Radiohead - Kid A (2000)

 

26 anni fa usciva questo disco, è fu un punto di rottura: musicale innanzitutto, ma anche per come un disco veniva prodotto, distribuito, commercializzato. A distanza di anni posso dire che parte delle sue innovazioni furono fortuite, non programmate da un gruppo di musicisti che stava attraversando un periodo delicatissimo dal punto di vista psicologico, ma ciò che rimane alla fine è uno dei dischi più innovativi e magnetici di sempre, capace di affascinare totalmente anche a distanza di un quarto di secolo.

I Radiohead venivano dal successo straordinario di un altro disco leggenda, Ok Computer, del 1997: un lavoro potentissimo che li catapulta da piccola band underground britannica nell'olimpo della musica rock internazionale. Le canzoni di quel disco diventano inni generazionali, tra i più famosi Paranoid Android, Karma Police, No Surprises. La band va in tour continuamente, ma questo sta stretto soprattutto a Thom York, che ha una sorta di esaurimento nervoso che sfocia in una primordiale depressione. Il resto della band, cioè i fratelli Greenwood, Johnny e Colin, Ed O'Brien e Philip Selway decidono di fermarsi e di lavorare in un modo diverso. Iniziano ad ascoltare ogni tipo di musica, York riempie un iMac di musica elettronica, Aphex Twins, Boards Of Canada e il jazz post fusion di Miles Davis. O' Brien inizia a conoscere strumenti innovativi che gli fanno accantonare la chitarra. 

Ma oltre ciò, il materiale gigantesco che iniziano a registrare tra gli studi Guillaume Tell a Parigi, ai Medley di Copenhagen e nei nuovissimi Radiohead studio, vicini ad Oxford da cui i ragazzi provengono seguiti dal fido produttore e mentore Nigel Godrich, viene plasmato in maniera del tutto nuova. York scrive delle frasi che gli vengono in mente e le mette a foglietti in un cappello, da cui le prende a caso formando i testi delle canzoni, mai così astratte e "impersonali". O'Brien scopre sintetizzatori modulari e Onde Martenot, uno dei primi sintetizzatori mai inventati (nel 1928 da Maurice Martenot, che si ispirò al Theremin di qualche anno più vecchio). E poi drum machine, pro tools, altre aggeggi per montare e trasformare voce e strumenti. Oltre il parto travagliato, anche la distribuzione fu tormentata: York si sentiva "spaventato" dall'attesa del disco, e decise insieme alla band e alla EMI (preoccupatissima) di non rilasciare nemmeno un singolo, sebbene qualche traccia fosse già stata messa in onda dalla radio a cui le prime copie furono consegnate. Ma ebbero un'idea tanto astuta quanto geniale: agli albori della comunità digitale, decisero di rilasciare il disco dal proprio sito, con un app, la iBlip, una applicazione Java che poteva essere inclusa nelle pagine dei fan, permettendo agli utenti di fare un ordine online del disco e ascoltare degli stralci in streaming prima della sua uscita e mini clip di poche decine di secondi a corredo dei brani. Alcune copie furono immesse illegalmente su Napster, tanto che il disco iniziò a circolare illegalmente. Sembrava una sconfitta, ma invece fu l'ìnizio del trionfo.

Kid A esce ufficialmente il 2 ottobre del 2000: il Kid A del titolo, e dell'omonima canzone, è la storia del primo bambino clone, e proietta nelle tracce di questo disco cupo, doloroso, apocalittico ma così straordinariamente affascinante, le ansie e le preoccupazioni di una "generazione" che erediterà un mondo distrutto, nato da questo caos tecnologico e sociale. Nelle prime tre tracce non c'è nemmeno una chitarra: nella dolenza di Everything In Its Right Place (che diventerà sua malgrado famosissima per l'uso intensivo in film, serie tv, spettacoli), Kid A e The National Anthem, con finale caotico che chiaramente si ispira al free jazz. Arriva poi il primo colpo da KO: scritta dopo una chiacchierata con il suo amico Michael Stipe, cantante e leader degli R.E.M., York racconta della crisi per essere sempre in tour, e di non riuscire a trovare del tempo per sè, racconterà in una famosa intervista: "L'avevo chiamato e gli dissi 'Non ce la faccio più'. E lui mi rispose 'Chiudi gli occhi e ripeti ‘I’m not here, this is not happening’. How To Disappear Completely diventerà anch'essa iconica, anche per i violini finali registrati alla Dorchester Abbey, la canzone che fa deprimere chi non lo è e rallegra chi è depresso. Treefingers è un brano ambient e "desertico" che apre alla seconda parte, ancora più drammatica: Optimistic, che è stilisticamente quella che si lega ai Radiohead precedenti, è un brano stranamente più gioioso, dal famoso ritornello "You can try the best you can. You can try the best you can. The best you can is good enough", parole dette a York dalla sua fidanzata dell'epoca sui timori che l'album fosse un fiasco. Poi arrivano In Limbo, post rock minialista e la storica e fortissima Idioteque, che è uno dei testi più criptici di Yorke, ha un tappeto sonoro techno-kosmik rock preso da Greenwood da un brano degli anni 70, Mild Und Leise registrato da Paul Lansky nel 1973 che dopo aver ascoltato il brano concesse i diritti del sampling. Apocalittica, oscura, racchiude lo spirito devastato del disco, ma vestito di un abito musicale mai sentito e innovativo. Chiudono il disco Morning Bell e Motion Picture Soundtrack: i semi risalgono addirittura a Creep, quindi fine anni '80, e probabilmente è una canzone che maschera un tentativo di suicidio; in Kid A nasconde anche due tracce fantasma.

La copertina è opera del loro collaboratore storico Stanley Donwood e di Tchock (pseudonimo di Thom Yorke): è un'immagine in computer grafica di una catena montuosa, con una distorsione piuttosto pixellata della parte inferiore, che traeva ispirazione dalla guerra del Kosovo, avvenuta nell'inverno del 1999. Kid A diventerà a dispetto sia della volontà che delle idee della band un album amatissimo ed epocale, che venderà tantissimo (primo disco dei Radiohead primo nella classifica di Billboard), presente in tutte le classifiche dei dischi più belli di sempre e che li consacra a band di culto internazionale oltre ogni personale convinzione (York inizierà a diventare molto scontroso verso i media, cosa che paradossalmente gli farà ancora più pubblicità). Le cose che ribollivano nel calderone di Kid A vennero messe anche nel successivo, a distanza di un anno, Amnesiac. Meno forte e dirompente del suo predecessore, ha però delle sue caratteristiche che York spiega così: Kid A era come uno shock elettrico. Amnesiac è come essere nei boschi, in campagna. Penso che l'artwork sia il modo migliore per spiegarlo. L'artwork di Kid A era tutto sviluppato sulla distanza. I fuochi erano tutti dall'altra parte della collina. Con Amnesiac, tu sei nella foresta mentre divampa il fuoco.

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