My Bloody Valentine - Loveless (1991)

Chiudo la serie novembrina degli album assurdi con una perla degli anni 90, precisamente del 1991, uno degli anni di grazia della musica rock. Questo disco fu un'uscita che spiazzò davvero tantissimi, venendo considerato uno dei lavori più strani, allucinati e particolari, ma non per questo meno potente e rivoluzionario per la storia del rock. La storia di oggi inizia in Irlanda nei primi anni degli anni '80 e buona parte della propria particolarità ruota tutto intorno all’estro creativo, ma estremamente lunatico, di Kevin Shields, che forma il primo gruppo con il batterista Colm O'Ciosoig. Nella prima formazione c’era il cantante Dave Conway e la tastierista Tina, e con la formazione a quattro registrano qualche canzone noise-punk, con venature pop, nella prima metà degli anni ’80. Scelgono come nome il titolo di un film horror inglese, My Bloody Valentine, in italiano Il Giorno di San Valentino, diretto nel 1981 da George Mihalka, film tra l'altro tra i preferiti di Quentin Tarantino. 

Il successo è nullo, Shields decide di trasferirsi a Berlino dove pubblica un mini-cd, This Is Your Bloody Valentine, che con i successi a venire diverrà di culto. Tornato a Londra, scioglie la band, sostituisce Tina con la bassista Debbie Googe, pubblica due EP, caccia Conway dal gruppo, ma ottiene un po’ di luci della ribalta con Strawberry Wine. La svolta avviene con la firma di un contratto discografico con la Creation, etichetta indipendente famosa per aver lanciato i Primal Scream e gli scozzesi The Jesus And Mary Chain. Isn’t Anything (1988) esplora il lato malinconico delle relazioni amorose, e si caratterizza per un uso davvero originale della chitarra elettrica. Trovata una formazione stabile con l’ingresso di Belinda Butcher alle voci e alla chitarra, la band inizia ad avere un seguito particolare, soprattutto per le strane esibizioni live. Alcuni giornali specializzati notano che Shields e la Butler suonano la chitarra tenendo sempre lo sguardo basso, come se si stessero guardando le scarpe: nasce così lo stile Shoegazer, che anticipa per certi versi l’estetica grunge di qualche anno, e regala alla storia della musica un capolavoro assoluto. Loveless (1991) viene registrato dopo ben 2 anni di lavoro, la quasi totalità dei quali impiegati da Shields, pur avendo chiamato decine di tecnici del suono ed ingegneri, tutti rigorosamente citati nei crediti del disco, a lavorare senza sosta ma praticamente da solo per creare un suono che non ha eguali nella storia: su basi pop, si mischiano, in stile spectoresco, contorsioni di chitarra, campionamenti sonori, in cui le delicate incursioni vocali della Butcher sembrano quasi passare lì per caso, in una nube purpurea sonora che ammalia e stranisce (perfettamente la copertina, allucinante, spiega la sintesi del suono My Bloody Valentine). È come se i Velvet Underground avessero ascoltato il power pop e avessero deciso di riarrangiare il tutto in chiave punk. Il muro sonoro di Only Swallow già da solo basta a segnare la rivoluzione, così come When You Sleep, che fu addirittura un singolo di un certo successo. To Here Knows When ha quasi una natura sinfonica, dove archi e distorsioni si fondono come un grido acido e straziante, ma dal fascino indiscutibile. L’album, pur nella sua struttura avanguardista, ha una varietà notevole: I Only Said sembra una ballata classica, ma dopo poco solo un flauto si distingue tra la nuvola di distorsioni. Come In Alone è potentissima. In Sometimes , in pieno stile Velvet, una ballata acustica si lega ad un ritmo hard rock del basso ed ha il solito finale, quasi solenne, ricco di distorsioni. Blown A Wish sembra avere una natura gioiosa diversa dagli altri brani, e le onde sonore del finale sembrano quasi una filastrocca; Soon, che chiude il disco, ha un suono più pulito, soprattutto all'inizio, e poi vagheggia nell'aere sonoro toccando anche melodie orientaleggianti nella nuvola di distorsioni, marchio di fabbrica di Shields.

L’effetto è dirompente, e la lista di chi ne fu ammaliato è lunga e prestigiosa: dagli Smashing Pumpkins ai Nine Inch Nails, fino ai Radiohead è possibile rintracciare la loro lezione in decine di artisti. Quello che sembrava il trampolino di lancio per il successo, siglato con un nuovo contratto con la Island dopo che la Creation li abbandonò per aver speso 250 mila sterline per Loveless, va a finire in un buco dell’acqua: le registrazioni non iniziano nemmeno, e la band si scioglie. Shields solo dopo oltre dieci anni pubblicherà del materiale inedito, con il super acclamato m b v del 2013, ed ha un breve ritorno alla ribalta perché Sometimes viene inserita da Sofia Coppola in Lost In Translation. Loveless rimane unico e fa solo intravedere cosa Shields e compagni avrebbero potuto ottenere con un percorso creativo meno "accidentato". Ma forse uno dei segreti di questo capolavoro sta proprio nel fatto che fu pensato e creato da un tizio che non aveva barriere e che si spinse dove mai nessuno aveva osato. E l’essere stato unico ne amplifica la forza e la particolarità. 

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