Ramones - Ramones (1976)
I dischi della rubrica di Marzo avranno come filo logico che li lega questo: fare la rivoluzione (musicale e non solo) in meno di mezz’ora (di brani, o giù di lì). Sono esempi di immediatezza che ha spiazzato e segnato la musica dei rispettivi periodi, facendo diventare i rispettivi protagonisti vere e proprie icone. L’inizio del nostro viaggio ci porta a New York, seconda metà degli anni ‘70: in posa davanti ad un muro scalcagnato ci sono 4 tizi, due con un improbabile caschetto, i jeans sdruciti, il chiodo di pelle, scarpe da tennis logore e sporche, che la fotografa Roberta Bayley immortalerà, a pochi passi dal celebre locale CBGB’s, sulla copertina del loro primo disco. Da quando si sono formati un anno primo, a Forest Hill nel quartiere del Queens, hanno scelto come nome quello di una famiglia, a segnare lo spirito di coesione e amicizia che si era instaurato da loro: così Jeffrey Hilman diviene Joey, John Cummings diviene Johnny, Douglas Covin cambia in Dee Dee, Tomas Erdelyi diventa Tommy, e come cognome il leggendario pseudonimo che Paul McCartney usò per il primo tour dei Beatles in Scozia, Ramone. Nascono così i Ramones, tra le più celebri, mitiche e leggendarie band rock americane, padri non solo del punk americano, ma di un’intera iconografica che li ha resi per vent’anni (1976-1996) una delle leggende del rock. Dal punto di vista musicale la ricetta è semplicissima: tre accordi, chitarre registrate su un canale, basso sull’altro, batteria su entrambi, un mix elettrizzante ed energizzante con la tradizione del surf rock, il garage di Detroit degli anni ‘60, il beat anglofilo (con davvero una venerazione per il Mersey Sound), la bubblegum music, il pop, a cui aggiungono il look da tossici, le tematiche da reietti, che li faranno profeti dei teppisti dal cuore tenero. Ramones è il loro primo indimenticabile lavoro: la Sire Records li mette sotto contratto nel 1975, e il budget è esiguo, circa 6000 dollari, e servirono giusto per due sessioni. Ma bastano il primo di una serie di richiami tribali, in questo caso e i tre accordi killer di Blitzkrieg Bop, che Lester Bangs in un articolo famoso fece risalire a Louie Louie e addirittura a La Bamba per dire che un terremoto sta arrivando. Nella prima edizione i 14 brani, innocenti, vivaci, pazzi, non diventano subito degli inni, un po’ perchè non si capisce bene cosa vogliano dire, tra i testi non-sense e la caratteristica pronuncia di Joey, che si “mangia” le parole un po’ dove gli capita e un po’ perchè per la tecnica di registrazione particolare fu preso quasi per uno scherzo. Ma con il tempo le canzoni e le storie che raccontano sono diventate famosissime: da Beat On The Brat, che Dee Dee ha sempre raccontato fosse una storia vera:«Joey vide una madre correre dietro al figlio impugnando una mazza da baseball e ci scrisse sopra una canzone»; a Now I Wanna Sniff Some Glue, sul passatempo preferito dei ragazzi di Forest Hills, il quartiere del Queens dove la band nacque, a cui dedicarono in seguito anche una iconica Carbona Not Glue; Today Your Love, Tomorrow The World fu ispirata a Dee Dee dalla sua adolescenza passata in Germania e anche per i soliti testi strani, fu accusata di simpatie naziste (totale sciocchezza); Judy Is a Punk racconta la vita di due scalmanate fan del gruppo, tali Jackie e Judy: la canzone si scoprirà in seguito avere un valore profetico, perchè nel testo si parla di una loro misteriosa scomparsa (They both went down to Berlin, joined the Ice Capades\And oh, I don’t know why\Oh, I don’t know why\Perhaps they’ll die, oh yeah) ed effettivamente le due ragazze morirono in un incidente aereo; Chain Saw è ispirata al film Non Aprite Quella Porta, Havana Affair è totalmente pazzoide, c’è persino una dolcissima canzone d’amore, I Wanna Be Your Boyfriend e una cover di Let’s Dance, portata al successo da Chris Montez nel 1962. Inizia qui un trittico mitico (con Leave Home del 1977 e Rocket To Russia sempre del ‘77) con la formazione a quartetto classica (nel 1978 Tommy se ne va ed entra Marc Bell, che diventa Marky Ramone) che lancia nella leggenda rock 4 personaggi che a ritmo di non sense ed intercalari scriveranno una pagina simbolo della storia del rock.

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