Alice In Chains - Unplugged (1996)

Per oltre 20 anni dagli inizi degli anni '80 la commercializzazione dei dischi ha avuto un nuovo componente: i videoclip dei singoli. Si avvicinarono tutti, persino artisti ben lontani dalla generazione MTV: ne ricordo due, il Peter Gabriel che con Sledgehammer fa uno dei video più belli di sempre (fatto con la tecnica della claymotion dalla Aardman Animations,  il prestigioso studio di animazione di Bristol che diventerà tra i più famosi del mondo) nel 1986 e l'anno successivo addirittura i Grateful Dead con Touch Of Grey. Ai videoclip MTV dedicherà un premio, gli MTV Video Music Awards, per premiare i migliori prodotti (creando anche quelli Europei e Latin Music man mano che il gruppo di broadcaster cresceva). Si stanzieranno fondi enormi per i videoclip, spesso girati persino da famosi cineasti, legati alle colonne sonore dei film, con la punta d'eccesso di Michael Jackson che per Scream, il suo tentativo musicale di tornare alla ribalta, spenderà quasi 10 milioni di dollari solo per il videoclip con la sorella Janet.

MTV inizia a diventare prominente: nascono i veejay, cioè i presentatori e presentatrici dei programmi di MTV, che sebbene sempre legati alla musica iniziano a inglobare il lifestyle, la moda, le tendenze. Tra i programmi più famosi di MTV, c'è stato il tentativo di trasformare il flusso musicale in un piccolo club dove si suona musica acustica: Unplugged, senza le spine degli amplificatori. Nato nel 1989, il format diventerà fondamentale e famosissimo. La lista dei partecipanti è clamorosa, e mi limito a ricordare che Eric Clapton con il suo Unplugged venderà 26 milioni di copie (il suo successo commerciale più grande di sempre), si esibiranno Paul McCartney, Jimmy Page e Robert Plant che suonano insieme in No Quarter, gli R.E.M., i Kiss ma soprattutto l'ultimo grande fenomeno della generazione MTV: le grandi band del grunge. I Nirvana e i Pearl Jam faranno due Unplugged storici, meravigliosi, ma il disco che ho scelto stasera è quello degli Alice in Chains di Layne Staley e Jerry Cantrell.

Il loro era il suono più psichedelico e drammatico, la loro poetica era la più tossica e dolorosa, e scrissero album seminali: Facelift nel 1990, l'ep Sap del 1992, Dirt dello stesso anno, l'altro ep storico Jar Of Flies del 1994 e nel 1995 Alice in Chains, quello con in copertina un triste cane a tre zampe. La loro carriera è costellata da musica bellissima ma soprattutto dai problemi personali dei componenti, soprattutto di Staley, che da anni combatte con una drammatica dipendenza dalle droghe. Le date del tour di Dirt furono in tutto solo 7 per le sue condizioni  in peggioramento, e fu infatti con molta sorpresa che MTV annunciò che il 10 aprile 1996 al Majestic Theatre della Brooklyn Academy of Music un concerto degli Alice in Chains. Insieme a Staley e Cantrell, ci sono Mike Inez  al basso acustico, 

Sean Kinney alla batteria e un secondo basso, quello di Scott Olson degli Heart a supporto. 


Staley è emaciato, febbrile e malato ma proprio per questo la sua perfomance è mozzafiato. Le loro canzoni, spesso laceranti di schitarrate elettriche, in Unplugged acquistano tutta un'altra dimensione, malinconica e perfino più dolorosa: capolavori come Down In A Hole, No Excuses, Would?, Angry Chair e l'inedito Killer Is Me, ma la canzone simbolo è soprattutto la dolente e magnifica Nutshell, che sembra quasi un testamento anticipato della sua esistenza: We chase misprinted lies\We face the path of time\And yet I fight, and yet I fight\This battle all alone\No one to cry to\No place to call home. Cantrell accompagna con la sua acustica, aiuta spesso nel canto Staley, che si dimentica le parole di Sludge Factory, inverte i versi e interrompe immediatamente la canzone con un sonoro "Fuck!". Jerry Cantrell e lo stesso Layne sdrammatizzano, scherzando con un paio di battute e ricevendo gli applausi di un pubblico divertito dal piccolo incidente, prima di rieseguire da capo il brano. L'errore e la successiva gag con Cantrell non sono inclusi nel cd, appaiono tuttavia nella versione video del concerto, che verrà mandato a ripetizione dal canale dal 28 maggio 1996. In prima fila c'erano anche i Metallica: in una pausa tra i brani, Staley scherza con il pubblico annunciando la proiezione di un video di LL Cool J (che sarà protagonista di un eccellente Unplugged), mentre Mike Inez intona al basso il riff principale di Enter Sandman, seguito a ruota da Sean Kinney alla batteria (che si sente alla fine di No Excuses). Tra le ovazioni del pubblico si può distinguere l'urlo di apprezzamento di James Hetfield. Un altro omaggio agli amici Metallica è riportato sullo stesso basso di Inez, e si vede più volte nel video: la scritta in pennarello "Friends don't let friends get Friends haircuts", ovvero "Gli amici non lasciano che gli amici si facciano i capelli alla Friends" (perché non più lunghi), è un omaggio scherzo ai Metallica, in quel periodo non avevano i capelli lunghi ma un insolito taglio corto di capelli somigliante a quello dei protagonisti della leggendaria sitcom Friends, che andava in onda poco prima che loro iniziassero a suonare quella sera e furono messi in "attesa".

Il disco sarà un successo, nonostante tutte le premesse nefaste: numero 3 nella classifica di Billboard, venderà 2 milioni di copie solo negli Stati Uniti, farà sembrare più vicina la luce alla fine del tunnel per Staley. Che malauguratamente non si riprenderà mai più: si isolerà da tutti dopo la morte, terribile per overdose, della sua fidanzata, Demri Lara Parrott, finita ad essere una prostituta vagabonda per procurarsi le sostanze, e se ne sentirà totalmente in colpa. Morirà solo, in circostanze davvero orribili (scoperto solo dopo 15 giorni dalla morte, seduto sul divano e in decomposizione) nell'aprile del 2002. Il grande Eddie Vedder dei Pearl Jam dedicherà una brevissima canzone a Staley, contenuta come ghost track nella loro raccolta Lost Dogs. Si intitola 04/20/2002, la data in cui fu scoperto il corpo di Layne Staley. 

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