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The Mothers Of Invention - Freak Out! (1966)

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di Silvano Bottaro Frank Zappa — di chiare origini italiane, suo padre è di Partinico, Sicilia — ha fatto qualche soldo come compositore di colonne sonore, ma è finito in galera dopo aver registrato un nastro Sexy-goliardico per un agente della buoncostume in incognito. Ha dovuto vendere lo studio, da lui ribattezzato Z: lo salvano dalla bancarotta chiedendogli di entrare nei Soul Giants, che poco alla volta modella a sua immagine e somiglianza. Erano un gruppo di rhythm and blues, con lui diventano una stranissima entità che prende i generi mainstream, dal rhythm and blues, appunto, al pop piú banale, li smonta e li rimonta in maniera tanto calligrafica da diventare inquietanti. I testi sono spesso allusivi e feroci, quasi sempre ironici. Sulle qualità musicali della band non sono ammesse discussioni: si ribattezzano Mothers il giorno della Festa della mamma del 1965, ma l'ambiguità sessuale c'entra poco o niente. Nell'ambiente dei musicisti Mother è l'abbreviazione ...

Olafur Arnalds & Talos - A Dawning (2025)

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A Dawning, un commovente omaggio alla vita e all’arte In un mondo musicale spesso contraddistinto da collaborazioni effimere e produzioni di routine, A Dawning si distingue come un tributo toccante e senza tempo alla memoria di un artista scomparso troppo presto. Questa straordinaria collaborazione tra il compositore islandese Ólafur Arnalds e il musicista irlandese Eoin French, alias Talos, nasce da un incontro tra anime affini in un momento di creatività condivisa, ma si trasforma in un commovente omaggio alla vita e all’arte. Completato da Arnalds dopo la tragica scomparsa di French lo scorso Agosto, l’album rappresenta un dialogo intimo tra delicati paesaggi sonori, pianoforti evocativi e un’elettronica struggente, senza mai scadere nel sentimentalismo sdolcinato. Un ascolto devastante, ma allo stesso tempo un inno alla memoria e alla resilienza, che celebra la vita di un artista scomparso e il potere della musica di unire anime oltre la perdita. In apertura, il brano che dà il tit...

Led Zeppelin - Led Zeppelin III (1970)

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Ammetto che il legame tra i dischi di Marzo non è dei più audaci né complicati, ma intorno al numero tre, come il terzo mese dell'anno, si può costruire molto in termini di agganci storico-musicali. Iniziamo quindi da terzo disco di una delle band più leggendarie del rock. Una band che in poco più di un anno era passata dall'anonimato al successo più grande, con un inizio da favola: Jimmy Page voleva continuare a suonare come Yardbirds, di cui fu l'ultimo testimone, ma mette su una nuova band che prende il nome, suggerito da Keith Moon degli Who, di Lead Zeppelin, poi ristilizzato in Led Zeppelin. 1969, due dischi leggendari: Led Zeppelin I e Led Zeppelin II, due pietre miliari della musica rock, che aprono al mondo la potenza sonora del suono che Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham e la voce, inimitabile, di Robert Plant mettono in questa avventura, partendo dal blues ma ammantandolo di potenza, di erotismo, di struggimento. Il successo è clamoroso: basta solo dire ch...

Quelli

Esponenti di seconda linea della scena beat milanese, quella da cui emersero anche Dik Dik, Camaleonti e New Dada, i Quelli si caratterizzano subito per la tendenza, controcorrente rispetto alle mode di allora, di privilegiare la parte strumentale rispetto a quella cantata, tanto che ben presto incominciarono a essere ricercatissimi anche come sessionmen. Discografia e Wikipedia

Walk On The Wild Side - Lou Reed (1972)

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L'ultima volta aveva la faccia scavata, come se le troppe camminate sul lato selvaggio avessero lasciato segni sul viso e non sulle gambe, occhialini neri e giubbotto di pelle. Arrivò con la sua Laurie e fu subito chiaro che, almeno lì, niente era cambiato: davano sempre l'impressione di bastarsi, di non volere altro al di fuori di se stessi, come se dopo tanto vagare Lou fosse giunto a una meta, come se la gloria dell'amore, come cantava in Coney Island Baby, fosse arrivata davvero, a splendere. Erano passati molti anni dal nostro primo incontro, a casa di Doc Pomus, sulla Settantaduesima, a New York. Rispetto ad allora, aveva meno voglia di parlare di musica e più di arte e bellezza. Tra le sue tante frasi illuminanti, ne ricordo qui solo una. Quando gli chiesi di sintetizzare le ragioni della grandezza dei Velvet Underground e di Andy Warhol, lui rispose: «Avevamo la realtà in una mano e una visione nell'altra. E cra verità in entrambe». Simple as that. Love, Lou. (M...

Brainchild - Healing Of The Lunatic Owl (1970)

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Scovare le copertine con un gufo è stato divertente, soprattutto perchè ne conoscevo pochissime. È stata quindi un'esperienza interessante che mi ha fatto conoscere musica nuova. Fuori classifica metto la copertina più suggestiva, della band di death metal A Flock Named Murder, An Appointed Time, del 2018, con un tetro e magnifico quadro di un barbagianni appollaiato su un palo di una sinistra landa. Quella di oggi invece dal punto di vista estetico è un po' naif, ma musicalmente è stata una sorpresa niente male. Quasi per caso, nelle stesse settimane nacquero due band che si chiamavano Brainchild, una in Inghilterra, l'altra in Ohio, all'insaputa l'una dell'altra. Quella in Ohio era una sorta di supergruppo, attivo dal 1970 al 1972 e senza nessuna registrazione ufficiale, il cui cantante Joe Pizzullo ebbe una grande notorietà all'inizio degli anni '80 come voce di due singoli di successo di Sérgio Mendes, Never Gonna Let You Go (che è una cover di un br...

The Beatles - Revolver (1966)

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di Silvano Bottaro Non hanno ancora chiuso con i concerti dal vivo, ma stanno per farlo. L'anno prima, in Norwegian Wood, hanno introdotto il sitar, un tocco di India dentro al pop piú occidentale che c'è. Qualcosa va stretto, al gruppo piú venerato del pianeta. Sempre nel '65, Bob Dylan è diventato elettrico, e ha reso ancora piú evidente l'esigenza, condivisa da un'intera generazione, di raccontare qualcosa di piú autentico delle solite storie di ragazzi che si amano e che vogliono tenersi per mano. I Beatles sentono forte l'esigenza di trattare l'unico processo che li interessa davvero, quello della registrazione delle canzoni come un atto creativo in sé concluso, di sperimentare con tecnologie del tutto nuove e molto promettenti. L'orchestra, i nastri fatti girare al contrario, tecniche innovative che permettono di sovrapporre due parti vocali sulla medesima traccia: Revolver è il volume due, il lato B «elettrico» e orchestrale del folleggiante Rub...

Deftones - Diamond Eyes (2010)

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Il barbagianni in copertina, nella sua bellezza candida, ha una sua storia da raccontare: il suo nome scientifico è Tyto Alba (da τυτώ, la parola greca che traduce gufo, e dal latino alba perchè è bianco), il nome comune barbagianni, che usiamo solo noi in Italia, potrebbe derivare dal fatto che le piccole piume ricce attorno agli occhi possono sembrare una barba, oppure in maniera molto più fantasiosa, da barba, che in molte regioni soprattutto settentrionali vale "zio", e Gianni, ipocoristico di Giovanni, quindi "zio Giovanni", un nome parentale dovuto alla credenza che questo uccello abbia una funzione tutelare (è una versione che non mi convince, perchè anche al Sud si chiama solo barbagianni, la approfondirò).  La storia invece della band di oggi inizia quasi per caso nella seconda metà degli anni '80 con un incidente stradale: Stephen Carperter, mentre faceva skateboard, è investito da un'auto. Per questo, è costretto per un po' su una sedia a rote...

Prozac +

Probabilmente il gruppo pop-punk più importante, almeno in termini di popolarità, degli ultimi anni, i Prozac + nascono nel 1995 a Pordenone dall'incontro di Eva Poles, Elisabetta Imalio e GianMaria Accursani, quest'ultimo ben noto nella scena musicale cittadina per aver fatto parte da giovanissimo di alcuni gruppi del giro del Great Complotto, sorta di collettivo di ambito punk-wave. Discografia e Wikipedia

Ziggy Stardust - David Bowie (1972)

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Con Ziggy Stardust David Bowie realizza il suo capolavoro. Non solo perché arriva a confezionare uno dei riff più importanti nella storia del rock, non solo perché musicalmente lucida una gemma di superbo splendore, ma anche perché racconta la parabola del Messia che sale in alto e poi scende in un arco di tempo molto ridotto. È, in sintesi, un modo come un altro per portare in scena il concetto di Andy Warhol: «Ognuno ha diritto a un quarto d'ora di celebrità». Bowie esorcizza così una paranoia, quella che lui possa essere il Messia che balla per una sola stagione. Anche in questo è geniale: sceglie di essere quello che non vorrebbe mai diventare, una meteora. Alieno sì, ma capace di durare. Poi, con la stessa velocità con cui l'ha messo al mondo, gli confeziona la bara: Bowie si allontana da Ziggy e vola verso un nuovo travestimento, un altro personaggio, Aladdin Sane. Sulla faccia si disegna un fulmine, una scarica elettrica. Invece di essere illuminato da una luce, ecco il ...

E T I C H E T T E

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