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The Waterboys - Modern Blues (2015)

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The Waterboys pubblicheranno il loro nuovo album intitolato Modern Blues su etichetta Harlequin And Clown, via Kobalt Label Services, il prossimo 20 Gennaio 2015. Registrato a Nashville, il disco è stato prodotto dal leader della band Mike Scott e mixato da Bob Clearmountain. Modern Blues contiene nove brani inediti ricchi di passione, che evocano il meglio del passato della band mentre forgiano il suo futuro. La decisione di registrare il nuovo album negli Stati Uniti si è rivelata catartica per lo spirito e il suono del disco. “La gente deve aspettarsi l’imprevedibile dai Waterboys”, dice Mike Scott, con un piccolo ghigno nella voce. E’ un’intenzione che ha ispirato tre decenni di musica cangiante e avvincente, e che su questo undicesimo album in studio ha un effetto particolarmente emozionante. Modern Blues è un disco di rock’n’roll a ruota libera, elettrico, eclettico, pieno di spirito e coraggioso , e arriva in un momento in cui la fama e la rilevanza dei Waterboys sono a...

The Chieftains

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Non sempre è possibile individuare con precisione il momento in cui un artista, o un gruppo di artisti, valica la linea d'ombra tra l'elité e il mito. Per i Chieftains, uno dei pochi ensemble musicali diventati il simbolo di una nazione, questo coincide con l'uscita e il successo di Barry Lyndon, il capolavoro con cui Kubrick prende atto dell'impossibilità dell'uomo di progredire. Nel 1975 il film al botteghino non fu un successo ma la colonna sonora agì da detonatore sullo spirito di un tempo in cui la musica popolare stava diventando rifugio sicuro per i tanti delusi da un rock che iniziava a dare i segni di una decadenza da Babilonia. Grazie ai Chieftains, il grande pubblico scoprì lo straordinario patrimonio musicale irlandese - qualcosa di molto simile a quello che ha fatto di Tolkien l'alfiere della riscoperta di miti e fiabe celtiche. " Negli anni '50 l'Irlanda era percorsa dalla febbre per il rock'n'roll e farsi vedere in giro ...

Mount Eerie - Sauna (2015)

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di Gianluca Marian Parlare di Phil Elverum è come parlare del Papa, la sua musica è diventata talmente personale che è impossibile sbagliarsi durante l’ascolto di uno dei suoi dischi: disco dopo disco, è giunto ad essere uno dei cantautori americani più importanti della sua generazione. Le alte vette raggiunte con The Glow Pt.2 e Mount Eerie, quando era sotto il moniker The Microphones, sono un bel ricordo ormai cronologicamente distante. Il cambio di nome, avvenuto proprio successivamente a Mount Eerie, molto probabilmente, è stato un sintomo di rinascita artistica. Elverum doveva distaccarsi dal successo che aveva ottenuto, consapevole di non poter mai più raggiungere quei picchi. Il progetto Mount Eerie nasce dunque sotto quest’ala di timore ma, per sua fortuna, non si è ridotto ad una semplice comparsa nel panorama musicale, mantenendosi anzi a livelli alti, elevando Phil a maestro nell’utilizzo di droni in ambienti lo-fi. Sauna è una liturgia di debolezze e paure compost...

Minnie Riperton - Perfect Angel (1974)

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 Ad una domanda, "cosa ti fa pensare l'estate?", una delle mie migliori amiche mi ha detto "al gelato!". Pensando che non mi ricordavo, al momento, nessun disco con un gelato in copertina, mi sono messo all'opera per scovarne una serie che comporranno i dischi di Agosto della rubrica. Iniziamo da un gelato che si sta sciogliendo tra le dita di una giovane e talentuosissima cantante, dalla storia tanto bella quanto drammatica, che ha avuto una delle voci più incredibili della musica (e  come spesso accade, colpevolmente dimenticata). Minnie Riperton nasce a Chicago nel 1947 da una umilissima famiglia, ultima di 8 fratelli. Il padre e la madre, due facchini, si accorgono della sua predisposizione alla musica e tra mille sacrifici la mandano a studiare al prestigioso Chicago's Abraham Lincoln Center, dove studia persino canto lirico. Minnie stupisce tutti per la sua predisposizione naturale al canto, tanto che inizia a cantare nei cori delle Chiese battiste...

Antonello Venditti

 Nato a Roma l'8 marzo del 1949, Antonello Venditti si fa le ossa frequentando la scena del Folkstudio, lo storico locale capitolino di Giancarlo Cesaroni. Qui stringe amicizia con un altro giovane cantautore, Francesco De Gregori. Insieme, i due realizzano nel 1972 "Theorius Campus", per entrambi il disco di debutto, nel quale incidono una canzone a testa e duettano su Dolce signora che bruci . Discografia e Wikipedia

Who Do You Love - Bo Diddley (1956)

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 Famoso figlio del Mississippi, anche se adottato dalle strade di Chicago, Bo Diddley si è autoproclamato da sempre inventore del rock 'n' roll, con toni che paiono tratti di peso dai dialoghi di The Blues Brothers: «C'era una missione da compiere e a qualcuno toccava il privilegio di iniziare. Dio l'ha dato a me, io sono stato il primo. Tutto il resto è venuto dopo».Vero o non vero, Bo è stato uno straordinario anello di passaggio tra blues e rock 'n' roll, pietra angolare di un suono che farà storia.Who Do You Love ne è la prova. La lista di artisti che si sono cimentati in una rilettura (in alcuni casi anche riscrittura), o che l'hanno presa come base per nuove composizioni, è praticamente infinita: Doors, Santana, Quicksilver Messenger Service, George Thorogood, Patti Smith, Bruce Springsteen (che dal vivo era solito legarla a She's the One, perché il groove era identico), Rolling Stones, Jesus and Mary Chain, Hoodoo Gurus, Yardbirds, Tim Buckley, Gr...

Donald Fagen - The Nightfly (1982)

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 La stanzetta di una stazione radio. Lo speaker che parla, raccontando storie di musica in un microfono RCA,  con tra le dita una Chesterfield King. Di fianco un giradischi, presumibilmente pronto a suonare Sonny Rollins And The Contemporary Leaders, capolavoro del 1958, la cui copertina è sul tavolo. Alla parete, un orologio gigante indica le 4:09, di mattina (e vi dirò presto perchè).  La foto di James Hamilton (scattata nell'appartamento di Manhattan dell'autore di oggi) ferma un istante che diviene una delle copertine più belle della storia della musica, dell'ultimo disco di questo mese di giugno dedicato al lavori solisti di artisti formidabili in una band. E Donald Fagen per tutto il decennio precedente è stata la metà di quel sogno iconico musicale, insieme a Walter Becker, che furono i formidabili Steely Dan: il loro suono amalgama magica di jazz, pop, rock, soul creò un marchio musicale, una musica che travalica lo spazio tempo e che sembra, ogni volta, qualcosa ...

Classifica 2026

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Elephant Micah - Where In Our Woods (2015)

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di Lorenzo Righetto Attesissimo nella scena folk indipendente (sospetto più dagli addetti ai lavori che dagli ascoltatori), il nuovo disco di Joe O’Connell, “Where In Our Woods”, arriva quasi in sordina agli inizi ancora infreddoliti e letargici di questo 2015. E, di conseguenza, si presenta in punta di piedi, rinunciando all’intensità del precedente, forse insuperabile “Louder Than Thou”, vero “vangelo” del cantautorato americano di pochi anni fa. “Where In Our Woods” rappresenta invece un lavoro molto più sedimentato, una liturgia intima che ricorda un po’ l’isolazionismo sonoro del recente omonimo di Oldham, qui presente fra l’altro a fornire le seconde voci al disco. La scrittura di O’Connell si fa quasi ascetica nelle sue ostinate ripetizioni (le note calcate su due corde di “Slow Time Vultures”), ma senza evocare gli scenari di ricerca interiore in paesaggi desolati dello scorso album. Il disco è improntato a una religiosità naturalistica (“By The Canal”), declinata in ...

Neville Brothers - Yellow Moon (1989)

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di Silvano Bottaro Assieme a Brothers Keeper è senz'altro Yellow Moon il disco più importante della produzione musicale dei Neville Brothers. Seguendo coerentemente una linea di sviluppo artistico che dall'iniziale influenza del cajun e della tradizione creola di New Orleans li ha portati man mano ad una miscela sempre più veriegata di stili, i Neville Brothers arrivano alla tappa più importante del loro lunghissimo cammino discografico iniziato negli anni sessanta come Meters . Aaron, Ivan e compagnia decidono di estendere lo spettro di interessi e di indirizzi musicali con un prezioso lavoro di ripescaggi colti tra rock, gospel, musica etnica ed altri ricordi. E' un clima magico in uno swingante caleidoscopio di cori e controcanti fatti ad incastri che si muovono nella corrente più nobile della black music e del pop adulto. Yellow Moon è musica che scorre via corposa, ricca di contrasti tematici e sonori tra nero e bianco, dosata fino all'ultima nota dalla...

E T I C H E T T E

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