Ride - Smile (1990)

Il piccolo percorso storico-musicale sugli EP arriva alla conclusione con la storia di oggi, che rappresenta un po' l'ultimo apice della produzione degli extended play. L'ultimo grande movimento del rock ad usarli con frequenza è stato il cosiddetto shoegaze, un movimento del rock alternativo che ebbe un certo successo tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Il termine shoegaze fu coniato da alcuni giornalisti del New Musical Express che notarono una peculiare caratteristica nei nuovi gruppi emergenti inglesi: tendevano a suonare dal vivo, soprattutto i chitarristi, tenendo il capo chino, come a "fissare lo sguardo sulle scarpe". In un primo momento, fu preso come simbolo di un certo modo "timido" di presentarsi, alternativo al sempre più crescente bisogno di spettacolarizzazione degli eventi musicali, ma più prosaicamente, la testa abbassata mentre si suonava era per coordinare i movimenti dei piedi sulle pedane degli effetti sonori, che erano una delle caratteristiche musicali del genere. Riverberi, feedback, distorsioni divennero il marchio di fabbrica di una schiera di giovani band, che usavano le parti vocali in modo molto spettacolare, quasi come strumento aggiunto. Apoteosi del genere fu Loveless dei My Bloody Valentine, opera grandiosa e unica del gruppo di Kevin Shields, disco che ne racchiude tutti gli stilemi fondamentali, e tra quasi tutti i gruppi shoegaze c'era una proficua e interessante partecipazione reciproca, tanto che Steve Sutherland del Melody Maker scrisse un reportage sul genere dal titolo The Scene That Celebrates Itself. Tutte la band, e cito Spacemen 3, The Brian Jonestown Massacre, Mercury Rev, Lush, Chapterhouse, Slowdive, produssero ottimi EP, sia come trampolino di lancio per andare oltre i singoli, sia come diffusione di materiale sperimentale in vista degli album veri e propri.

Una band che fece degli Ep una vera e propria caratteristica sono stati i Ride. Nascono ad Oxford, nel 1988, quando i chitarristi Andy Bell e Mark Gardener si trasferiscono a Bradbury per studiare alla Scuola di Design. Assoldano il bassista Laurence Colbert e il batterista Steve Queralt e formano una band a cui danno il nome di Ride, dal piatto ride della batteria. Suonando nella camera da letto di Queralt, registrano un demo tape, nel 1989, che arriva, non si sa come, a Jim Reid, leader dei Jesus And Mary Chain (band seminale e più citata da tutti i gruppi shoegaze). Questi piacevolmente sorpresa chiede al manager Alan McGee, che è anche discografico di una etichetta che di lì a poco diventerà fondamentale, la Creation, di scritturarli.  Tra gennaio e settembre del 1990 i Ride pubblicarono tre EP: Ride, che è il primo disco in assoluto della Creation che entra il Classifica in Gran Bretagna (nella Top 75), ha in copertina delle rose rosse, Play, che ha in copertina dei narcisi gialli, e Fall, che invece ha una foto dei pinguini imperatori sotto la neve. I primi due furono uniti in una compilation, che è il disco di oggi, Smile (che ha le ortensie in copertina) che fu distribuito dalla Sire per il mercato americano, e verrà ripubblicato nel 1992 in Gran Bretagna e in Europa, quando i Ride avranno già pubblicato il loro primo album intero. 

Smile si apre con uno dei pezzi che diventeranno i più iconici della band: Chelsea Girl è il prototipo dello shoegaze, con il muro sonoro chitarristico che sale di potenza, la ritmica asfissiante, la forza del suono elettrico; Drive Blind, altra canzone che diventerà un must dei loro concerti, è appena più lenta e melodica, e diventa un piccolo inno al disagio di quei tempi (Driving me 'round and leaving me there\Cover my eyes and we'll die driving blind\Cover my trail and we'll leave life behind\Drive blind); Ride Ep finiva con All I Can See, toccante e dal suono "più americano" e Close My Eyes. Play invece si apre con Like A Daydream, altro brano piuttosto noto, che è il tentativo Ride di scrivere una canzone non dico d'amore, ma quanto meno di una cotta adolescenziale, tra le stupende chitarre rampanti, che salgono e si avviluppano in stupendi assoli; Silver è più blues, Furthest Sense, ancora sulla difficoltà della comunicazione tra le generazioni (Who could ever understand?\So don't try to criticize,\You don't know the change that's in my eyes), e si conclude con la spettacolare Perfect Time, dall'intro scoppiettante.

I Ride pubblicheranno il primo disco nel 1990, Nowhere: in copertina una onda del mare senza increspatura, e dentro il meglio dello shoegaze, in un disco che diventerà un successo per il movimento, arrivando al numero 11 in classifica. Pensato come un disco da registrare "live in the studio", registrato di notte, portò ad un crollo mentale il primo produttore, Mark Waterman, tanto che il mixing del lavoro fu fatto dall'astro nascente Alan Moulder. Tra i brani gioiello, Seagulls, Dreams Burn Down e la stupenda Vapour Trail. Tra l'altro pochi mesi dopo, pubblicheranno un altro Ep, Today Forever, nel 1991, con in copertina le fauci di un grande squalo bianco, che anticiperà il secondo lavoro, Going Blank Again, disco del 1992, che li consacrerà al successo (numero 5 in UK, disco d'oro, lo splendido singolo Leave Them Behind).

La band durerà fino al 1995, per dissidi artistici, dovuti al fatto che lo shoegaze fu travolto da altro tipo di musica (il brit pop, il suono notturno del Trip Hop, l'esplosione definitiva della musica dance) ma con sorpresa si riuniranno nel 2014, e pubblicheranno nuovi dischi che un po' prendono da quel momento particolare, riavvolgendo il nastro di una piccola storia musicale fatta di feedback, belle canzoni e tanti Ep significativi. 

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