Post

Visualizzazione dei post da marzo, 2026

Peter Gabriel - 1 (1977)

Immagine

Pink Balloon - Ben Harper (2016)

Immagine
 Ben Harper è un poeta semplice che accarezza i suoi abiti quasi ricoperti di sabbia del deserto, quella che ha conosciuto crescendo a Clearmont, California, a un battito di ciglia dal Mojave. Nonno liutaio, nonna chitarrista, padre percussionista, madre cantante: non si può chiedere niente di più alla famiglia. Con la musica nel sangue e sui comodini, Ben è cresciuto ascoltando il grande blues di Robert Johnson e Son House, per poi conoscere le risposte di Dylan che soffiavano nel vento, la slide di Ry Cooder, la foschia color porpora di Hendrix, il reggae giamaicano di Marley. Forte di tanto bagaglio, è partito per il mondo della musica con atteggiamento umile e strumenti acustici, tra cui la mitica Weissenborn, chitarra slide usata negli anni venti. (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Torres - Sprinter (2015)

Immagine
di Simone Zagari Mackenzie Scott, Torres per gli amici, ha 24 anni, ma sulle spalle già un sontuosissimo debut (l’eponimo Torres) con cui ha contemporaneamente sfiorato il cuore e preso a pugni lo stomaco di molti, me compreso. Una chitarra, la leggenda vuole comprata dai genitori dopo molti sacrifici, e tante cose da dire con una voce tutt’altro che anonima. A distanza di due anni Torres si tinge i capelli di biondo ma la ricetta non cambia, e anzi si conferma pienamente in questo Sprinter grazie anche al contributo di personaggi quali Rob Ellis alla produzione e una band di supporto formata da Ian Oliver (già con PJ Harvey) e Adrian Utley (Portishead). Si parte con Strange Hellos, un inizio che potrebbe richiamare tranquillamente i lavori pregressi, ma che subito svolta in territori più grezzi e schietti: le chitarre sature creano climax, la voce emerge, la batteria si fa metronomo di stop and go che mozzano il fiato; fiato che alla Scott non manca date le grida strazianti i...

Creedence Clearwater Revival

Biografia Il trio originario, The Blue Velvets, costituito da John Fogerty, Cook e Clifford, si forma nel 1959 a El Cerrito, California. Reclutato Tom Fogerty, a metà degli anni ‘60 la band firma per la Fantasy Records, che cambia il nome del gruppo in The Golliwogs, con riferimento a Golliwog, un pupazzo-menestrello di un libro per bambini. Vengono pubblicati sette singoli, tra cui Brown Eyed Girl, che tuttavia non ricevono alcuna attenzione da parte del pubblico. Nel 1967 la band cambia nome in Creedence Clearwater Revival. John Fogerty diventa il vero leader del gruppo, scrivendo la maggior parte delle musiche e dei testi. L’album omonimo d’esordio, in cui spiccano Susie Q e la ben nota I Put a Spell on You riceve un’ottima risposta commerciale. Nel 1969 esce “Bayou Country”, che delinea l’originale genere dei Creedence: un solido swamp rock che affonda le radici nel country e nel blues. Con i due album successivi, “Green River” e “Willy and the Poorboys” (Bad Moon Risi...

Roky Erickson with Okkervil River - True Love Cast All Evil (2010)

Immagine
di Silvano Bottaro Prosegue bene quest’annata musicale con Roky Erickson che insieme alla band texana degli Okkervil River pubblica "True Love Cast Out All Evil" disco che arriva dopo quindici anni da “All That May Do My Rhyme”. Per la comprensione dell’uomo e del disco è utile tenere presente che la vita di Erickson è stata particolarmente segnata da una serie di vicissitudini.  La lista è lunga, Roky, infatti, ha avuto problemi con la giustizia e la droga nei tempi passati e con la schizofrenia in tempi recenti. Ora completamente ristabilito e grazie a certi contatti: Will Sheff e Andrew Savage, manager degli Okkervil River, è ritornato in auge con questo nuovo album. Il disco è un’autobiografia in musica. Il male, la tristezza, la morte ma anche l’amore, la speranza la spiritualità sono i temi di cui parlano i testi delle sue canzoni. Dodici brani estremamente coraggiosi dove il nostro sessantatreenne cantautore mette a nudo tutta la sua vita. La sua voce intensa...

Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard (1974)

Immagine
 Qualche anno fa, in una intervista, disse che in fin dei conti fu un disastro personale che, poco più che ventenne, il suo nome fosse apparito sui muri di Londra ai tempi dei Cream in questo modo: Clapton Is God. Eric Clapton è uno dei più leggendari chitarristi di tutti i tempi. Al titolo ha contribuito, oltre che la sua maestria assoluta, anche una vita fatta di alti e bassi, spesso proiettata all'auto-distruzione. Ed è proprio da uno dei periodi più complicati e difficile che Clapton esce nel 1973. Sono passati solo tre anni dal suo esordio solista, dopo lo scioglimento dei Cream (omonimo Eric Clapton, 1970) e il suo ingresso in quella meteora luminosissima che furono Derek & The Dominoes, che regalarono alla musica Layla & Other Assorted Love Songs (stesso anno, 1970). Da quel momento, una discesa rovinosa nelle dipendenze, soprattutto alcool ed eroina: supportato da un gruppo di amici storici, tra cui anche immensi musicisti (e lo si scoprirà tra poco) riesce a disint...

The Weather Station - Loyalty (2015)

Immagine
di Gianfranco Marmoro Che il profilo artistico di Tamara Lindeman fosse pregevole lo si capiva gia dalle buone frequentazioni della musicista canadese, le sue apparizioni negli album di Will Stratton e Barzin avevano stimolato l’attenzione di critica e pubblico, mettendo in luce un talento maturo e una ispirazione cristallina. The Weather Station sono la sua creatura discografica, dove si alternano amici e collaboratori diversi. Per il terzo capitolo, “Loyalty”, l’artista ha chiamato al suo fianco Afie Jurvanen e Robbie Lackritz (produttore gia di Feist), e ha scelto gli studi francesi La Frette per realizzare il suo album più intenso e ambizioso. Ispirato dall’arte di Mary Pratt, celebre per i suoi dettagliati e iper-realistici quadri di vita domestica, il nuovo progetto mette insieme una serie di canzoni simili a cristalli di ghiaccio che si sciolgono lentamente col tepore della voce di Tamara, sempre più simile a un sussurro o a un respiro, smuovendo i pensieri più recondit...

Pink Floyd - Meddle

Immagine

Across The Borderline - Ry Cooder (1987)

Immagine
 Tra gli artisti più geniali ed eclettici che gli Stati Uniti abbiano espresso negli ultimi decenni, Ryland Peter Cooder da Santa Monica ha saputo fondere le innumerevoli tradizioni musicali della sua terra in uno stile originale e delizioso, in grado di farsi continuatore dei suoni dei padri e al contempo pietra di paragone per nuovi percorsi. Quando aveva soltanto 13 anni, avvicinava timidamente i cantanti blues o i maestri della chitarra fingerpicking per carpirne i segreti. «Ogni volta che arrivava in città un buon musicista, compravo un biglietto di prima fila e non staccavo gli occhi dallo strumento. L'indomani andavo a bussare alla sua camera d'albergo, gli mettevo in mano un biglietto da cinque dollari e lo pregavo di suonare davanti a me. Un mese dopo ero in grado di applicare il suo metodo, anche se, naturalmente, con molta meno maestria». A 16 anni, alcuni amici che si trovavano in un covo di musica folk lo costrinsero a salire sul palco a suonare. Il giovane Cooder,...

Dwight Yoakam - Second Hand Heart (2015)

Immagine
di Nicola Gervasini Ha ormai ritmi da scafato veterano che non deve più dimostrare nulla a nessuno la produzione discografica di Dwight Yoakam, incontrastato re della country music che conta in termini qualitativi (sebbene anche come vendite il nostro spesso compete con le big star più commerciali di Nashville, come ad esempio quell'Eric Church che lui stesso ha appena seguito come spalla in un lungo tour). Second Hand Heart arriva tre anni dopo 3 Pears, che già chiudeva un lunghissimo periodo di silenzio, portandoci quaranta minuti di puro Yoakam-sound, dopo le piccole deviazioni pop imposte dalla produzione di Beck nel lavoro precedente. Qui invece è impossibile ravvisare grandi novità nel sound , forse solo più rock-oriented del solito, ma senza dubbio siamo di fronte ad uno degli episodi più freschi, energici e pienamente riusciti della sua carriera. Yoakam non lesina sudore, sia quando lascia le chitarre a briglia sciolta per esaltare l'impatto di un brano perfett...

Banco del Mutuo Soccorso

Biografia Il Banco del Mutuo Soccorso, o semplicemente Banco, è un gruppo rock di Roma fondato nel 1969 e tutt’ora in attività. Insieme alla Premiata Forneria Marconi e Le Orme è l’esempio più rappresentativo e noto, anche all’estero, di rock progressivo italiano. La storia del “Banco” ha inizio negli ultimi mesi del 1968, quando il diciassettenne Vittorio Nocenzi, enfant-prodige delle tastiere, riesce ad ottenere un’audizione presso l’importante etichetta “RCA”, forte della raccomandazione di Gabriella Ferri, per la quale aveva già musicati alcuni brani. Le case discografiche erano, in quegli anni, poco propense a promuovere strumentisti solisti e la leggenda narra che Nocenzi avesse “millantato” l’esistenza di un non meglio precisato gruppo da lui capeggiato. Si trovò, quindi, nella condizione di allestire in tutta fretta una formazione musicale per presentarsi all’audizione. All’uopo reclutò parenti e amici in grado di “reggere uno strumento” ed inventò l’appellativo di “Ba...

Laurie Anderson - Strange Angels (1989)

Immagine
di Silvano Bottaro Strange Angels fu fonte generosa di mille sorprese che, alcuni delusero ed altri fecero saltare di gioia. Ma cosa combinò la nostra per suscitare reazioni così contrastanti? Semplice: si è ingeniata a costruire dieci meravigliose canzoni (pop)olari. Chi ha storto il naso ascoltando "Language is a virus" farà meglio a tapparsi ora i canali auricolari: non più il gelido (splendido) esotismo tecnologico di "Mr Heartbreak", ma un linguaggio sonoro diverso, più caldo, immediato, che parla in egual misura all'intelligenza e al cuore. Nessun taglio netto con il passato: la Anderson di oggi (1989) è la stessa di sempre, solo discorre con maggior semplicità, con dolcezza e malinconia. Accarezza le tradizioni musicali del centro e del sud America, le culla con sguardo ironico (ma non cinico), le riveste d'eleganza europea e ce le porge cantando con grazie inaudita. Si Laurie canta e lo fa divinamente, abbandonandosi senza freni ad un'ondat...

Sufjan Stevens - Illinois (2005)

Immagine
 Quante volte associamo la musica a certi luoghi, per esperienze, per persone, per sentimenti, per viaggi. Questo pensiero mi è venuto in mente qualche settimana fa e ho pensato di dedicare i dischi di Ottobre a dei luoghi, in dischi particolari e spesso poco conosciuti. Inizio con un ragazzo cresciuto nel Michigan dal nome persiano, Sufjan Stevens, nome scelto dal fondatore della dottrina Subud ai quali i genitori aderivano (Subud è un movimento di origine indonesiana di tipo filosofico-spirituale a cui i genitori aderivano, come Roger McGuinn e parte della famiglia delle attrici Arquette). Stevens sin da subito svela una particoalre predisposizione alla musica, imparando a suonare diversi strumenti e sviluppando una naturale predisposizione al canto: collabora con due piccole band locali, i Marzuki, una folk band di Holland, per poi passare ai Danielson Famile, dove suona diversi strumenti musicali. Ha 25 anni nel 2000 quando esordì da solista, con l'album A Sun Came, autoprodott...

Mikal Cronin - MCIII (2015)

Immagine
di Salvatore Setola Non c’è niente di meno rock’n’roll della serenità, e Schopenhauer ha fatto più danni del proibizionismo. Quando scriveva che per condurre un’esistenza felice occorre abbandonare le passioni, i desideri e qualsiasi ambizione, praticamente stava affermando che la felicità non appartiene a questo mondo. Quindi tanto vale mettersi il cuore in pace e accontentarsi del suo surrogato sfigato: la serenità appunto. Grazie per la premurosa dritta, Arthur, ma se proprio dobbiamo viverla, questa cosa inspiegabile chiamata vita, allora vogliamo essere felici, non sereni. E non c’è niente di più rock’n’roll della felicità. Perché comporta il rischio dell’infelicità, il guasto di fallirla. Ecco, tra le insenature di quel guasto si inserisce Mikal Cronin con la sua musica fatta di malinconia gozzaniana per le rose non colte e slanci vitali che - quella malinconia - la inceneriscono sotto il sole di melodie power pop, chitarre basculanti surf-punk e una rabbia esistenziale (p...

Sonic Youth - Omonimo

Immagine

Only The Lonely - Roy Orbison (1961)

Immagine
 Quando Bruce Springsteen fu invitato a tenere il discorso di introduzione di Orbison nella Rock 'n' Roll Hall of Fame, non dimenticò di inserire una sua vecchia dichiarazione che, nella nuova circostanza, scatenò l'entusiasmo degli intervenuti e la commozione di Roy: «Mentre lavoravo al primo disco avevo in mente un risultato ben preciso. Volevo creare musica come quella di Phil Spector, scrivere testi come Bob Dylan e cantare come Roy Orbison. Oggi, dopo tanti anni, tutti hanno capito che nessuno può cantare come Roy Orbison». Texano di Wink, conobbe il suo periodo migliore tra il 1960 e il 1964, quando firmò una serie impressionante di canzoni di presa sicura, scalando le classifiche con cinque brani destinati a passare alla storia: Only the Lonely, Running Scared, Crying, Dream Baby e Oh, Pretty Woman. Poi il destino parve accanirsi contro di lui. Nel 1966 perdette la moglie in un incidente motociclistico, nel 1968 due dei suoi fıgli bruciarono vivi durante un incendio ...

Lande Hekt - Lucky Now (2026)

Immagine
di Fabio Cerbone  Ballate pop estatiche e dolciastre malinconie elettriche si impastano nel suono di Lucky Now, terzo album solista di Lande Hekt, talento inglese rivelatosi qualche anno fa nel trio da filosofia indie-punk delle Muncie Girls e poi avviata al viaggio in solitaria grazie a un ep di esordio nel 2019, seguito da Going to Hell del 2021, bene accolto dalla stampa nazionale. Lucky Now sembra presentarsi all’appello come la raccolta della riappacificazione con se stessa, il classico salto di maturità, infarcito di canzoni che introducono nelle liriche della musicista, sempre avviate a un percorso autobiografico, una sorta di tranquillità e di maggiore sicurezza dopo le prese di coscienza del passato. Legata spesso alle tematiche della sua identità sessuale (artista queer), dell’infanzia travagliata, nonché delle battaglie personali in età adulta, per scacciare le dipendenze dell’alcol, oggi Lande Hekt incontra la produzione squillante di Matthew Simms (Wire, It Hugs Back) ...

Steve Vai

"Amo insegnare, ma amo molto di più suonare. Se io suono la gente può imparare da me comunque. In più c'è il vantaggio che chi mi osserva vede in azione un musicista anziché un insegnante." Steve ha origini italiane, i nonni erano Lomellini, precisamente della cascina Taccona nel comune di Dorno in provincia di Pavia. (Il 22 Luglio 2012 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria presso lo stesso Comune). La sua famiglia emigrò negli Stati Uniti d'America. La sua data di nascita ha fatto sì che compisse sei anni il sesto giorno del sesto mese del 1966, come venne annotato in "The Frank Zappa Guitar Book" di Frank Zappa (questo come a voler sottolineare come si possa tranquillamente parlare di chitarrista, almeno quanto a tecnica e talento, diabolico). Vai è conosciuto per la sua musica strumentale per chitarra, che compone, esegue e produce da sé, ma ha anche suonato nelle registrazioni di diversi altri artisti e gruppi rock. Steve Vai si fece un ...

Peter Gabriel - So (1986)

Immagine
di Silvano Bottaro So è il quinto album solista di Peter Gabriel ed è il primo che porta il titolo di una sillaba, i primi quattro, infatti, hanno un numero progressivo: 1, 2, 3 e 4, mentre i prossimi porteranno il titolo di Us e Up. Non privo di successo, prima con i Genesis e poi come solista, è con questo album che Gabriel raggiunge il vertice della popolarità. Il suono moderno e i brani solidi grazie anche la maestria del co-produttore Daniel Lanois, portano il disco nelle classifiche mondiali. Brani come "Sledgehammer", "Red Rain", "Don't Give Up" con Kate Bush e "In Your Eyes" con Youssou N'Dour, fanno di questo disco degli anni Ottanta uno degli album più belli dell’intera produzione inglese di quegli anni. Peter il mastro-alchimista multiforme, non privo di coraggio, s’infila nei suoni più “rischiosi” dove la contaminazione fa da padrona. Sentimentale ed evocativo, So è la somma di ogni esperienza passata di Gabriel a cominci...

U2 - Rattle And Hum (1988)

Immagine
 In the locust wind comes a rattle and hum. Nel vento della locusta arriva un rantolo ed un bisbiglio. Questo è un verso di Bullet The Blue Sky, una delle canzoni che compongono The Joshua Tree, scritta da Bono dopo un drammatico e personale viaggio in Nicaragua e Salvador, dove constatò la drammatica situazione di nazioni messe in ginocchio dall'embargo economico imposto dagli USA e dalla guerra civile dei "Contras", i gruppi armati controrivoluzionari ai sandinisti, finanziata sempre dagli Stati Uniti. Durante il tour di quel disco leggendario veniva preceduta dalla chitarra imperitura di Jimi Hendrix che nell'alba dell'ultimo giorno di Woodstock fece dello Star Spangled Banner, l'inno americano, qualcosa di altro. Fu durante quel tour che si presentò Phil Janou, un cineasta americano, che voleva riprende il tour degli U2. Alla fine più che un documentario sul tour, divenne una propaggine di quel viaggio negli Stati Uniti D'America che fu il disco, stavo...

Ásgeir – Julia (2026)

Immagine
 di Maria Balsamo Nel suo quinto album in studio, “Julia”, il cantautore islandese Ásgeir intraprende un nuovo viaggio all’insegna dell’introspezione. Prodotto dalla One Little Independent Records, “Julia” segna il passaggio da anni trascorsi a collaborare con traduttori come John Grant e a lavorare con le poesie del padre, Einar Georg Einarsson, alla ferma volontà di iniziare a scrivere testi da solo (per la prima volta). Il risultato è un’opera profondamente contemplativa, intrisa di nostalgia, che vede Ásgeir meditare sui suoi rimpianti passati e sulle sue speranze per il futuro, guidato dallo spettro del personaggio principale dell’album, una ragazza di nome Julia. Ásgeir è noto al pubblico internazionale per il riconoscibile falsetto che si mescola a intricate melodie folk-pop. Anche stavolta malinconia e analisi interiore sono al centro di “Julia”: “È la prima volta che ho scritto testi completamente da solo“, – racconta. “È stato spaventoso. Sto ritrovando me stesso. Ho cerc...

Joi Division - Closer

Immagine

E T I C H E T T E

Mostra di più