Starman - David Bowie (1972)
Genio mutante. Uno, nessuno, centomila. Ha fatto della curiosità la sua bussola. Ha contaminato, unito cultura alta e cultura bassa. Ha usato l'arte del travestimento, ma non come gioco: come ragione di vita. Il senso del suo vagare era indossare abiti sempre nuovi per inventare nuovi personaggi. E' il procedimento del cinema: l'attore si sveste e si riveste, interpreta ruoli sempre diversi, cerca di entrare nelle vite altrui per scoprire, alla fine, essenzialmente la sua, per vedere, dopo tanti volti, il proprio. "Io sono una fabbrica di personaggi, ma non sono tutti loro", così diceva Bowie. Da questi personaggi a volte si è lasciato fagocitare, altre volte ha avuto l'intuizione e il coraggio di condannarli a morte prima di sentire il morso della camicia di forza. Alcune volte è stato lui a crearli, altre volte sono stati loro a creare lui.
(M. Cotto - da Rock Therapy)
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