Eddie Vedder, Glen Hansard, Cat Power - Flag Day (O.S.T.) (2021)

di Claudio Lancia

Croce e delizia dell’essere figli d’arte. La fortuna di poter incorrere in aiuti genitoriali, il comfort di trovare porte aperte, ma anche l’onere del doversi scrollare di dosso il peso del proprio cognome, lottando per dimostrare di saper camminare anche da soli. Olivia Vedder supera la prova preliminare con classe e autorevolezza. Certo, diranno gli immancabili detrattori, facile con quel papà che ti scrive le canzoni, ma la sua voce, posta nell’iniziale “My Father’s Daughter”, e più avanti in “There’s A Girl”, fornisce inattese aspettative per il futuro. La prima su disco della maggiore delle due signorine Vedder è comunque soltanto uno dei numerosi motivi di interesse che ruotano intorno alla colonna sonora del nuovo film diretto da Sean Penn, “Flag Day”, presentato in anteprima al Festival di Cannes 2021.

Rinviato per il secondo anno consecutivo il tour europeo dei Pearl Jam a supporto di "Gigaton", a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria da Covid-19, Eddie ne ha approfittato per perfezionare il lavoro da sottoporre all’amico Sean, col quale già collaborò ai tempi di “Into The Wild”. La scrittura e la registrazione della soundtrack sono andate avanti in grande serenità, con a fianco il compagno di mille avventure Glen Hansard. Dal loro rinnovato connubio artistico escono otto tracce (due delle quali assegnate a Olivia), per gran parte eseguite in coppia.

Se in alcuni casi è la farina del sacco di Vedder a prevalere (“Flag Day” richiama altri brani scritte per i Pearl Jam più recenti, “Rather Be Home” rimanda alle atmosfere di “Into The Wild”), altrove ci si avvicina maggiormente alle ballad indie-folk tipiche del repertorio di Hansard (è il caso di “As You Did Before”).

Lasciati da parte i minimalismi di “Ukulele Songs”, Eddie stavolta opta per arrangiamenti più pieni, incentrati su pianoforti e chitarre acustiche, dove la batteria entra quasi sempre con delicatezza, senza forzare troppo. Nel crescendo piacione di “Tender Mercies”, il vero colpo da maestro del disco, i due mostrano persino la legittima ambizione di puntare all’Oscar come “Best Song”, e Hansard sa come si fa, avendolo già vinto in passato con “Falling Slowly”.

Per conferire un tocco di discontinuità all’insieme, ecco in aggiunta la presenza di Cat Power, protagonista in quattro episodi, tre autografi (fra le quali la ballata da rituale pellerossa “I Will Follow”), più una cover della musicista islandese KK, “I Think Of Angels”, raffinatamente acustica. Vedder sceglie invece di omaggiare in solitaria l’evergreen dei Rem “Drive”, che apriva “Automatic For The People”, rispettosamente fedele all’originale.

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