The Buggles - The Age Of Plastic (1980)

 Mentre si brindava all'arrivo del 2026, una grande ma oggi dimenticata storia finiva: MTV cancellava in Europa i suoi canali musicali. Nacque 45 anni fa, il 1° Agosto 1981, cambiando la fruizione della musica: non si ascoltava soltanto, ma si guardavano i videoclip delle canzoni. È stata una rivoluzione formidabile, che ha cambiato la cultura, il costume e molte parti dell'economia planetaria, e le nuove evoluzioni della fruizione musicale ne hanno scritto il destino (già da anni MTV non si concentrava più sulla diffusione di contenuti musicali a favore invece di intrattenimento generale). Ho pensato che sarebbe stato bello "discuterne" attraverso dei dischi che hanno caratterizzato questa parabola, che ha avuto il suo apice tra metà anni 80 e 90. Il primo videoclip (così si chiamavano) trasmesso della neonata emittente negli Stati Uniti alla prima trasmissione fu un  singolo del disco di oggi, clamorosamente anticipatore di cose che avverranno.

I Buggles si formano verso fine anni '70 quando si incontrano due giovani musicisti, Geoff Downes, tastierista, e Trevor Horn, cantante, chitarrista e multistrumentista, a Londra. Entrambi sono in cerca di lavori nel mondo musicale, e incontrandosi si rendono conto che hanno alcune passioni in comune: la musica dei Kraftwerk, volevano entrambi lavorare con Daniel Miller, famoso produttore di quel tempo e amavano il romanzo di J. G. Ballard, Crash. Decidono di formare un duo, che prende spunto dal significato del nome dei Beatles con un gioco di parole, sperando che anche dei Bugs avrebbero potuto avere un po' di successo. Le prime registrazioni avvengono in un piccolo ed improvvisato studio di registrazione a Wimbledon, sopra la bottega di uno scalpellino. Registrano prima dei demo e poi alcune tracce finite, e Horn, grazie anche alle sue amicizie, riesce a far sentire quelle canzoni a potenziali editori. Hanno la fortuna che Chris Blackwell, il patron della mitica Island, si interessi a quelle musiche così tanto che li mette sotto contratto. Nel frattempo ai due si unì Bruce Woolley, che aveva aspirazioni di diventare il cantante del trio, ma all'ultimo, anche dopo mesi di collaborazione, preferì defilarsi e fondare un nuovo gruppo, The Camera Club, che con il benestare di Downes e Horn registrò alcune canzoni a cui i tre avevano lavorato.

Horn e Downes entrano in studio, e grazie al budget messo dalla Island, 60 mila sterline nel 1979 (una cifra davvero considerevole), registrano con il meglio possibile delle apparecchiature, e la qualità ingegneristica del loro lavoro si sente ancora oggi. The Age Of Plastic (1980) è una sorta di concept album sulla conseguenze dell'avvento tecnologico sulla vita delle persone. Musicalmente è come se i Buggles riescano a trovare una sintesi tra il nascente pop new wave e la musicalità maestosa del progressive, tutti generi usciti completamente trasformati dalla furia iconoclasta del punk. Le affascinanti visioni futuristiche di The Age of Plastic trasformano il vostro soggiorno in un mondo che assomiglia a quello immaginato decenni prima da Hanna e Barbera per il loro storico cartone animato dei Jetson. È un mondo, però, in cui la tecnologia è vista per quello che è: piena di promesse e di implicazioni spaventose. In I Love You Miss Robot, una metaforica storia d'amore con un robot esplora il rapporto dell'uomo moderno con la tecnologia e la sua dipendenza da essa. Il ritmo vivace, i testi taglienti e la minacciosa traccia vocale di Kid Dynamo mettono in discussione la perdita di immaginazione che affligge l'era dei mass media. Clean Clean segue un gruppo di soldati che hanno già visto la loro parte di azione mentre si dirigono verso il prossimo impegno, e la guerra è un affare sporco in cui è difficile rimanere puliti. Elstree è una canzone omaggio agli studi cinematografici britannici Elstree Studios. Segue la storia di un attore fallito che inizia a fare i conti, dietro le quinte, di ciò che è stato e ciò che poteva essere. Ma la canzone simbolo del disco, e inizio della nostra storia, è Video Killed The Radio Star: leggendaria nel ritmo e nella melodia, ha un testo pungente che ragiona, con ironia, sulle preoccupazioni dei vari comportamenti nei confronti delle invenzioni tecniche e delle macchine del XX secolo utilizzate e modificate nelle arti dei media come la fotografia, il cinema, la radio, la televisione, la registrazione audio e la produzione di dischi. In effetti la preoccupazione è che l'arrivo di un canale massmediale così potente come la TV nel mondo musicale, in maniera così invasiva, avrebbe potuto distruggere un sistema: i fatti hanno poi dimostrato che quel cambiamento fu per molto tempo utile e addirittura migliorativo. Il video musicale del brano fu opera di Russell Mulcahy, uno dei pionieri del genere e poi famoso registra di film fantasy, tra cui i primi due film della serie Highlander. Il brano diventerà uno dei simboli degli anni '80 e fu coverizzato da decine di altre formazioni e cantanti.

Vorrei sottolineare due cose: Downes e Horn per un breve periodo finirono addirittura nei mitici Yes, prima del loro secondo disco, Adventures In Modern Recording del 1981, che fu finito dal solo Horn dopo che Downes andò via all'inizio delle registrazioni. Lo stesso Horn è stato uno dei personaggi musicali più importanti del decennio, decisivo nell'evoluzione stilistica della musica e produttore di alcune delle più grandi band del decennio ed è stato la forza creativa della ZTT Records, un'etichetta che ha portato alla fama ABC, Propaganda, Art Of Noise, Seal e 808 State. Ha lavorato con Yes (che ritornarono alla ribalta nel 1983 con il singolo Owner Of A Lonely Heart), George Michael, Frankie Goes To Hollywood e The Pet Shop Boys, tra gli altri, e ha supervisionato la produzione di molti dei brani più rappresentativi dell'epoca.

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