The Shaggs - Philosophy Of The World (1969)

Kevin Costner è il protagonista di un bellissimo film del 1989, L’Uomo Dei Sogni, in cui il protagonista, un agricoltore dell’Iowa, sente una voce nei campi di mais che gli chiede di costruire un campo da baseball. Da qui parte una storia magica che è una sorta di viaggio spirituale e di redenzione per tutti coloro che ne faranno parte (il film è bellissimo e vale la pena di essere visto o rivisto). Una cosa simile successe a Austin Wiggin, di Fremont, New Hampshire. Anni prima, durante una fiera di magia, la madre gli lesse la mano e gli predisse tre cose: lo sposalizio di una donna bionda, tre figlie dopo che lei fosse morta, e che le sue figlie avrebbero formato una band di successo. Scatta qui una scintilla in Austin, perchè in pochi anni le prime due cose si avverano, e come un predestinato dal Fato decide che le sue tre figlie, Dorothy "Dot", Betty e Helen diventino una band. Compra gli strumenti, paga qualche lezione di musica, e sicuro che il destino si compia le fa suonare insieme: in realtà Austin avrà anche un’altra figlia, Rachel, che tenta invano di inserire in questo progetto, ha un carattere pessimo e cresce le ragazze nel totale isolamento sociale e culturale. Nel 1968 inizia a organizzare dei concerti pubblici nella piccola città dove vivono, Exeter nel New Hampshire, chiedendo la sala pubblica del Municipio come sala eventi. Stabilito che le sorelle hanno una certa amalgama, battezza il gruppo The Shaggs, le Arruffate, per via delle chiome delle tre componenti. Tutto è pronto nel 1969: Austin, che in realtà lavora in un mulino e non è certo ricco, affitta i Fleetwood Studios di Revere, Massachusetts, per far registrare l’album della consacrazione alle tre figlie. Dando fondo a ogni risparmio, sicuro che il destino lo avrebbe aiutato, paga in anticipo anche 1000 copie del disco a Charlie Dreyer, che li farà stampare dalla Third World Music. Le registrazioni avvengono in un solo giorno, l’album ha pure due singoli per un 45 giri. Fin qui sembra la perfetta storia del sogno americano. C’è un grande, gigantesco “ma”. Ascoltando Philosophy Of The World si capisce che le tre ragazze erano tutto fuorché capaci di suonare: tecnica primitiva e improvvisata, la sensazione che non esista davvero la cognizione di ritmo, melodia e armonia, colpi di batteria che spuntano così, all’improvviso, la sensazione che le peggiori esibizioni al Karaoke non siano degne di questa scaletta. Si racconta che sbigottiti gli ingegneri del suono si guardassero tra loro quando le ragazze, convinte che una di loro avesse fatto un errore, si fermavano, ne discutevano per un attimo e continuavano a cantare. Eppure certi passaggi hanno un potenziale, e se non si sapesse la storia, le canzoni strampalate che suonano (tutte di un paio di minuti circa, che parlano di temi adolescenziali come uscire con gli amici, la festa di Halloween, le domande esistenziali tipo Who Are Parents?, Why Do I Feel? o What Should I Do? stemperate dalle idee e dai sogni di Things I Wonder, I'm So Happy When You're Near) potrebbero passare per un esercizio di avanguardia musicale. C’è pure un lato umano terribile: Dreyer stampa solo 100 copie, e scappa con il resto dei soldi. Con profonda umiltà, Wiggin le distribuisce alle stazioni locali, che le abbandonano sugli scaffali. Imperterrito, anni dopo, nel 1975, organizza una nuova sessione di registrazione, che però finisce quando Austin Wiggin muore per un infarto. Le tre sorelle abbandonano ogni altre idea musicale. Ma stavolta avviene l’atteso cambio di trama parziale: in primis, il Maestro Frank Zappa, da amante delle stranezze, compra una copia e diventerà un sostenitore di quella musica, tanto che in un famoso show televisivo suonerà due pezzi delle Shaggs; due grandi musicisti, Terry Adams e Tom Ardolino, che suonavano nella New Rhythm ‘n’ Blues Quintet, (NRBQ) possessori di una copia originale del disco, convincono la loro casa discografica a ripubblicare Philosophy Of The World. La ristampa del 1980 viene recensita da grandi giornali, con Rolling Stone che lo definisce “il disco peggiore di tutti i tempi” ma anche “il ritorno dell’anno”. Lester Bang sul Village Voice scrive: ”Come suona? Perfetto, non sanno suonare! Ma soprattutto hanno avuto l'atteggiamento giusto, che è tutto ciò che il rock 'n' roll è sempre stato fin dal primo giorno.” Tuttavia si riaccende un piccolo culto sotterraneo, e la riscoperta della musica “naif” di quegli anni aiutò la musica delle sorelle ad arrivare a vette incredibili (almeno di soddisfazione): è certo che Kurt Cobain designò Philosophy Of the World tra i suoi 5 dischi preferiti, e persino The New Yorker dedicò una storia di copertina alla vicenda delle sorelle Wiggin, nello stupore generale delle tre donne che consideravano un’esperienza orribile quella storia. Ci sarà perfino un album tributo, Better Than The Beatles: A Tribute To The Shaggs del 2001, e un musical dieci anni dopo, nel 2011, tanto che le due sorelle Dot e Betty, dopo la morte di Helen nel 2006, decidono una reunion con alcuni concerti insieme alla band del musicista Jesse Krakow. In un articolo su uno di questi concerti, un giornalista del The New Yorker scrive: “Le sorelle Wiggin non hanno affatto misura e divertimento a stare sul palco (...) Cosa significava celebrare un errore? Se l'arte accidentale viene ricreata di proposito, che cos'è?”. Rimane una delle storie più incredibili della musica moderna, e suggerisco almeno un ascolto (che ammetto è un’esperienza davvero diversa) per capire come qualche volta è meglio non tentare di prevedere il futuro.

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