29 luglio 2016

The Byrds - Younger than Yesterday (1967)

Seminali e anticipatori di suoni e tendenze, i Byrds più che una vera band furono un grande laboratorio musicale dove alcune tra le più illuminate menti (Roger McGuinn, Gene Clark, David Crosby, Gram Parsons, Chris Hillman) della giovane scena rock americana mossero i primi passi per poi fuggire ed affermarsi altrove, rendendo impossibile ai Byrds di cementare una propria identità di gruppo, ma consentendo alla band di assorbire influenze e contributi diversi rendendo la propria opera sempre innovativa. Il miglior esempio di questo melting pop musicale è per l'appunto Younger Than Yesterday, quarta opera della band che seguì la svolta psichedelica di Fifth Dimension. Reduci dalla fuoriuscita di Gene Clark, realizzarono un album maturo in cui le idee e le intuizioni dei due fuoriclasse, McGuinn e Crosby, si integrano alla perfezione raggiungendo un punto di equilibrio unico. Se pezzi quali Have You Seen your Face o Renaissance Fair sono stupendi esempi del classico folk rock psichedelico guidato dalle 12 corde della Rickenbacker di McGuinn, le misteriose dolenti ballate di David Crosby quali Everybody's Been Burned e Mind Gardens anticipano le intuizioni che verranno esplose in futuro nel supergruppo con Still, Nash e Young. Non secondario il contribuito dell'anima roots Chris Hillman che contribuì con delle purissime Time Between e The Girl With no Name indicando la strada per la prossima svolta country-rock. Younger than Yesterday appare come un caposaldo del rock americano, una pietra miliare in grado di anticipare i suoni e le tendenze che verranno battute dal rock a stelle e strisce nei decenni futuri.  (Mia valutazione:  Buono)
(Gianluca Serra)

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