Brainchild - Healing Of The Lunatic Owl (1970)
Quasi per caso, nelle stesse settimane nacquero due band che si chiamavano Brainchild, una in Inghilterra, l'altra in Ohio, all'insaputa l'una dell'altra. Quella in Ohio era una sorta di supergruppo, attivo dal 1970 al 1972 e senza nessuna registrazione ufficiale, il cui cantante Joe Pizzullo ebbe una grande notorietà all'inizio degli anni '80 come voce di due singoli di successo di Sérgio Mendes, Never Gonna Let You Go (che è una cover di un brano di Barry Mann e Cynthia Wiel, tratto dal suo album Sérgio Mendes del 1983) e Alibis (1984, dall'album Confetti). Dei Brainchild britannici si sa invece pochissimo. La formazione era composta da Harvey Coles (basso, voce), Bill Edwards (chitarra, voce), Dave Miller (batteria), Chris Jennings (organo, pianoforte), Brian Wilshaw (sassofono, flauto), Lloyd Williams (tromba) e compiti di trombone condivisi da Ian Goss e Pat Strachan: erano in pratica un settetto che, per una volta negli anni d'oro del progressive, importò dagli Stati Uniti l'idea di affiancare ai quattro strumenti tradizionali una mini sezione di fiati, come stavano sperimentando con ottimi risultati in quegli anni i Chicago o i Blood, Sweat & Tears. Ma mentre quella era molto enfatica e prorompente, i Brainchild suonano principalmente brani rock con molta enfasi sul basso basata su groove robusti, chitarre jazz tutte abbellite dalla sezione fiati e contrappunti alle strutture ritmiche, con assoli interessanti di tutti gli strumenti e un che di kosmic music, anch'essa nascente in quel periodo.
Prodotto da Lenny Wright per la A&M negli studi della Western London nel 1970, il disco è una sorpresa: si parte con Autobiography, un brano che si eleva da un fade-in proveniente dall'inferno, il gruppo cavalca un'onda veloce, con una sezione centrale con la tromba in stile spagnolo. Healing Of The Lunatic Owl inizia molto lentamente con un flauto e una voce, ha uno sviluppo quasi pop e suona molto BS&T. La lenta minacciosa linea di basso dei 7 minuti di Hide From Dawn, presto affiancata da ottoni e lenti rulli di tamburo sinistri, fornisce un clima fantastico e un ritmo costante per tutta la traccia, su cui l'organo di Jennings può passeggiare, accompagnando la voce di Edwards e, quando non è impegnato a cantare, suona alcuni notevoli riempimenti di chitarra, ma lo spettacolo è davvero per la sezione degli ottoni. She's Learning ha un vero e proprio gancio avvincente e memorabile, guidato principalmente dall'organo, e poteva essere un successo. Il lato B dell'album si apre con il pezzo forte dell'album, i 9 minuti di A Time A Place che non ha problemi a imporsi come il momento clou dell'album. Il resto degli album scivola senza sforzo con la divertente Two Bad Days (e i suoi riff discendenti), la lenta, incantevole e ossessionante Sadness Of A Moment carica di flauto (un altro momento clou) e la chiusura To B, che inizia anch'essa lentamente, ma finisce in un caos dissonante completo.
Come è successo tante volte alle promesse del prog, la band finisce la sua parabola con questo primo sorprendente album: non sono riuscito nemmeno a conoscere le future traiettorie dei musicisti, che probabilmente si sono ritirati a vita privata. Tuttavia come spesso succede dagli archivi sono stati scovati i nastri originali e nel 2012 è stata pubblicata una versione cd del disco con alcune tracce bonus. Rimane un disco notevole e particolare, che non solo dimostra la varietà fantastica della musica dell'epoca, ma credo che chiuda in maniera simpatica la ricerca di febbraio dei dischi con un gufo in copertina, nonostante questo sia non solo lunatico ma abbia le zampe di artigliose mani.

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