Jackson Browne - Late For the Sky (1974)

Nel cercare sempre nuove sfide sui legami dei dischi di ogni mese, stavolta ho pensato che visto il Febbraio carnevalesco, sarebbe stato bello presentare dei dischi che "mascherano" le copertine rifacendosi a famosissimi dipinti o opere d'arte. Pertanto per questo mese si parte dalla copertina. In questo caso, l'omaggio è al dipinto di René Magritte, L'Empire des lumières (L'Impero della luce), del 1953-1954; la fotografia originale della nostra copertina fu stata scattata su South Lucerne Avenue, appena a sud di West 2nd Street a Windsor Square, circa 10 miglia a sud-ovest della casa d'infanzia dell'autore del disco di oggi, a Highland Park, California, ad opera del designer e fotografo Bob Seidemann.

Jackson Browne nacque in Germania dove il padre lavorava in una delle basi americane nella ex Repubblica Federale tedesca. Si sposta in California e la sua carriera inizia prestissimo: a 18 anni fa parte della Nitty Gritty Dirt Band, e sfoggia già una naturale capacità di scrittura, tanto che la Elektra lo mette sotto contratto nel 1967 per un disco che non vedrà mai la luce, rimasto inedito. Inizia a collaborare con grandi nomi, tra cui Tim Buckley e la splendida Nico, per cui scriverà tre brani del suo acclamato disco solista, Chelsea Girl. Le sue canzoni diventeranno repertorio di grandi artisti, tra cui ricordo i Byrds, Linda Ronstand e Laura Nyro, con queste due artiste nascerà una solida collaborazione. Dal 1971 suona in duo con David Lindley, che diventerà la sua spalla musicale, e collabora anche con gli Eagles. per loro, scrive e cede in maniera generosa una sua canzone, Take It Easy, che diventerà una hit sensazionale. Passato alla Asylum di David Geffen, firma un contratto per tre album: il primo, Jackson Browne, con alcuni tra i più artisti della musica californiana, contiene le prime canzoni che lo renderanno noto, come Doctor My Eyes e Jamaica Say You Will; nel 1973 esce For Everyman, con la piccola hit di Redneck Friend e personali versioni di alcune delle canzoni che ha scritto per altri, come These Days (che fu scritta per Nico, e resa bellissima anche da Tom Rush e Greg Allman); il terzo, del 1974, ha un budget limitato dalla Asylum, ma Browne non si scompone e sforna alla metà del prezzo del precedente uno dei dischi più belli del decennio per il cantautorato americano.

Late For The Sky esce nel Novembre del 1974. Suonato con la sua band in tournée, composta da David Lindley, Doug Haywood, Jai Winding e Larry Zack, fu prodotto da Al Schmitt: danno una mano ai cori e alle armonie vocali suoi cari amici, tra cui Dan Fogelberg, Don Henley e JD Souther, che sono un bel pezzo del suono dolce, sognante e romantico della musica californiana degli anni '70. Browne è ricordato spesso per i testi molto introspettivi, riflessivi e decisamente profondi. In Late For The Sky ve ne è una prova decisiva in tal senso: la title track, stupenda, racconta una relazione destinata a fallire perché le aspettative dell'amante nei suoi confronti sono troppo grandi, ma alla fine il tormento lascia spazio alla salvezza, vale la pena a prendere un volo in anticipo perché è "in ritardo per il cielo". La canzone diventerà famosa anche perché fu usata in Taxi Driver di Martin Scorsese. Fountain Of Sorrow, che sarà un successo anche per Joan Baez, si pensa sia un omaggio a Joni Mitchell (con cui andò in tour nel 1972 e con cui ci fu una breve storia d'amore), e diviene una storia universale sulla bellezza ma anche sul dolore delle relazioni amorose: Quando vedi attraverso l'illusione dell'amore, lì si nasconde il pericolo\E il tuo amante perfetto sembra solo un perfetto idiota\Così scappi alla ricerca di un perfetto sconosciuto\Mentre la solitudine sembra sgorgare dalla tua vita\Come una fontana da una piscina… . The Late Show è una grande prova di ballata, The Road And The Sky è una cavalcata spensierata on the road, gioiosa rispetto al resto del disco, con le chitarre che per la prima volta nel disco si inaspriscono, mentre la precedente compostezza del pianoforte si trasforma in un boogie scalmanato. For A Dancer è canzone per un amico scomparso, dove il clima luttuoso è ben espresso dal violino, suonato ancora da Lindley. Walking Slow ammicca al funk, si ritorna ad una apparente serenità e c'è anche un pirotecnico  assolo alla chitarra di Lindley. After The Deluge anticipa i futuri interessi di Browne (la tensione sociale, l'incubo dell'atomica, le relazioni sociali) e dice: Ora, lasciamo che la musica tenga alto il nostro morale\Lasciamo che gli edifici mantengano asciutti i nostri figli\Lasciamo che la creazione riveli i suoi segreti a poco a poco, a poco\Quando la luce che si è persa dentro di noi raggiunge il cielo.

Late For The Sky è il tentativo di mettere tante cose in un album di musica pop, ha ampliato i limiti di ciò che si poteva trovare in quella che lui chiamava "la bellezza nelle canzoni", proprio come aveva fatto Bob Dylan un decennio prima. E non passò inosservato: disco d'oro nel 1974, e successivamente due volte disco di Platino, nel discorso che Bruce Springsteen gli farà per accoglierlo nella Rock And Roll Hall Of Fame lo definirà un capolavoro e ricorderà l'emozione di sentire lo sportello dell'auto che sbatte alla fine di Late For The Sky.

Browne nel 1975 perde la moglie, Phyllis Major, a cui dedicherà il successivo The Pretender (1976); dal tour americano che seguirà, pubblicherà uno splendido live, Running On Empty, che è tra i suoi lavori migliori, per la stupenda title track, per la cover azzeccatissima di Stay, un classico degli Zodiacs degli anni '60, per la magnifica The Road, canzone dedica alle emozioni di un cantante in tour e anche alle maestranze dei musicisti che smontano e montano il palco dopo i concerti, scritta da Danny O' Keefe nel 1972 per il suo album d'esordio, che diventerà famosa in Italia per la cover che Ron ne fece con il titolo di Una Città Per Cantare, scritta insieme a Lucio Dalla.

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