27 giugno 2014

Jimi Hendrix - Electric Ladyland (1968)

di Musica Dal Pianeta Terra

Il 1968 è un anno cruciale per Jimi Hendrix. Il mancino di Seattle sembra poter raccogliere, in termini di gloria e quattrini, i frutti d'una attività estenuante che lo ha condotto finalmente - meglio tardi che mai - nell'impero del divismo rock. L'anno precedente ha mandato in orbita il pubblico di Monterey con un set destinato alla leggenda: l'uso di distorsori, pedali wah wah e feedback esaltano l'anima sfuggente e psichedelica del suo "sentimento blues"; il simbolismo visivo, culminante con lo stupro e l'incendio della Fender, sublima la potenza della messinscena. 
I due primi capitoli discografici, "Are You Experienced?" e il successivo "Axis: Bold As Love", pur accolti con favore, risentono giocoforza dei vorticosi ritmi di lavoro cui l'Experience è sottoposta e, pur contenendo alcune canzoni-manifesto dell'arte hendrixiana, non trovano il passo sciolto della coesione. Adesso Jimi sente il fiato sul collo dell'industria, dei fan, degli stessi comprimari Noel Redding e Mitch Michell sempre più circoscritti nel ruolo dal suo egocentrismo. Anche Hendrix è inquieto tormentato dal dubbio d'essere scambiato per una giocosa macchina da guerra del rock, che produce più spettacolo che feeling. Così, se i primi due dischi erano stati registrati in presa diretta, per "Electric Ladyland" il virtuoso di Seattle si prende tutto il tempo e la cura del caso. Il doppio album viene pubblicato nell'ottobre del 1968 con una "scandalosa" foto di copertina (censurata in Europa) e vola in cima alle classifiche americane, per la prima (e unica) volta nella carriera di Hendrix.
Malgrado le ambizioni di perfezionismo, il disco suona sovente sporco e disomogeneo, ma paradossalmente sta proprio lì la sua forza. Il nuovo catalogo hendrixiano è assortito e stupefacente. La versione urticante della dylaniana "All Along The Watchtower" e la dilatata progressione blues di "Voodoo Chile", sono solo due semplici esempi che lasciano intendere l'abilità, l'intuizione e la potenzialità del creativo chitarrista.
Purtroppo, non ci sarà alcuna occasione di verifica. Electric Ladyland resta l'ultimo episodio di studio del nostro caposcuola, prima della morte prematura e dello sfruttamento intensivo del mercato.
Un capolavoro che tutti dobbiamo avere. (Mia valutazione: Capolavoro)

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