Semiramis - Dedicato a F.R.A.Z.Z. (1973)

L'epopea del prog fu pienamente una avventura europea, cioè che non si esaurì nel gruppi anglosassoni. Nel periodo aureo (1969-1974) gruppi di tutto il continente sfornarono dischi esuberanti e meravigliosi, si crearono movimenti quasi a sé stanti, come il kosmik rock tedesco o l'avventura del prog mediterraneo italiano e spagnolo. I gruppi italiani del prog, in uno dei momenti più creativi in assoluto della musica italiana, hanno ancora oggi un grande seguito negli appassionati, un po' in tutto il mondo. E ci sono storie davvero particolari, come quella del gruppo di oggi che nasce a Roma ad inizio anni '70.

Quattro amici d'infanzia a Centocelle mettono su una band: Maurizio Zarrillo, i cugini Memmo Pulvano e Marcello Reddavidde e il cantante Maurizio "Macos" Macioce. Sono tutti giovanissimi, all'epoca della formazione nessuno di loro è maggiorenne. Iniziano a suonare in qualche locale e alle feste di amici, e molti notano un potenziale niente male. Scelgono il nome Semiramis, seguendo la moda dei nomi fantasioni delle band dell'epoca. La prima occasione arriva nel 1972 quando vengono invitati a suonare al Festival Pop di Villa Pamphili, che si svolse a fine maggio di quell'anno: per motivi mai chiariti, Macioce viene sostituito dal fratello minore di Maurizio, Michele Zarrillo (si, proprio quel Michele Zarrillo) prodigioso chitarrista 16enne che prende anche le parti vocali. Suonando sia brani scritti da Michele Zarrillo, sia cover dei grandi gruppi internazionali (Rolling Stones, Creedence Clearwater Revival, Black Sabbath, Led Zeppelin) con qualche cover delle grandi formazioni prog italiane. La loro esibizione al Festival è un successo tanto che la Trident Records, casa discografica di Milano, propone loro un contratto. Poco prima delle registrazioni Memmo Pulvano deve abbandonare il gruppo, sostituito dal batterista Paolo Faenza e dal tastierista Giampiero Artegiani, uno dei primi pionieri in Italia del Synth Eminent, un organo elettronico prodotto dalla Eminent, azienda di organi nederlandese, che era il non plus ultra per l'epoca.

Pubblicano nel 1973 Dedicato A F.R.A.Z.Z (acronimo dei cognomi dei musicisti). In copertina, apribile e bellissima, disegni dell'artista inglese Gordon Faggetter, batterista inglese che venne in Italia con un gruppo semisconosciuto e fece fortuna al Piper di Roma, dove divenne il batterista di Patti Pravo, dedicandosi poi con successo alla pittura, collaborando come grafico anche per la RCA. Del disco, spiccano la coerenza interna, in un mix riuscito tra momenti più hard rock e quelli più interessanti nelle tipiche atmosfere teatrali del prog, e la tecnica superlativa di Zarrillo alla chitarra. Il disco racconta i pensieri di FRAZZ, personaggio che sta vivendo un momento personale particolare, dove si rincorrono dentro di sè immagini e ricordi particolari: La Bottega Del Rigattiere apre il disco con una costruzione che alterna parti suonate da tutti con brevi stacchi di sola batteria, con il primo assolo di Zarrillo da ricordare; Luna Park ribadisce il concetto, con un finale davvero portentoso. Uno Zoo Di Vetro vede l'intro dominato dal Synth Eminent di  Artegiani, il duello di chitarra acustica ed elettrica e la conclusione con un paesaggio sonoro sperimentale e atmosferico. Per Una Strada Affollata inizia con sintetizzatori e altri suoni, poi il tempo accelera e si unisce l'organo. Una calma con la chitarra acustica dopo un minuto continua fino a circa due minuti e mezzo, quando inizia a crescere. Si conclude con una voce teatrale. Dietro Una Porta Di Carta, Frazz e Clown ribadiscono queste strutture di contrasti musicali che rendono questo disco unico nel panorama italiano del prog, nonostante la relativa esperienza dei giovani musicisti, la mancanza di una produzione che sulla carta non era la stessa dei grandi gruppi e anche il fatto che la voce di Zarrillo così giovane è ancora acerba. 

Come per gli altri dischi prog di Aprile, anche questo, nonostante un materiale così ricco e invitante, ebbe pochissimo successo, sebbene la band in concerto continuasse ad ottenere grande gradimento: si sciolgono dopo un ultimo grande concerto sempre a Villa Pamphili, dove tutto era iniziato, nel 1974, dopo che la Trident non volle produrre il secondo disco. Dei componenti, due ebbero successo post scioglimento: Artegiani proseguirà nel mondo della musica, divenendo sia autore che produttore di successo (scrive per esempio con Giampiero Marocchi Perdere L'Amore per Massimo Ranieri). Michele Zarrillo, che virerà decisamente al pop più leggero, non disprezzerà mai di partecipare a piccole reunion e a dare dimostrazioni delle sue doti chitarristiche ancora oggi notevoli.

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