Spinal Tap - This Is Spinal Tap (1984)

Avvertenza: la foto della copertina del disco è proprio questa. Tutta nera, senza nessun riferimento. Se vi sembra uno scherzo, in tutta verità lo è, perchè la storia di oggi è una delle più bizzarre e divertenti della storia del rock. Lo è perchè gli Spinal Tap (con una improbabile umlaut sulla n, graficamente scritto Spın̈al Tap, e non si può pensare che sia un sarcastico omaggio ai Motörhead) sono una band fittizia, protagonista del finto documentario (un cosiddetto mockumentary) sul loro tour d’addio alle scene. Tutto nasce nel 1979 quando Rob Reiner ( futuro regista di capolavori come Stand By Me, Harry Ti Presento Sally, La Storia Fantastica, Misery Non Deve Morire) mette su per uno spettacolo della ABC, TV Show, il finto videoclip dell’ultimo successo, Rock And Roll Nightmare, di una band heavy metal inglese, perfetta parodia dei grandi gruppi del genere, in quegli anni all’apice estetico e di successo. Gli Spinal Tap sono composti da: David St. Hubbins, chitarrista e co leader, Nigel Tufnel chitarra e secondo leader e il bassista Derek Smalls. In quella esibizione li accompagnava Loudon Wainwright III alle tastiere. St. Hubbins in realtà è Michael John McKean, protagonista ultimamente della serie Better Call Saul, Tufnel è Christopher Haden-Guest, attore, regista e produttore britannico, marito di Jamie-Lee Curtis e Smalls è Harry Shearer, cabarettista e comico statunitense, conosciuto perché uno dei doppiatori principali dei Simpson. L’idea per un po’ rimane lì, ma anche per il successo di film come The Song Remains The Same sui Led Zeppelin, The Last Waltz sulla The Band e persino un primo esperimento comico dei The Rutles con All You Need Is Cash (una spietata parodia su un gruppo inglese del rock, chiaramente ispirato ai Beatles) Reiner raccoglie fondi e inizia a mettere su l’idea. Nel 1984 esce nei cinema This Is Spinal Tap, di cui l’album di oggi ne è una sorta di colonna sonora (in tutta questa storia le definizioni sono per natura approssimative). Reiner, che nel film è Martin “Marty” Di Bergi, è un regista che sta documentando l’ultimo tour americano degli Spinal Tap, una delle band “più rumorose” d’Inghilterra: macchina a mano, regista spesso in campo per porre domande ai protagonisti e stacchi veloci da un'intervista a un'esibizione live del gruppo. La Band è in cerca di se stessa, dopo un discreto successo iniziale ma una carriera stranissima, costellata da episodi “surreali” capitati ai loro batteristi, con uno morto nel suo vomito, riferimento a John Bohnam degli Zeppelin, qualcuno esploso accidentalmente durante le prove (sic), a chi muore durante un incidente con il giardinaggio, come Jeff Porcaro dei Toto. I concerti vanno malissimo, con pochissimo pubblico, molte date cancellate, gli unici concerti che vengono fatti avvengono i posti improbabili, tra cui una base aeronautica o in un teatro per marionette. C’è dentro tutta una serie di “clichè” sui gruppi rock: l’armonia tra i due leader rotta dall’arrivo di una donna sensuale, il rapporto con le groupie, l’estetica del rock duro (con improbabili vestiti che i musicisti indossano), il rapporto irreale con l’industria discografica, la censura sui testi e le copertine degli album, i virtuosismi di certi chitarristi: una delle scene più esilaranti del film vede Nigel Tufnel suonare più chitarre contemporaneamente con mani e piedi, e al posto di un archetto aiutarsi addirittura con un violino. In pratica il finto documentario spiega la genesi e il “significato” delle più famose canzoni degli Spinal Tap, con risultati tutt’altro che epici, come dimostra Stonehenge la cui scenografia avrebbe dovuto riproporre i monoliti di Stonehende per fare colpo sul pubblico, ma siccome si confusero piedi con pollici, piuttosto che colossali erano minuscole .Guidati dai loro strumenti particolari, che hanno livello massimo non a 10, come tutti, ma al numero 11 (altra gag famosa), alcune canzoni, che voglio sottolinearlo, sono tutte suonate e cantate dai tre comici, hanno anche un discreto successo: Gimme Some Money verrà inserita nella colonna sonora di numerosi film, Tonight I’m Gonna Rock You Tonight, forse la loro canzone più famosa, era pure tra i brani per il famoso videogioco Guitar Hero, Big Bottom, piena di doppisensi, fu addirittura coverizzata dai Soundgarden durante il Louder Than Love Tour. Il film si conclude con un inaspettato successo sul mercato musicale giapponese di un loro vecchio successo, Sex Farm. Il film è una sorta di cult nel mondo anglosassone, e si dice che la moda dei black album (tra i più famosi quello di Prince e quello dei Metallica negli anni a venire) sia un sottinteso omaggio a quello degli Spinal Tap, addirittura scelto dalla Biblioteca del Congresso per la conservazione per il valore estetico, culturale e artistico. Gli Spinal Tap ritorneranno con un disco nel 1992, Break Like The Wind, a cui partecipano Cher, Jeff Beck, Joe Satriani, Slash, Steve Lukather, Dwezzil Zappa, proprio a segnare lo spirito di culto tra i musicisti per questo progetto. tanto che durante il Live Earth del 2007 a Wembley, gli Spinal Tap furono accompagati sul palco da numerose star della musica per una versione da sogno di Big Bottom. Una canzone che dice: My baby fits me like a flesh tuxedo\I’d like to sink her with my pink torpedo. Nel film, camei di personaggi famosi, come Billy Crystal o Dana Carvey o Anjelica Houston, alcuni che lo diventeranno almeno per noi come Fran Drescher (quella della sitcom La Tata) o Paul Schaffer, il leader della resident band al David Letterman Show, in uno dei ruoli più divertenti del film, quello di Fufkin, proprietario della Polymer Music, che di musica non sa niente.

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