3 ottobre 2014

Los Lobos - The Neighborhood (1990)

di Silvano Bottaro

A due anni di distanza da quel capolavoro di "La pistola y el corazon", I Lupi pubblicano il loro settimo album "The Neighborhood" ed è ancora grande musica. Neighborhood è un album "ponte", il passaggio da un suono prevalentemente acustico ad uno più elettrico, uno dei tanti di questa band che, attiva dal 1973, non si è mai fossilizzata su stereotipi sonori.
Sotto l'egida di David Hidalgo (mentre il precedente era di Rosas, il più acustico) il gruppo è alle prese con un repertorio sempre molto legato alle radici (folk e blues/rhythm and blues) ma senza brani strettamente acustici legati alla tradizione e alle atmosfere del suono messicano.
The Neighborhood è il disco della maturità acquisita e, per la prima volta, la band si avvale di ospiti illustri come: John Hiatt, Jim Keltner e il compianto Levon Helm che rendono più appetitoso un piatto già, di per se stesso, prelibato.
I Los Lobos, come d'altronde i Neville Bros, sono la band americana per eccellenza, eredi di gruppi come i Creedence, convogliano nel proprio sound le più varie radici. Se la maggior parte dei musicisti usano del materiale tradizionale e lo riversano nella propria musica tanto da farlo sembrare proprio, i Los Lobos fanno l'inverso, scrivono di propria mano ballate e canzoni che hanno il sapore intenso della tradizione.
Anche se potrebbe sembrare involuto ad un primo ascolto, The Neighborhood è un disco brillante e profondo, che scava nell'anima e va a ricercare preziose risoluzioni sonore. "Down on the riverbed", in cui appare Hiatt al controcanto, è un rock deciso, quasi creedenciano. "Emily" è una ballata splendida ed intensa, con un violino strepitoso. "I walk alone" è un brano duro mentre "Angel dance" assomiglia ad una ballata di T-Burnett. "Little John of God" con Helm alla voce, è uno dei capolavori del disco: dolce e raffinata, riesce a toccare nel profondo. "Deep dark hotel" sembra uscire dalla penna di Jerry Garcia, quando il vecchio Dead si ispira alla musica Country. "Georgia slop", è un rhythm and blues di buona fattura. "I can't understand", altro brano molto elettrico, nasce dalla collaborazione di Cesar Roses e Willie Dixon, un rock blues chitarristico  d'autore. "The giving tree", con Keltner, è un valzerone della Lousiana, con tanto di fisarmonica. "Take my hand", in cui appaiono Hiatt e Keltner, è un'altra gemma semiacustica, dolce ed intimistica, che mette in evidenza la vena lirica di David Hidalgo. Concludono il disco "Jenny's got a pony", con un intrigante coro di bambini, la coinvolgente "Be still" ed il rock urbano "The Neighborhood". (Valutazione: Distinto)

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