Who Do You Love - Bo Diddley (1956)
Famoso figlio del Mississippi, anche se adottato dalle strade di Chicago, Bo Diddley si è autoproclamato da sempre inventore del rock 'n' roll, con toni che paiono tratti di peso dai dialoghi di The Blues Brothers: «C'era una missione da compiere e a qualcuno toccava il privilegio di iniziare. Dio l'ha dato a me, io sono stato il primo. Tutto il resto è venuto dopo».Vero o non vero, Bo è stato uno straordinario anello di passaggio tra blues e rock 'n' roll, pietra angolare di un suono che farà storia.Who Do You Love ne è la prova. La lista di artisti che si sono cimentati in una rilettura (in alcuni casi anche riscrittura), o che l'hanno presa come base per nuove composizioni, è praticamente infinita: Doors, Santana, Quicksilver Messenger Service, George Thorogood, Patti Smith, Bruce Springsteen (che dal vivo era solito legarla a She's the One, perché il groove era identico), Rolling Stones, Jesus and Mary Chain, Hoodoo Gurus, Yardbirds, Tim Buckley, Grateful Dead.
Se vi state chiedendo il motivo di questo successo, è perché non avete mai ascoltato il brano. E se avete ascoltato il brano, vi è bastato il ritmo pazzesco e le parole dei primi versi per capire che siamo di fronte a qualcosa di epocale per gli anni in cui è stato creato.
Era il 1956 e Bo Diddley aveva appena ascoltato un gruppo di ragazzi darsi battaglia a suon di parole per le strade di Kansas City. Usavano come sottofondo una musica ossessiva che sembrava presa di peso da un canto tribale africano. Diddley memorizzò il tutto e lo sviluppò ulteriormente fino a creare quello che oggi chiamiamo «Bo Diddley beat», ovvero un jungle sound martellante e inquietante che Jimi Hendrix tenne come base per le sue distorsioni. Bo andò quindi alla ricerca di parole che fossero molto diverse da quelle che si ascoltavano nelle canzoni dell'epoca.
(M. Cotto - da Rock Therapy)
Commenti