18 marzo 2015

Bob Dylan - The Freembeelin' Bob Dylan (1963)

Il primo album è uscito da poco, ma lui l'ha già disconosciuto. Da quando ha cambiato nome e cognome (ora anche sui documenti è Bob Dylan, non piú Robert Alleo Zimmerman), forse si sente più sicuro di sé. E il secondo album, registrato in varie riprese tra il 1962 e il 1963, lo dimostra. Tutte le canzoni, eccetto due (un brano folk tradizionale e una canzone ascoltata una volta in Texas, completa. mente riscritta), sono opera sua. Dicono che Giri From The North Country sia stata scritta a Roma, nei primi giorni del 1963, quando Dylan è in Italia per incontrare la cantante Odetta e per rintracciare l'amata Suze Rotolo, che da mesi gira l'Europa per studiare arte. Dylan registra e scrive, e scarta i brani folk già incisi in favore delle composizioni originali. Non che le fonti siano cambiate, quasi tutti i pezzi hanno un precedente tradizionale, canti di protesta che lui adatta, cambia, stravolge con un'ispirazione non sempre chiara, agli altri. Blowin' in The Wind passa per essere una canzone pacifista, mentre lui la vede come una serie di domande (in tutto nove) dal sapore biblico, quasi messianico. A Hard Raht'S A-Gonna Fall sembra un commento sulla crisi dei missili a Cuba, mentre lui la descrive come un'espressione di terrore per l'Apocalisse imminente. Non mancano le canzoni d'amore: Girl From The North Country, appunto, che racconta la nostalgia per una ragazza lontana che si teme di non poter mai piú incontrare, e Don't Think Twice lt's Alright, che lui considera una canzone «da cantare a se stessi». Per tenersi su, evidentemente, e per rendere meno duro il momento del distacco. C'è insomma Suze Rotolo - oltre che i missili a Cuba, l'integrazione razziale nelle università americane, il futuro del mondo - nella mente di Bob Dylan in quel 1962 in cui é uscito il suo primo album (venduto in poche migliaia di copie), mentre lui scrive e registra. Tanto che Suze, con lui, finisce sulla copertina dell'album. Poi l'album esce, e tutto cambia. Lentamente, però. Si comincia a capire che cosa ha visto in quel ragazzo il grande produttore John Hammond; tutti lo vogliono conoscere e molti vogliono cantare i suoi pezzi, Joan Baez vuole duettare con lui, e lo farà, sul palco e non solo. Un giorno, a Monterey, lei presenta Don't Think Twice It's Alright dicendo che è una canzone di protesta, «nel senso che protesta contro un rappotto che è andato avanti troppo a lungo». Suze è tra il pubblico, capisce e se ne va. (Mia valutazione: Capolavoro)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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