Paranoid - Black Sabbath (1970)

 Il problema, con certe rockstar, è quando i discografici ti fissano le interviste di mattina e loro hanno passato tutta la notte a fare festa. Ero a Dublino per incontrare i Black Sabbath. Ceniamo insieme, poi ci salutiamo. Io mi avvio verso l'ascensore, loro escono nella notte. L'appuntamento è per l'indomani a mezzogiorno. Arrivano che non sembrano nemmeno loro. Barcollano. Mi guardano e non mi riconoscono.
«Sono qui per l'intervista». «Ah, già». «Com'è andata ieri sera?», chiedo timido. Ozzy Osbourne: «Vorrei risponderti, ma non ricordo nulla di quello che ho fatto». Tony Iommi: «Nemmeno io. L'unica cosa di cui sono certo è che devo chiedere scusa a qualcuno».
Risate. Silenzio. Poi Iommi dice: «Ti spiace se prima di iniziare beviamo qualcosa?». Io voglio morire. Per la cronaca, l'intervista fu bellissima. Come bellissima è stata la loro avventura. Onore al Sabba Nero, che è arrivato al capolinea.
Paranoid fu scritta da Tony Iommi mentre gli altri sabbathiani erano in pausa pranzo. All'inizio nessuno pensò che potesse venirne fuori qualcosa di importante. Fu registrata, ma considerata poco più di un tappabuchi, per aggiungere un brano all'album. Paranoid divenne invece velocemente un clamoroso successo, primo anello di una lunga catena di hit del Sabba Nero e di Ozzy Osbourne: «Ti dico di goderti la vita io vorrei poterlo fare ma è troppo tardi».

(M. Cotto - da Rock Therapy)

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