Laura Nyro - New York Tendaberry (1969)

La storia di oggi vede protagonista una delle più creative e geniali cantautrici della storia della musica americana, colpevolmente dimenticata, sebbene la sua influenza sia stata centrale nell’evoluzione del cantautorato femminile e non solo dagli anni ‘70 in poi. Laura Nigro è figlia di Lou, trombettista jazz, e di Gilda, che fa la contabile. Frequenta la High School of Music and Art di Manhattan e a 17 anni, con un fiuto per gli affari che manterrà per tutta la vita, incide la prima canzone con il suo nome d’arte, Laura Nyro: And When I Die viene venduta nel 1964 a Peter, Paul And Mary, uno dei grandi gruppi vocali dell’epoca, per 5000 dollari. Sin da subito mostra quello che diventerà  il suo punto forte: condensare in brani la storia della musica americana (il doo woop, i gruppi vocali, il Brill Building, Broadway, la rivoluzione soul e funky, il ragtime) il tutto con una euforica e gioiosa vocalità, spettacolare nella sua estensione di ben 3 ottave. A 19 anni pubblica il primo disco, dal titolo indicativo di More Than A New Discover: per quei meccanismi assurdi e imprevedibili il disco passa quasi inosservato, ma sue canzoni, interpretati da altri, divengono autentiche hit, come per i Fifth DImension con Wedding Bell Blues e soprattutto i Blood, Sweat & Tears che riprendono And When I Die e vanno al primo posto della hit di Billboard: quella canzone diventerà un classico con altre interpretazioni di successo, tra cui ricordo quella di Barbra Straisand. David Geffen, uno dei personaggi più importanti della discografia americana, la nota e fonda con lei una società musicale, la New Tuna, con la promessa che avrebbero diviso a metà tutti i loro guadagni. Nel frattempo la propone alla Columbia che nel 1968 le dà carta bianca per scrivere una sorta di concept album sull’adolescenza, che viene pubblicato nel 1968: Eli And The Thirteenth Confession è un clamoroso disco che mette sul piatto la sua galoppante creatività: è blues, jazz (sua grande passione, fu amica di Miles Davis e grande ammiratrice di John Coltrane), con repentini e meravigliosi cambi di tempo, di stile, tra il pop orchestrale e sinfonie da musical fatte apposta per assecondare la sua vocalità selvaggia ed emozionante. Ma per l’ennesima volta il disco, pur fenomenale, ottiene poca attenzione, e per l’ennesima volta sono i singoli cantati da altri che diventano grandi successi: stavolta i Three Dog Night riprenderanno la spettacolare Eli’s Coming (un capolavoro assoluto) e ancora i Fifth Dimension pubblicheranno ben due hit di immenso successo: Sweet Blindness e Stoned Soul Picnic. Paradossalmente questa condizione le permette di sperimentare ogni idea che le viene in mente, e basta solo un altro anno che nel 1969 Laura pubblica quello che è uno degli album più suggestivi, memorabili e musicalmente eccitanti dedicati a New York. New York Tendaberry è un capolavoro che esprime alla massima potenza la creatività della Nyro, un disco di estrema libertà espressiva pensato, suonato e prodotto al massimo livello per un disco innovativo, personale e sperimentale. La Nyro addirittura contattò Bill Evans, il grande jazzista e braccio destro di Davis, per la produzione: nonostante la stima reciproca, Evans declinò, ma la Nyro si fece aiutare da altri due giganti, Roy Halee, che era il produttore di Simon & Garfunkel, e da Jimmie Haskell, fenomenale direttore d’orchestra che cura gli arrangiamenti orchestrali del disco. Laura Nyro immagina la sua città come un bosco di frutti (quelli che lei definisce Tendaberry) e si incammina tra i personaggi, le strade, i colori e i suoi di New York raccontandone le fratture, la povertà, certe volte lo straniamento. Si parte spesso con solo la sua voce favolosa e il piano, ma da qui si parte per esplorare il ragtime, il jazz, il blues, il pop sinfonico alla Spector in canzoni che abbandonano la classica struttura verso-ponte-ritornello-verso-ritornello per strutturarsi secondo flussi musicali innovativi, con cambi di ritmo, tempo e stile nella stessa canzone che sembrano azzardati, ma hanno un fascino magnetico e irripetibile. Save The Country è il brano più famoso, uno dei primi brani a tema ambientalista, e per questo strano gioco del destino anche stavolta alcuni dei gioielli del disco fecero la fortuna di altri artisti, ormai fidati esecutori delle sue composizioni: i Fifth Dimensioni arrivano in top 30 con Save The Country e la Streisand nei suoi concerti canterà la stupenda Time And Love. Tra i gioielli del disco, le stupende You Don't Love Me When I Cry e Gibsom Street (dall’oscuro testo drammatico), le due dark Captain For Dark Mornings e Captain Saint Lucifer, la gioiosa Tom Cat Goodbye e merita una menzione speciale la title track, un’ode sentita e indimenticabile alla Grande Mela. Pur rimanendo in classifica per mesi, New York Tendaberry vende poco per la sua bellezza e qualità. Nello stesso anno, vende con Geffen alla CBS la New Tuna per 4.5 milioni di dollari, divenendo milionaria. Ma la sua vita non cambia affatto: pubblica nel 1970 Christmas And The Beads Of Sweet, con ospiti Alice Coltrane all’arpa in diversi brani e Duane Allman alla slide nella bellissima Beads Of Sweat e che ha il suo più grande successo nella cover di Up On The Roof del magico duo Goffin\King. Dopo un disco di cover, si ritira a vita privata, sposa un falegname, ha un figlio e ritorna solo nel 1976 con Smile. Dopo una serie di concerti che ebbero buon successo, si ritira ancora dallo spettacolo dopo Nested, il suo album “minore”. Divorzia, si innamora di una donna, diviene attivista per i diritti delle minoranze e dell’ambiente ma pur mantenendosi sempre attiva anche discograficamente rimane nell’ombra, fin quando nel 1997 un male incurabile la porta via a 49 anni. Con il passare del tempo, complice anche una intervista musicale reciproca tra Elvis Costello e Elton John dove entrambi i musicisti la mettono nella lista dei più grandi artisti dimenticati, la Nyro ha una tardiva riscoperta, scoprendo che in maniera diretta e indiretta ha influenzato tantissima musica d’autore dei successivi decenni, e persino Joni Mitchell disse di aver tratto ispirazione dal suo modo creativo di produrre musica per quel capolavoro leggendario che è Blue. Nel 2012 una commossa Bette Midler la introdusse nella Rock & Roll Hall Of Fame, postumo riconoscimento ad una delle voci più incredibili, e tra le più colpevolmente dimenticate, della musica americana.

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