The Amazing - Ambulance (2016)


di Partisan
The Amazing avevano convinto sin dal loro esordio nel 2010, pur meritandosi qualche riserva. La mescola di folk e rock classici di stampo Sessanta/Settanta e un’atmosfera grigia e introspettiva di contorno sembravano non rendere giustizia alla band svedese. Ambulance è probabilmente la svolta in questo senso, un disco più “quadrato” di Picture You, dove ancora c’era un forte rimando al passato. Certamente un album più ispirato di Gentle Stream. Il quarto disco in studio dei The Amazing si muove tra le lande nebbiose di un Kozelek paralizzato dagli incubi gotici dei Cure, e questo lo si vede sin dall’apertura con la title-track, forte di un riff di chitarra avvolgente e di una vocalità che esprime allo stesso tempo rimpianto e rabbia, ma anche rassegnazione e speranza.

Si scorre così verso un dream-pop oscuro (Divide) per poi approdare ad un funky inaspettato (Blair Drager), passando per un post-rock lacerante (Track). A fine disco si ha la sensazione che questa volta il lavoro dei The Amazing sia stato più funzionale che in passato, Ambulance non è certamente un disco immediato ma ha un gran pregio: è permeato di emotività. Questo rende anche i brani più ostici come Through City Lights Perfect Day for Shrimp delle piccole perle che arrivano dritte al cuore. La cifra di quello che con molta probabilità è il miglior disco dei The Amazing sta tutta nella perfetta sincronia di sfumature musicali che incrociano Wild NothingMogwai Low (Amethyst). Il tutto filtrato dallo spleen introspettivo di una band che fa della malinconia la sua miglior condizione espressiva.


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