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13 grandi canzoni dei King Crimson #2

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In the court of the Crimson King (In the court of the Crimson King, 1969) “Re Cremisi” dovrebbe essere una definizione poetica di Belzebù, come conferma il famosissimo e angoscioso faccione paonazzo in copertina; ma è diventato impossibile non riferire il nome a Fripp con la sua corte di musicisti. Il primo cortigiano fu Pete Sinfield: scriveva tutti i testi, curava la scenografia e le luci, si dava talvolta da fare al VCS3, uno dei primi sintetizzatori. Dopo la rottura con Fripp lavorò con Emerson, Lake and Palmer, e scrisse anche la versione inglese dei testi della nostra PFM, per la sua fugace avventura americana con l’album Photos of Ghosts.

Bruce Springsteen – Chapter and Verse (2016)

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Springsteen non fa mai nulla per caso, e questa disponibilità a mettere fuori pezzi così deboli è in fondo un regalo, un atto di innocenza, come a voler dire: all'inizio ero come tutti, come ciscuno di voi, ero solo uno dei tanti adolescenti disagiati che voleva scappare dalla condizioni anguste della provincia in cui si trovava relegato e cercava di farlo attraverso la musica. Che è in fondo quello che racconta nell’autobiografia. Dunque ci voleva qualche pezzo di verità in più. Ma per trovare qualcosa di più interessante dobbiamo passare alla traccia tre, He's guilty, datata 1970, e attribuita agli Still Mill, primissimo embrione di quello che sarà la E Street band, molta volitiva, confusa, con tanto di energica schitarrata solista. Ancora meglio con la traccia successiva, firmata Bruce Springsteen Band, in piena epopea western: Ballad of Jesse James, ancora acerba, certo, ma già inconfondibile, segnata dallo stile che abbiamo apprezzato in seguito. Il pezzo, è un classico...

Il treno, l’uomo, l’America e il mito

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Il 23 settembre è uscito "Shine a Light: Field Recordings from the Great American Railroad", una raccolta di canzoni tradizionali dedicate alla ferrovia. Gli autori, Billy Bragg e Joe Henry, lo hanno registrato direttamente in treno lungo un viaggio di 65 ore sulla Texas Eagle, la linea che collega Chicago a Los Angeles. Il confronto più celebre fra uomo e macchina nella storia della ferrovia americana ebbe luogo nei pressi di Talcott, West Virginia attorno al 1870. Erano i muscoli degli uomini a spianare la strada al progresso su rotaia: armati di mazze, i lavoratori scavavano nicchie nella roccia di granito dove inserire cariche d’esplosivo. Protestarono quando apparve la trivella a vapore che prometteva di scavare la roccia più velocemente e con minore dispendio d’energie: quella macchina avrebbe tolto loro il lavoro e comunque non sarebbe stata in grado di battere un operaio americano. Là dove si stava costruendo il Big Bend Tunnel fu organizzata una gara fra una t...

The Clash - London Calling (1979)

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Nascono nell'estate del 1976, e nell'autunno del medesimo anno sono già in possesso di un contratto con la Cbs. I punk (e le altre band) guardano ai Clash con sospetto e invidia. Joe Strummer viene dai 101 'ers, che fanno pub rock, una tradizione britannica che ha radici piuttosto antiche. Piú antiche delle spille da balia di Johnny Lydon. The Clash (1977) paga pegno al gusto del tempo: chitarre selvagge che affogano testi cantati come i cori allo stadio. I Clash diventano la faccia politicizzata dell'ondata punk: non sono nichilisti come i Sex Pistols, si dipingono sui giubbotti slogan da guerriglieri e cercano anche di riferirsi a chi, in quegli anni, spara per davvero, sbagliando quasi sempre sponde e collegamenti e usando le sigle dei gruppi di eversori e terroristi come griffe prêtà-porter. In realtà la scelta piú rivoluzionaria che compiono è il prezzo imposto ai propri album: London Calling, doppio, esce a 5 sterline, lo stesso prezzo di un album singolo; l...

Accadde oggi...

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1934: Nasce a Livorno Piero Ciampi, cantautore anomalo e "maledetto". Scompare nel 1980. 1977: Nasce Dario Brunori, cantautore più noto come Brunori Sas. 1991: Muore Miles Davis, genio della tromba e del jazz. Era nato il 26 maggio 1926. Fonte

Warpaint – Heads Up (2016)

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C’è una gran varietà di suoni e stili nel terzo lavoro delle losangeline Warpaint, quasi spiazzante per la molteplicità di influenze contenute. Si spazia dal brillante pop malinconico del primo singolo “New Song”, brano commercialissimo dal non celato retrogusto eighties che potrebbe schiudere le porte delle chart al quartetto femminile, all’approccio acoustic-folk per voce e chitarra di “Today Dear”. I beat sono spesso al centro della scena: prima la languida doppietta iniziale “Whiteout”/“By Your Side” (fra Bristol sound e chitarrine à-la Xx), poi ancor più “So Good” pilotano l’album verso binari sinuosamente ballabili. Persino la title track, consumata una partenza nella quale il pianoforte ipotizza scenari drammatici, si schiude velocemente in una spirale electro-funk da indie dancefloor. Continua a leggere...

Tutto Nick Cave in due giorni e 3D

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Prima il nuovo album, “Skeleton Tree”, e ora il film 3D “One More Time with Feeling”, nelle sale italiane per soli due giorni: domani e dopodomani (27/28 settembre). Lutto, processo creativo, l'indicibile umano: l'appuntamento è imperdibile Nella scena più forte del film di Andrew Dominik su Nick Cave One More Time with Feeling, la moglie Susie Bick regge un quadro che il figlio Arthur dipinse quando aveva 5 anni. Raffigura il luogo in cui il ragazzo sarebbe morto dieci anni dopo, precipitando dalla scogliera di Ovingdean, a Brighton. Lei, così superstiziosa, non si dà pace per avere scelto ai tempi una cornice nera. Sta in piedi, elegante e bellissima e fragile. Poggia il quadro sul tavolo e intanto lotta per trattenere le lacrime. Il marito sembra volere allungare la mano, poi la ritrae. Glielo leggi in faccia che vorrebbe far qualcosa, dire una parola, compiere un gesto, ma nulla può arginare quel dolore. Di fronte alla verità di questa scena svanisce l’idea che l’ult...

Pink Floyd - The Wall (1979)

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Già nel 1972, nel pezzo Free Four, Roger Waters ha cominciato a scrivere di suo padre, della sua assenza piú che altro. Non smetterà piú, nemmeno quando uscirà dai Pink Floyd. Eric Fletcher Waters, sottotenente dei Royal Fusiliers, muore in Italia, sulla spiaggia di Anzio, nel 1944, quando suo figlio Roger ha cinque mesi di vita. Comunista e pacifista, c'è anche lui, soprattutto lui, tra i fantasmi che popolano The Wall, il trionfo della creatività un po' morbosa ma certamente non banale di suo figlio. A fine anni Settanta, dopo aver inanellato album di grande successo e tour sempre piú giganteschi, i Pink Floyd capiscono che la loro strada sta per finire. Reagiscono tutti allo stesso modo, odiando Roger Waters, colui che da The Dark Side Of The Moon in poi si è preso il peso delle responsabilità e degli onori (oltre che di gran parte dei diritti d'autore): il sentimento non rimarrà sterile, Waters ne farà il centro del nuovo lavoro, un'opera che intende essere total...

Quicksilver Messenger Service - Happy Trails (1969)

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L'invito al viaggio comincia dalla copertina: il saluto di un pony express alla fanciulla della prateria nel dipinto di George Hunter e quattro messaggeri della nuova frontiera che ne colgono il testimone sentimentale, dall'epopea del West all'apogeo lisergico, augurio Peace & Love by San Francisco 1969. David Freiberg e Greg Elmore tengono le redini della corsa per basso e batteria su un jungle - rhythm rubato a Bo Diddley, ma è il barrito di una chitarra elettrica a coinvolgerci al roteare del long playing su di una Who Do You Love scardinata nella sua integrità morale, intrecciarsi di cavalcate imbizzarrite di Gary Duncan e John Cipollina in tutte le facce dell'amore, che diventano When You Love, Where You Love, How You Love, Which Do You Love e ripresa. Una suite chitarristica di una ventina di minuti che è il simbolo dell'era psichedelica e fa viaggiare anche noi, lontano ogni qualvolta la musica diventi instancabile evasione, ma anche arte e messagg...

Avanti per sempre, Bruce

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Diario sentimentale di un’estate seguendo il tour di Springsteen: le solite quattro ore di adrenalina a sera, come sempre, ma anche la consapevolezza del tempo che passa e una promessa urlata al cielo. Ho passato l’estate a pormi qualche domanda su Bruce Springsteen, e a provare a fargliene una – esiziale – direttamente. Alla fine ho avuto tutte le risposte. Confesso subito che per me Springsteen è come la bombola d’ossigeno per un sub: non ne posso fare a meno da quando a quattordici anni lo vidi ballare, con la grazia di un orango, con una giovanissima Courtney Cox nel video di Dancing in The Dark. Era il 1984, l’apogeo della brucemania. Adesso è il 2016 e – chi l’avrebbe detto – è ancora il suo anno. Mezzo secolo dopo il suo balbettante ingresso nel mondo discografico (due canzoni incise a nome The Castiles in un centro commerciale di Bricktown, NJ), Springsteen ha appena concluso il suo tour mondiale, staccando biglietti per oltre duecentocinquanta milioni di dollari d’inc...

E T I C H E T T E

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