Center, sulla quarantasettesima strada di New York. Frequentando i locali jazz che lì vicino iniziavano a diventare famosi, legò con molti musicisti fino a fondare prima la New Jazz Records che dopo pochi mesi diventa la Prestige Records. Weinstock è stato un personaggio leggendario, dalle mille manie, alcune delle quali racconterò in questi appuntamenti novembrini, ed è stato negli anni '50 uno dei fari della musica jazz mondiale con la sua etichetta indipendente, insieme alla Blue Note, alla Riverside, alla Impulse! prima che anche i grandi gruppi discografici entrassero nel jazz in maniera decisa.  Weinstock era oltre che un appassionato un grande uomo d'affari, capace di intuire le potenzialità degli artisti e di essere per loro trampolino d...

E T I C H E T T E

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