Post

Tom Waits

Immagine
1987

The Rolling Stones - Exile on Main St. (1972)

Immagine
Esiste un disco che riassume con più approssimazione, abbandono, mistero e malattia la densa stratificazione operata dalle e nelle radici del rock'n'roll? Probabilmente no ed è per questo che Exile on a Main St. è un luogo dell'anima prima ancora che una vera raccolta di canzoni, un rifugio per "esiliati" di ogni sorta dove sentirsi fuori posto, dalla parte sbagliata di quella strada che resta un principio di sopravvivenza e al tempo stesso una dichiarazione di intenti. Immersi in un'atmosfera orgiastica e decandente, nella Francia dei primi anni 70 in cui ripararono, guidati dalla febbrile ispirazione di Keith Richards, vero condottiero occulto dell'intero progetto, gli Stones di Exile lambiscono la sintesi del loro schietto pensiero in termini di rock'n'roll, approdando così alle fondamenta della sempre amata America. Doppio album controverso e persino non completamente compreso all'epoca della sua uscita, è in verità lo zenith di un'i...

Bruce Springsteen - Darkness On the Edge of Town (1978)

Immagine
Non esiste recensione o scritto su Darkness On The Edge Of Town che non parta dalla sofferta genesi del disco e dalla tragedia di un artista nel pieno dello zenith creativo costretto a tenere nel cassetto tonnellate di materiale di primissima qualità per meri motivi contrattuali. E proprio dalla scelta dolorosa di dover arrivare a dieci brani su almeno una cinquantina papabili nasce anche l'eterna discussione se era questo poi il disco migliore che lo Springsteen del 78 poteva far uscire o no. Di certo, al di là della riconosciuta grandezza del materiale (che ne fa il disco più amato dai suoi hard-fans), lo straordinario risultato della raccolta fu proprio quello di apparire come un opera unitaria, quasi un concept-album dedicato alla grande depressione del sogno americano post-Nixon e post-Vietnam, un diario perfetto di quel viaggio immaginario che dalle Badlands del mondo post-industriale del New Jersey e delle sue oscure periferie, portava ad una terra promessa ormai lontana....

The Clash - London Calling (1979)

Immagine
Londra chiama, dopo l'esplosione tra punk e Stones di un esordio che brucia ancora per ambizione, passione e irruenza. Londra chiama, dopo la "guerra civile inglese" di un secondo album prodotto da Sandy Pearlman dei Blue Öyster Cult. Londra chiama, e Joe Strummer, Mick Jones, Paul Simonon e Topper Headon rispondono con un'apocalisse di suoni, stili, nostalgie e colori che cita la grafica del primo album di Elvis Presley mentre un basso sta per essere fracassato sulle assi del palcoscenico. Londra chiama, e la gioventù britannica replica con un travolgente frullato di generi dove reggae, ska, garage-rock, rockabilly, disco, funky e rasoiate punk vengono attraversati con incoscienza, rabbia e furore. Londra chiama, e se la Cbs nicchia, pretendendo un album di sole due facciate, i "quattro cavalieri" giocano d'astuzia e fingono di contrattare per un unico lp, salvo aggiungere un extended che lo rende in pratica doppio (ma sempre venduto al prezzo di un ...

Crosby, Stills, Nash & Young

Immagine

Emma Tricca – St. Peter (2018)

Immagine
di Nicola Gervasini Mentre ascoltavo St. Peter di Emma Tricca immaginavo la sua label discografica impegnata in un divertente scherzo da primo di aprile, e cioè far uscire il disco spacciandolo per il lost-record di qualche oscura chanteuse folk inglese dei primi anni settanta, qualcosa come una attesissima ristampa di un disco noto solo ai collezionisti di vinile, con conseguente operazione di riscoperta sulla falsa riga di Vashti Bunyan, Linda Perhacs o Anne Briggs. Sono sicuro che in questo caso oggi non saremmo qui a dovervi convincere che una ragazza italiana possa davvero essere in grado di maneggiare una materia nobile quanto antica come il brit-folk con così tanta sicurezza, affrontando i vostri sguardi scettici (e li vedo anche al di qua dello schermo). La biografia di Emma Tricca narra di incontri rivelatori con John Renbourn e Odetta e di un volontario esilio a Londra cercando un ambiente più consono alla sua musica, storie usuali quarant'anni fa, ma stavolta il...

Tom Rush – Voices (2018)

Immagine
di Marco Verdi Tom Rush a 77 anni suonati non ha ancora perso la voglia di fare musica, anzi, è stato più attivo negli ultimi dieci anni che nei precedenti trenta. Grande cantautore, protagonista dell’età d’oro del folk revival degli anni sessanta e poi del folk-rock, ha attraversato quella decade in prima linea con una serie di dischi e canzoni che risultano belli ancora oggi (la sua No Regrets è giustamente considerata un classico, anche se i suoi album erano spesso suddivisi tra brani suoi e di altri. Dalla metà degli anni settanta fino al nuovo millennio Tom sembrava quasi essersi ritirato: pochi dischi e profilo bassissimo, fino al suo ritorno sulle scene nel 2009 con l’ottimo What I Know, seguito a distanza di quattro anni dal bellissimo live celebrativo 50 Years Of Music. Ora Tom torna tra noi con Voices, prodotto come What I Know dall’esperto Jim Rooney (80 anni, un altro giovanotto), ed il risultato è ancora meglio che nel lavoro di nove anni fa. Rush per la prima volta sc...

Alcune canzoni del 1977 #16/16

Immagine
“Jamming”, Bob Marley Il più grande pezzo da concerto di Bob Marley, e uno dei suoi più celebri. Lui era già piuttosto famoso, ma con questo disco Exodus e i suoi singoli andò molto forte nel Regno Unito dove si era trasferito e in tutto il mondo, era venuto il tempo.

Ben Howard – Noonday Dream (2018)

Immagine
di Valentina Natale Ben Howard è un caso più unico che raro nel panorama folk inglese. Chitarrista dotato di una tecnica sopraffina capace di raggiungere un successo improvviso e inaspettato con una manciata di EP e due album (“Every Kingdom” e “I Forget Where We Were”) che sono riusciti a mettere d’accordo pubblico e critica, scalando a sorpresa le classifiche britanniche tra una nomination (al Mercury Prize) e un premio anzi due (i Brit Awards vinti nel 2013). Fatta la storia, Ben Howard avrebbe potuto dormire sonni tranquilli. Invece ha scelto di non accontentarsi. Il ragazzino sorridente di “Every Kingdom” è cresciuto ormai ed è diventato più avventuroso. “Noonday Dream”, l’album numero tre uscito ad inizio giugno, è un lungo sogno ad occhi aperti registrato tra la Cornovaglia e il sud della Francia in cui Howard sembra voler allargare ulteriormente i suoi orizzonti musicali. L’etichetta folk è ormai riduttiva per un artista che cerca di ampliare gli stretti confini del gen...

Roger Waters

Immagine
Roger Waters at home, Islington, London, 1970. Photo by Barrie Wentzell

E T I C H E T T E

Mostra di più